Roma, Teatro Valle- dal 24 Novembre al 13 Dicembre- I SICILIANI D'EUROPA, Spiro Scimone e Francesco Sframeli

Roma, Teatro Valle, dal 24 novembre al 13 dicembre
SICILIANI D’EUROPA

- e dopo i recenti successi di Berlino e Madrid -

SPIRO SCIMONE e FRANCESCO SFRAMELI

con il loro universo tragico, ironico, paradossale


Tradotti in inglese, francese, tedesco, greco, spagnolo, portoghese e messi in scena in Germania, Portogallo, Scozia, Francia, Brasile, Cile, Venezuela, pluri-premiati non solo in Italia, gli spettacoli di Spiro Scimone e Francesco Sframeli hanno ritmi serrati e scarni, portano i segni di tanta drammaturgia del ‘900, in cui anche i silenzi e le pause hanno carne e forma, ma sono illuminati dall’abbacinante luce, dai colori caldi della terra siciliana.

Ancora alla ricerca di una collocazione nazionale, nonostante i successi internazionali e la consacrazione in Francia, dove l’austera Comédie Française ha deciso di inserire La Festa all’interno del suo repertorio, Scimone e Sframeli, partiti da Messina dove entrambi sono nati, nel 1997 fondano una propria compagnia. Forti di un percorso già segnato da incontri autorevoli – da Carlo Cecchi a Valerio Binasco a Gianfelice Imparato – e coscienti di una formazione accademica alla Scuola di Arte Drammatica a Milano, i due attori – Scimone anche autore e Sframeli pura recitazione, affinata oggi dall’acuto sguardo registico – avvertono la necessità di ricercare nuovi linguaggi, fin dal 1994, anno di Nunzio, scritto in messinese (premio IDI "Autori Nuovi" 1994 e Medaglia d'oro IDI per la drammaturgia 1995) ad inaugurare la fortuna artistica dei due interpreti. Dopo verranno Bar (1996), La Festa (primo testo in italiano, premio Candoni Arta terme per la nuova drammaturgia 1997) ed ancora Il Cortile (Premio UBU 2004 Nuovo testo Italiano), La Busta fino a Pali, ultimo nuovissimo lavoro che al Valle inaugura questa preziosa retrospettiva.

I personaggi di PALI (24 novembre – 6 dicembre), sinistrati e smarriti, dai loro singolari eremi guardano il mondo immiserito e volgare, aspettando tempi migliori, senza perdere la speranza e non rinunciando alla socialità.

Sono i fratelli un po’ cresciuti dei DUE AMICI (30 novembre), protagonisti del film Leone d‘oro come miglior opera prima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2002; sono l’evoluzione della conflittuale famiglia de LA FESTA (8 e 9 dicembre), degli uomini-bambini che abitano IL CORTILE (10 e 11 dicembre), dei violenti personaggi che si scontrano per LA BUSTA (12 e 13 dicembre).

Prologo alla monografia sarà l’incontro-spettacolo Scimone e Sframeli - la nuova drammaturgia italiana che, tra conversazioni e momenti di spettacolo, regalerà agli ascoltatori di Teatro in diretta un’anticipazione delle emozioni da vivere poi al Valle. La serata, in onda lunedì 23 novembre alle ore 21, è il primo di una serie di appuntamenti che nascono dalla collaborazione di Radio 3 Rai ed ETI – Ente Teatrale Italiano.

Ad arricchire e completare il focus sui due artisti siciliani la presentazione del volume UN ASSURDO ISOLANO di Dario Tomasello (2 dicembre), che esplora la loro innovativa scrittura scenica, ed una LECTIO MAGISTRALIS (11 dicembre) per gli allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica "Silvia d’Amico", aperta a tutto il pubblico.


dal 24 novembre al 6 dicembre 2009

Compagnia Scimone Sframeli

in collaborazione con AstiTeatro 2009

PALI

di Spiro Scimone

con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Salvatore Arena, Gianluca Cesale

scene e costumi Lino Fiorito

disegno luci Beatrice Ficalbi

direttore tecnico Santo Pinizzotto

regia Francesco sfarmeli


Quattro personaggi emarginati - la Bruciata, Senzamani, il Nero e l’Altro - che, sui loro pali, raccontano il vuoto, il disagio e le ingiustizie del nostro tempo, in un impasto linguistico di sorprendente maturità. Dopo il debutto estivo di Asti, arriva per la prima volta in una programmazione teatrale PALI, il testo delle situazioni estreme, caustiche, monologanti per le quali i protagonisti, stiliti dei giorni nostri, si rifugiano sui pali contro l’indifferenza e l’intolleranza del nostro cattivo tempo, di una società satura di egoismi. Il luogo dei sogni, suggerito da atmosfere caratteristiche di suggestioni surreali e paradossali, si apre alla battuta amara e si fa incline al riso anche se è destinato alla dura ed efferata riflessione. Tanto da suggerire:

Solo sui pali i loro occhi riescono a vedere quello che tanti occhi fanno finta di non vedere

Solo sui pali ritrovano il piacere e il gusto di sentirsi liberi

Solo sui pali possono urlare il loro malessere a tutti, anche al cielo. Senza perdere mai la speranza e la voglia di sognare


lunedì 30 novembre 2009

proiezione film

DUE AMICI

di Spiro Scimone, Francesco Sfarmeli


durata 90’


Il film, testimonianza di un percorso drammaturgico e di recitazione valido anche per il linguaggio cinematografico, vince subito il Premio Venezia Opera prima "Luigi De Laurentiis" - Leone del Futuro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2002. Il lavoro si ispira ai meccanismi di scena di Nunzio per sancire la grandezza di quella drammaturgia e la forte incisività dell’interpretazione, capace – insieme al contribuito di Sframeli, talento naturale – di comunicare intenzioni e combinazioni artistiche di movimenti e volumi. Proprio quest’ultimo, parte integrante del connubio artistico, è il corpo scenico su cui si dilata la drammaturgia del testo.

