IN LIBRERIA | Ciro Bertini segnala: "METTI UN TIGRE NEL MOTORE" a cura di Francesco Coniglio e Antonio Veneziani

METTI UN TIGRE NEL MOTORE
a cura di Francesco Coniglio e Antonio Veneziani
(Coniglio Editore. 189 pp., 24,50 euro)

Metti questo libro sul tavolo del tuo soggiorno: vedrai che ogni tuo ospite - da 0 a 99 anni - attirato dalla copertina lo prenderà in mano e inizierà a sfogliarlo incollandosi a ogni pagina, andando avanti incuriosito e poi tornando indietro alla ricerca dei particolari più curiosi. A catalizzare tanta attenzione, le immagini delle campagne pubblicitarie di prodotti commerciali uscite in Italia su settimanali e mensili, quando ancora a farla da padrona in questo campo non era ancora la televisione. E quando la comunicazione promozionale era ancora allo stadio pionieristico, con tutte le ingenuità ma anche l’originalità del caso: i cliché erano tutti di là da venire e i volti e le figure umane erano per l’appunto umane (niente ritocchi con photoshop, donne tendenti all’anoressia o uomini resi glabri dalla ceretta, per intendersi). Un compendio ricco – anche se immaginiamo che i curatori abbiano dovuto procedere a una cernita dolorosa – che va dal 1960 al 1973: c’est à dire dall’anno in cui si è soliti situare l’inizio del cosiddetto boom economico a quello della crisi petrolifera mondiale che porta alla cosiddetta austerity.
Certo, ci sono modi diversi di reagire a questo libro: il lettore che abbia meno di 40 anni potrà guardarlo col piglio serio dell’antropologo culturale o con quello ironico del Gozzano che racconta delle cose di pessimo gusto di nonna Speranza; per tutti gli altri, sono garantiti tuffi al cuore di romantica nostalgia. Per costoro l’”effetto madeleine” è in agguato a ogni pagina. Il sottoscritto, per esempio, alla numero 32 è sobbalzato, tornando di colpo all’età di 5 anni e sentendo intorno a sé un coro invisibile di coetanei sbeffeggiarlo - “Pelati Cirio! Cirio: pomidoro pelati!” – e per un attimo, come allora, ha maledetto i propri genitori di averlo chiamato Ciro.
L’elenco delle perle sarebbe davvero lungo e inutile, essendo di gran lunga più efficace consultare direttamente il libro. Sappiate però che c’è un fantastico fotoromanzo nel quale Mike Buongiorno si cala addirittura da un elicottero per planare su una folla di massaie cui deve dimostrare che “Dash lava così bianco che più bianco non si può”; che c’è l’uomo in ammollo fino alle spalle per dimostrare che “Bio Presto liquida lo sporco impossibile (e molti anni dopo uno scoprirà che Franco Cerri era un valente jazzista); il lassativo Falqui che “Basta la parola” e persino, camuffati, i preservativi di “fidarsi è bene… ma HATU’ è meglio”. Ah, io AMARCORD! E voi?              
Colonna sonora: SAM PAGLIA  Electric happiness


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