"ALMENO IL PANE, FIDEL - Cuba quotidiana nel periodo speciale" di Gordiano Lupi - Intervista con l'autore
presentazione del libro - 4 marzo - MATERA

Gordiano Lupi 
ALMENO IL PANE, FIDEL
Cuba quotidiana nel periodo speciale
STAMPA ALTERNATIVA - COLLANA ERETICA
pp. 192 - euro 10,00
ISBN: 88-7226-950-4

almenoilpane_libri

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Capo redattore de Il Foglio Letterario e Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Collabora con Mystero e con la Casa Editrice Profondo Rosso di Roma. Collabora con Contro Radio di Firenze per recensioni sul cinema italiano anni Settanta. Pubblica racconti per X Comics, Blue e Underground Press. Scrive soggetti e sceneggiature per fumetti realizzati graficamente dal disegnatore Oscar Celestini (pubblicati su X Comics, Blue e Underground Press).

Ha pubblicato: Lettere da Lontano (Tracce, 1998), Il mistero di Incrucijada (Prospettiva, 2000), L’età d’oro (Il Foglio, 2001), Il giustiziere del Malecón (Prospettiva, 2002), Le ultime lettere di Pilvio Tarasconi (Il Foglio, 2002), Per conoscere Aldo Zelli (Il Foglio, 2002). Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003) e Vita da jinetera (Il Foglio, 2005). I suoi lavori più recenti sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Cannibal – il cinema selvaggio di Ruggero Deodato (Profondo Rosso, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa, 2004 - due edizioni in un anno), Orrore, erotismo e pornografia secondo Joe D’Amato (Profondo Rosso, 2004), Tomas Milian, il trucido e lo sbirro (Profondo Rosso, 2004), Le dive nude - vol. 1 - il cinema di Gloria Guida e di Edwige Fenech (Profondo Rosso, 2005), Serial Killer italiani (Editoriale Olimpia, 2005 - duemila copie vendute nei primi tre mesi).


Intervista a Gordiano Lupi
di Lorenzo Botton - 22 febbraio 2007

Inizierei parlando del suo ultimo libro “Almeno il pane, Fidel”. Secondo Lei cosa di ciò che ha scritto è ignorato dall’informazione?

Più di qualcosa che ho scritto è una cosa di carattere personale, che pensavo avrebbe un pò scandalizzato le persone italiane. Mia moglie è cubana, ma anche cittadina italiana, a seguito non solo della pubblicazione di questo libro, ma anche di una serie di articoli su Cuba in cui racconto la mia verità (… non ho la pretesa che sia l’unica, ma racconto il mio punto di vista), si è vista togliere il permesso di tornare a Cuba. Le ha telefonato l’ambasciata dicendole che non poteva più tornare a Cuba, o meglio, poteva tornarci ma non uscirne più. Non aveva più il permesso da parte dello stato cubano di risiedere all’estero. Questo comporta che non potrà più vedere i suoi familiari, nemmeno per un lutto di famiglia o per un altro evento di qualsiasi tipo, finché non cambierà la situazione a Cuba. Di questo non se ne sono occupate né la stampa né le autorità italiane; ho provato ad interessare il ministro degli esteri, a parlare con l’ambasciatore italiano a Cuba ma nessuno ha mosso un dito per aiutarla.

Questo comporterà qualcosa anche per la famiglia che è a Cuba?

Si spera di no, alla famiglia non hanno mai fatto nulla, non l’hanno mai fatto neanche con Carlos Franqui, nemmeno con i dissidenti “importanti”, non credo lo faranno con mia moglie.

Cosa pensa della situazione economica a Cuba? Lei nel libro racconta di una situazione preoccupante...

