Roma - 23-30marzo - EVENTI @ AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

SETTIMANA 23 - 30 MARZO 2008
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
INFORMAZIONI 06-80241281 /
www.auditorium.com

Martedi 25 Marzo
Lezioni di giornalismo
MARJANE SATRAPI
“La storia a fumetti”

Il quarto appuntamento del ciclo Lezioni di Giornalismo avrà come protagonista Marjane Satrapi, autrice di fumetti iraniana e regista del film di animazione tratto dalla sua opera più famosa, Persepolis, premio speciale della giuria al 60° Festival di Cannes e candidato al premio Oscar. Durante la serata verrà proiettato un estratto del film. L’introduzione è affidata a Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale.
Marjane Satrapi, fumettista e illustratrice iraniana, cresciuta in una famiglia di idee progressiste passa l'infanzia a Teheran e frequenta il Lycée Français. Da bambina, è testimone del processo che porterà l'Iran da monarchia a repubblica teocratica, passando per la rivoluzione islamica. Nel 1983 Marjane, appena quattordicenne, si trasferisce a Vienna: i genitori vogliono infatti tenerla lontana da un regime sempre più autoritario e oppressivo. Fin dai primi anni di scuola Marjane scrive e illustra storie per bambini, ma la fama mondiale arriva con il romanzo a fumetti Persepolis nel quale descrive la sua infanzia in Iran e la sua adolescenza in Europa. Il film di animazione tratto dal libro ha vinto il Premio speciale della Giuria alla sessantesima edizione del Festival di Cannes ed è candidato all’Oscar come miglior film straniero. Attualmente Satrapi cura per il New York Times una striscia illustrata.

La rassegna Lezioni di giornalismo con Internazionale prodotta da Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Internazionale, ospiterà negli spazi del Parco della Musica alcune delle personalità più originali e incisive del mondo dell’informazione. I curatori dell’iniziativa Chiara Nielsen, Oscar Pizzo e Guido Barbieri, hanno invitato a questo primo ciclo di incontri alcune delle personalità più originali e incisive del mondo dell’informazione. Protagonisti dei prossimi incontri saranno Francesco Zizola, uno dei più noti fotoreporter italiani, Fred Pearce, consulente ambientale della rivista britannica “New Scientist” e Robert Fisk, corrispondente dal Medio Oriente per il quotidiano britannico “The Independent”.
BIGLIETTO UNICO 5 EURO (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
BIGLIETTI (ED ACCREDITI) ESAURITI

Mercoledì 26 Marzo
Solo
ALFIO ANTICO
Tamburi

La rassegna Solo presenta un concerto inedito: l’artista, poeta, cantastorie e maestro del tamburo Alfio Antico, presenterà  la sua arte unica. Nelle sue mani, il tamburo esprime sonorità impensabili, che ci fanno comprendere le risorse estreme di questo pur semplice strumento. Alfio Antico vi aggiunge la sua vena poetica, espressa nella lingua che meglio conosce, il siciliano; la sua teatralità naturale e dirompente. E nella sua musica c'è anche un messaggio forte verso il recupero di una tradizione piena, fatta dal contatto con la terra.
Alfio Antico ha vissuto fino all'età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell'entroterra siracusano respirando, in una vita non certo priva di durezze, le favole, le storie, i miti della cultura contadina e pastorale. I suoni delle 600 campane del suo gregge; la nonna che con il proprio magico tamburello scacciava - lui bambino - i mostri della solitudine e della paura; le prime esperienze musicali nelle strade delle grandi città fino all'incontro con i più famosi musicisti e uomini di teatro della grande tradizione italiana fanno di Alfio Antico un artista che ha raggiunto la piena maturità.
Alfio ha oltre settanta tamburi, tutti fabbricati da sé e meravigliosamente intarsiati con immagini di divinità agresti, segni antichi che racchiudono saggezza eterna. Nei silenzi e nelle vibranti sonorità insegue così la propria anima, cercando il volto e gli sguardi degli antichissimi abitatori della sua terra. Attraverso il ritmo ed il canto, scolpisce le mille figure del tempo. "Io sono il tamburo", sussurra in perfetta simbiosi col suo strumento, volendo significare una mistica unità fra la viva pelle della sua mano e quella morta e antica che, fissata ad un setaccio da grano, torna a nuova vita cantandoci storie d'amore e poesia.
Il suo percorso comincia su sperdute e assolate colline siciliane, terra di duri contrasti, di bene e di male, d'emozioni e sentimenti che lasciano il segno, come tutte le terre di confine. Poi fugge nel continente, a Firenze dove vivono molti studenti e lavoratori salentini, sardi, calabresi, siciliani e si avvicina alla musica salentina negli anni di riscoperta. Comincia a collaborare con grandi artisti della musica e del teatro (Eugenio Bennato, Fabrizio de Andrè, Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Giorgio Albertazzi, Amedeo Amodio, tra gli altri) fino a diventare l'artista eclettico di oggi.
BIGLIETTO UNICO 12 EURO