Allora il dialogo, spezzato e rarefatto, tra Nunzio e Pino, l’uno operaio in una fabbrica di prodotti chimici, l’altro killer di professione, introducono allo squallore di una quotidianità contemporanea: i due vivono in un modesto appartamento di una città del nord. L’azione, che si svolge nell’arco di una sola giornata, descrive il momento in cui il killer dopo un omicidio, tornando a casa scopre che il suo amico ha seri problemi di salute.


 2 dicembre 2009, ore 18

presentazione del libro

UN ASSURDO ISOLANO

Il Teatro di Spiro Scimone e Francesco Sframeli

di Dario Tomasello

edito da Editoria & Spettacolo

nella collana Visioni


I due artisti dialogano con Dario Tomasello, studioso di drammaturgia contemporanea, per definire e commentare un’esperienza di scrittura e messinscena innovativa e dirompente, dal successo internazionale.


8 e 9 dicembre 2009

Compagnia Scimone Sframeli

in collaborazione con Fondazione Orestiadi di Gibellina

LA FESTA

di Spiro Scimone

con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale

scene Sergio Tramonti

musiche Patrizio Trampetti

regia Gianfelice Imparato



Testo tra i più rappresentativi dell’autore messinese, il primo scritto in lingua italiana (era il 1997), fortemente caratterizzato da un idioma molto meridionale. LA FESTA è arrivato alla Comédie Française nel 2007 per essere poi prodotto e rappresentato con successo al Théâtre du Vieux Colombier.

Tre personaggi – padre, madre e figlio – protagonisti di un nucleo familiare capace di innescare il meccanismo del gioco, insito e proprio del recitare. Ognuno propone infatti una parte: la madre assillante che accentua il suo ruolo di vittima, il padre che fa la voce grossa per mascherare la propria debolezza e dipendenza, il figlio sfacciato ed arrogante, viziato nel suo essere padrone assoluto. Un meccanismo scandito da dialoghi brevi, spezzati da parole crudeli, efferate, cadenzate da un ritmo quasi jazzistico, in continuo bilico tra la ferocia e la comicità. Un vero e proprio rito che si consuma durante i festeggiamenti per i trent’anni di matrimonio di genitori fatalmente sincopati come le continue e frequenti variazioni di un medesimo tema.


10 e 11 dicembre 2009

Compagnia Scimone Sframeli

in coproduzione con Kunsten Festival des Arts Bruxelles, Festival d’Automne à Paris, Théâtre Garonne de Toulouse, Fondazione Orestiadi di Gibellina

IL CORTILE

di Spiro Scimone

con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale

scene e costumi Titina Maselli

regia Valerio Binasco


Vero gioiello della drammaturgia di Spiro Scimone, forte di uno stile sicuro e riconoscibile e di una lingua italiana capace di innestare le domande più aspre del presente nelle piccole ossessioni della quotidianità. IL CORTILE, a quattro anni dal precedente La Festa, continua il percorso conoscitivo all’interno del ritmo e della precisione che non lascia via di scampo. Un dialogo memorabile tra Peppe e Tano ai quali si aggiunge Uno: tre derelitti umani, immersi nell’immondizia ridotti alla quasi immobilità. Fuori dal tempo ma con la voglia di vibrare alla vita, i tre disegnano una quotidianità violentemente votata al grottesco anche perché ben calata nell’oggi e nel degrado. Con un linguaggio nuovo, traboccante di significato, capace di tenersi in bilico tra realismo e liricità, tra fisicità e leggerezza e tra tragedia ed ironia, gli attori costruiscono uno spettacolo che, più di altri, si affida al rapporto stretto fra la scrittura e la scena, fra la parola e il corpo, dove la carne e la voce sono gli elementi caratterizzanti della metafora poetica.


11 dicembre, ore 11-14

Lectio Magistralis

di  Spiro Scimone e Francesco Sframeli


Dedicata agli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico", questa LECTIO MAGISTRALIS (prima di una serie di incontri con gli artisti in scena al Valle) si apre al pubblico di appassionati, che potranno ascoltare dalla voce di Scimone e Sframeli il racconto del loro percorso teatrale, innovativo e dal segno inconfondibile.


12 e 13 dicembre 2009

Compagnia Scimone Sframeli

Teatro di Messina

in collaborazione con AstiTeatro 2006

LA BUSTA

di Spiro Scimone

con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Salvatore Arena

scene e costumi Barbara Bessi

regia Francesco Sframeli


Un testo elegantemente geometrico, scritto in italiano, dove emerge brutalmente la violenza, che già era il sottinteso di Nunzio, alimentava le battute di Bar ed animava le atmosfere de La Festa, costruendo una premessa alla desolazione del Cortile.

Ne LA BUSTA è protagonista la società, la realtà popolata di personaggi disumani che, in uno spietato alternarsi di battute comiche e crudeli, si stringono intorno ad un Signor X che ha ricevuto una busta senza motivo e ne ricerca invece la causa: ma deve aspettare e passare attraverso una estenuante e vuota trafila abitata da un Segretario, un invisibile Presidente, un Cuoco, e fatta di soprusi, discriminazioni e prepotenze, in uno spettacolo intenso e vicino all’oggi ed al potere che lo afferma. Oltre la fantasia, per diventare il reale documento di pratiche comuni, irrefrenabili, mostruose ben radicate nella talvolta cruda realtà, il testo, nel suo tempo sospeso e con le sue atmosfere fatalmente irrigidite, è una denuncia molto forte proprio contro questo modo di imporre odio e sopraffazione.

 

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