Racconto una storia che raccontano tutti quelli che non vanno a Cuba con il paraocchi; la stessa storia che scrive Carlos Franqui anche nella sua autobiografia uscita per Baldini, Castaldi, Dalai editore (http://www.bcdeditore.it/Catalogo/Scheda_autore.aspx?idp=2248), dove parla del tradimento della rivoluzione cubana (…tra l’altro anche di questo libro non ne parla nessuno). Io cerco di dire che non siamo di fronte ad un successo rivoluzionario, ma siamo davanti ad un caudillo sudamericano che ha conquistato il potere con la scusa della rivoluzione e che, in tutti questi anni, ha maneggiato la stessa a suo piacimento. Risultato: adesso la situazione è ancora più insostenibile. E’ venuto a mancare ogni tipo di sostentamento economico da parte dell’Unione Sovietica e per i cubani la situazione è ancora più dura, di povertà. Chi non si arrangia, chi non cerca di vivere sfruttando l’illegalità, chi vuole soltanto vivere con lo stipendio dello Stato dovrebbe arrivare a fine mese con l’equivalente di 15 dollari mensili… ed è quasi impossibile farlo.

E questa è una conseguenza dall’embargo economico degli Stati Uniti.

Secondo me no, l’embargo non c’entra assolutamente. Anzi l’embargo degli Stati Uniti è qualcosa che serve al governo Cubano, a Fidel Castro, per far presa sulla popolazione, sul sentimento che c’è sempre stato: antiamericano, nazionalistico, di difesa della Patria. Questo serve come giustificazione ma ormai nemmeno i cubani ci credono. L’embargo viene aggirato quotidianamente passando per il Messico. Se lei va a Cuba, vedrà che la Coca Cola si trova ovunque (a prezzi altissimi per i cubani). E’ assurdo dire che c’è l’embargo. Le multinazionali sono padrone di gran parte degli alberghi che ci sono sull’isola. E poi il governo cubano commercia con il Venezuela, con l’Europa, con il Messico. Non è l’embargo il motivo per cui la popolazione viene tenuta nella povertà.

Quindi secondo Lei anche se gli Stati Uniti togliessero l’embargo contro Cuba la situazione non cambierebbe?

Se gli Stati Uniti avessero tolto l’embargo probabilmente il regime sarebbe gia caduto. L’assurdo è che l’embargo aiuta Fidel Castro a restare al potere, secondo me e secondo tanti altri dissidenti cubani.

Secondo Lei c’è qualcosa di positivo nella vita a Cuba? Per esempio sanità ed educazione gratuita…

Non si può negare che la conquista rivoluzionaria della sanità gratuita e della scuola per tutti esista. E non si può neppure negare che a Cuba di fame non muoia nessuno, si vive nella povertà, nell’indigenza ma rispetto alla maggior parte dei paesi del Sud America e del Terzo Mondo si vive meglio.
Anche ai tempi di Fulgencio Batista si viveva meglio che in tutto il resto del Sud America, nonostante ci fosse un regime sanguinario e spietato che ha legittimato una rivoluzione. Questo “meglio” di Cuba c’è sempre stato. La vogliamo far passare per terzo mondo ma non lo è. Basta parlare con i cubani per rendersene conto.
Sulla sanità e sull’istruzione ci sono da fare tanti distinguo. La sanità è gratuita, ma quella veramente funzionante è negli alberghi dove vanno i turisti o dove vanno personaggi come Maradona. La sanità del popolo non funziona benissimo. Ci sono degli ospedali ridotti veramente male: disastrati, sudici, senza ventilatori (non solo senza aria condizionata); ho visto gente portarsi i ventilatori da casa. Per non parlare delle medicine che mancano. Quindi anche la sanità per il popolo non è che sia eccezionale.
L’istruzione è gratuita ma cosa si insegna a scuola? Io mi interesso molto di letteratura… siamo ai livelli dell’insegnamento che c’era in Italia ai tempi del fascismo; sono stati depennati moltissimi autori importanti: Reinaldo Arenas, Guillermo Cabrera Infante non esistono, sono stati cancellati dai libri di letteratura cubana, José Saramago probabilmente lo cancelleranno tra poco perché si è dissociato dalla rivoluzione cubana. La letteratura cubana è ridotta soltanto a quegli autori in linea con la rivoluzione.
Dopo il discorso di Fidel “dentro la rivoluzione tutto, fuori dalla rivoluzione niente” è stata fatta questa scrematura per cui tutti coloro che sono scrittori cubani residenti all’estero controrivoluzionari sono spariti. Anche Martin Luter King è un autore che non si può leggere a Cuba, “La fattoria degli animali” di Orwell è un libro proibito, sconosciuto; molti scrittori cubani che pubblicano all’estero come Pedro Juan Gutierrez non possono pubblicare in patria perché raccontano la verità sulla loro terra. Quindi l’istruzione è gratuita, ma poi ti insegnano quel che vogliono, secondo me è un indottrinamento più che altro.

Anche Internet a Cuba lo può usare soltanto chi lavora per lo stato e ci sono molti siti che sono schermati, vietati. C’è stata la lotta di Guillermo Farinas tempo fa, un giornalista indipendente che faceva lo sciopero della fame perché chiedeva l’accesso ad internet per la popolazione, in Italia non se ne è parlato quasi per niente. La popolazione può mandare le email se va in certi punti internet di governo, può anche visitare dei siti, ma pochissimi. Possono visitare il sito del Granma o di Juventud Rebelde che sono giornalacci che fanno squallida propaganda di regime; ma il sito di Cuba nuestra non glielo fanno vedere, nemmeno la nueva cuba, o tutti i vari siti in spagnolo all’estero o il Miami Herald o dei dissidenti sparsi per il mondo.

Lei non crede che certi blog, certi siti web, secondo me anche “La nueva Cuba”, esprimono giudizi talmente estremisti che vanificano il lavoro di chi cerca di raccontare la propria verità su Cuba?

Eh si, questa cosa è vera. Io non sono d’accordo con i dissidenti di Miami, almeno con la maggior parte di loro, che sono su posizioni di estrema destra secondo cui è tutto da buttare. Secondo me va salvato il salvabile, “non va buttato via il bambino con l’acqua sporca anche se è vero che ora come ora questo bambino si è sporcato parecchio” perché la rivoluzione non ha fatto una bella fine. Però è vero che un eccesso di estremismo può portare a questo.

Io seguo molto quella che è l’idea di Oswaldo Paya, che è un cattolico che lotta a Cuba ormai da molti anni e fa la spola tra la galera e casa dove ha le guardie fuori dal portone che lo attendono. Lui non è di certo un estremista di destra, è uno che vorrebbe libere elezioni, il rispetto dei diritti umani, un minimo di democrazia nel sistema, ma è uno che accetta il sistema cosi com’è… non vorrebbe la calata degli statunitensi, delle multinazionali, il cambiamento per un economia di mercato selvaggia... assolutamente no.
(vedi Progetto Varela:
http://www.la-politica.net/archivio/archestero/arch0168.htm)

In conclusione mi sento di dire che, personalmente, posso scegliere “da che parte stare”, informandomi attraverso i vari siti web, libri, riviste… ma credo che solo dopo aver visto Cuba, potrò farmi un idea completa della sua situazione. L’importante è dar voce a chi racconta la propria verità anche se non si è completamente daccordo.

Bisognerebbe che anche i media nazionali lo facessero. Perché la tv italiana quando si tratta di parlar di Cuba chiama solo Gianni Minà, ed è un pò limitante se la racconta solo lui. Per me andrebbe fatta raccontare ai cubani, che sono gli unici che non parlano mai.

C’è una rivista intera che è Latinoamerica, che fa propaganda a Fidel Castro, riporta ciò che scrive il Granma. Se la si legge sembra che a Cuba tutti stiano bene e siano contenti, che facciano le marce in piazza inneggiando a Fidel e augurandogli lunga vita; cosa che non è vera.
I libri che parlano diversamente non li recensiscono neppure. E’ uscita l’autobiografia di Carlos Franqui, uno che ha fatto la rivoluzione fianco a fianco con Fidel e poi se ne è dissociato ma Latinoamerica non ne parla. I libri di Pedro Juan Gutierrez, che è il più grande scrittore cubano vivente, per loro non esistono. Per loro esistono i libri di Aldo Garcia o di Abel Prieto, che è il ministro cubano della cultura. Secondo me non è cosi che si fa informazione.


appuntamenti:

LA LIBRERIA DELL'ARCO VIA RIDOLA 37 A MATERA
In collaborazione con
ASSOCIAZIONE CULTURALE SANTA MARIA DELLA ROCCA - CALCIANO (MT)
presenta

4 marzo 2007 ore 17,00
Sala Book Shops del Palazzo Lanfranchi di MATERA

Parteciperà Gordiano Lupi, autore del libro
La presentazione sarà curata dal prof. Gianluca Cappucci

COMUNICATO STAMPA

Il 4 marzo 2007 alle ore 17,00. presso la Sala book shops del Palazzo Lanfranchi di Matera, la Libreria dell'Arco, in collaborazione con l'Associazione Culturale "Santa Maria della Rocca" di Calciano (MT), presenterà il libro dello scrittore Gordiano Lupi, ALMENO IL PANE, FIDEL - Cuba Quotidiana nel periodo speciale- Edito da Stampa Alternativa. Il libro che ha già raccolto tanto interesse e successo, presentato su RadioRai, L'Argonauta e al GR1, approda ora come evento speciale nella città dei Sassi per proporre un'interessante riflessione sulle realtà quotidiane dei cubani, in particolare, intrigante appare quel portare alla luce argomenti, che non interessano i turisti intenti a godersi della bellezza e del divertimento offerto nell'isola di Cuba, ma che sono eticamente dovuti nei confronti di chi, vive nella quotidianità, esigenze anche primarie che non trovano alcun interesse in chi si gode la "felicità dell'isola". Il libro ha anche un aspetto socio-antropologico, si parla infatti delle tradizioni, delle superstizioni, della vita in campagna, della scuola, della moda e delle fiabe. La presentazione di questo libro porterà nella città di Matera, e per la prima volta al sud lo scrittore Gordiano Lupi. La presentazione del libro sarà curata dal prof. Gianluca Cappucci, storico e saggista.

per info su Gordiano Lupi e i suoi libri:
www.infol.it/lupi

Il libro puoi trovarlo a questa pagina di STAMPA ALTERNATIVA
http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=88-7226-950-4

Puoi ordinarlo anche a ilfoglio@infol.it
www.ilfoglioletterario.it


NE HANNO PARLATO:

Radio Rai - GR1 del 12 ottobre 2006 - ore 8,00
Puoi ascoltare la registrazione:
http://www.radio.rai.it/radio1/grarchivio.cfm

L'ARGONAUTA - RADIO UNO RAI
http://www.radio.rai.it/radio1/argonauta/view.cfm?

IL LINK A KATAWEB:
http://www.kataweb.it/articolo/1796878

L'opinione di Francesca Mazzucato:
Il suo libro è un piccolo gioiello. Un saggio letterario, un diario di
viaggio che scava, una telecamera che inquadra...

http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/2006/11/almeno_il_pane_.html 

Recensione di STRADANOVE:
http://www.stradanove.net/news/testi/libri-06b/labas1110060.html

Recensione di Patrzia Garofalo su Lankelot
http://www.lankelot.eu/?p=954

L'opinione di FRANCESCO NARDI
www.francesconardi.it

Intervista su MIlanoNera
http://milanonera.splinder.com/post/9700362/Lupi%2C+il+noir+e+Cuba

NEWS ITALIA PRESS
http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?info=132453&sez=245

INTERNAZIONALE

STILOS

LA SESIA di Vercelli

Nicola Vacca su Il Secolo d'Italia

DAL SITO INTERNET DAGOSPIA
http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_27671.html

IL TIRRENO DI LIVORNO



AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


 
RELAZIONI UOMO/DONNA CONOSCERSI PER AMARSI
Corso di ACROBATICA per eliminare la... PAURA
7° Concorso Musicale Nazionale Premio "Musica Italia"
BliTzLaB #2: Workshop di danza e movimento sinergetico
concorso Wildlife Photographer of the Year
MOMA: cercasi nuovo look - Umberto Cesari lancia il concorso MyOwnMAsterpiece
Il ruolo delle società civili asiatiche nella ricostruzione e nella pacificazione

 
Rassegna Internazionale di Musica Organistica “Itinerari musicali alla scoperta dei suoni antichi”
Passaggi per il bosco OFF – estate 2011
Scatti on the road tra New York, Parigi e Mosca
"Note fantasiose”
Alessandra Pascali 4et - Un viaggio sonoro tra jazz tradizionale e musica popolare italiana

 
 
24 02 2012 CLICK, SI GIRA.
24 02 2012 E LA LETTERATURA?
24 02 2012 L’escapismo nella società del web 2.0
24 02 2012 Donne e sport
01 02 2012 IL CINEMA AI TEMPI DELLO SWITCH OFF

  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node