Giovedi 27 Marzo
AHMAD JAMAL TRIO
Ahmad Jamal
– pianoforte
James Cammack – contrabbasso
Idris Muhammad – batteria

Tra i grandi maestri indiscussi del jazz, Ahmad Jamal (alla nascita Frederick Russel Jones), il grande pianista classe 1930, sarà accompagnato per il concerto all’Auditorium Parco della Musica da James Cammack al contrabbasso e dal leggendario  Idris Muhammad alla batteria, i suoi compagni abituali.
Sulle doti musicali di Jamal sono stati scritti fiumi di parole. Così come innumerevoli sono le manifestazioni di apprezzamento e stima nei suoi confronti da parte di numerosissimi musicisti che lo hanno conosciuto e studiato (Shirley Horn, Julian "Cannonball" Adderley, Philly Joe Jones, Keith Jarrett, Miles Davis).  Jamal, come molti altri giganti del pianoforte, inizia ad interessarsi alla musica in tenerissima età. Attorno ai 20 anni è già il leader del proprio trio, formato da pianoforte, contrabbasso e chitarra (The Three Strings), con Eddie Calhoun e Ray Crawford. Incide i suoi primi dischi con questa formazione. Nella prima fase della sua carriera, Jamal raggiunge tutti i traguardi più ambiti per un musicista, aprire un proprio locale, avere la propria etichetta discografica, essere in vetta alle classifiche per mesi e mesi con i propri dischi. Intorno al 1952 avviene la sua conversione all'Islam. Fritz Jones diventa Ahmad Jamal. Da questo momento le biografie di Jamal sono alquanto discordanti. Molte fra queste biografie ci parlano di una sua costante attività jazzistica, altre invece ignorano bellamente il periodo che segue la sua conversione, passando drasticamente a riparlarci di Ahmad Jamal negli anni '80 e lasciando sottintendere che il periodo antecedente non sia stato particolarmente rilevante. Nel corso della sua lunga carriera Jamal ha spesso variato il proprio modo di suonare: negli anni '50 era caratterizzato da un pianismo piuttosto lieve. Negli anni '70 attraversa una fase funk, sudamericana e caraibica. Negli anni '90 ci propone invece uno stile maggiormente virtuosistico. Restano comunque sue caratteristiche inconfondibili il grande utilizzo delle dinamiche, i suoi tipici "crescendo" e la sonorità dei suoi accordi staccati. Vanno ricordati i cd The Essence of Ahmad Jamal, Pt. 1 (con Gorge Coleman al sax tenore), The Essence Pt. 2 del 1997, The Essence Pt. 3 del 1998, fino al 70th Birthday Concert, del 2000. Nel 2003 viene pubblicato In Search Of Momentum, con James Cammack e Idris Muhammad, bene accolto dalla critica, a cui segue il suo primo DVD, Live in Baalbeck.
BIGLIETTO UNICO 20 EURO

Venerdì 28 Marzo
Michele Rabbia -  Marilyn Crispell  - Vincent Courtois
“Shifting Grace”
Michele Rabbia
– percussioni
Marilyn Crispell – pianoforte
Vincent Courtois – violoncello

Michele Rabbia presenta all’Auditorium Parco della Musica il lavoro “Shifting Grace”, edito da Cam Jazz/Ird. Insieme a lui due artisti e maestri dell’improvvisazione come la pianista statunitense Marilyn Crispell e il violoncellista francese Vincent Courtois, compagni ideali per compiere un viaggio musicale, all’interno del quale condividono in perfetta armonia immaginazione, senso lirico, rigore espressivo e capacità di comunicare profonde emozioni.  Componente fin dalla loro fondazione degli Aires Tango, Michele Rabbia è uno dei più fantasiosi, creativi percussionisti europei. Rabbia sa creare, attraverso il ritmo, un mondo personale di suoni dimostrando di essere non solo un eccellente musicista in ensemble di vario genere ma anche di essere capace di costruire narrazioni musicali e suscitare emozioni in un concerto solista.
Michele Rabbia ha collaborato in studio e dal vivo con diversi musicisti come: Michel Godard, Rita Marcotulli, Charlie Mariano, Dominique Pifarely, Stefano Battaglia, Sainkho Namtchylak, Maria Pia De Vito, Antonello Salis, Stefano Bollani, Paolino Dalla Porta, Roberto Ottaviano, Gianluca Petrella, Fabrizio Sferra, Bebo Ferra, Giovanni Maier, Dieter Ilg, Luciano Biondini, Salvatore Bonafede, Domenico Caliri, Paolo Damiani, Giancarlo Schiaffini, Eugenio Colombo, Roberto Cecchetto, Giovanni Tommaso, Francesco Bearzatti, Roberto Bellatalla, Daniele D'Agaro, Maurizio Martuscello e altri.
Le sue collaborazioni si estendono anche al teatro: da David Riondino a Mara Baronti; per Fausto Paravidino ha composto le musiche dello spettacolo “Genova 01”. Nella danza ha lavorato con Tery J. Weikel, Magda Borould Pascal, Rossella Fiumi e con la compagnia di teatro-danza di Pisa; nella letteratura con Dacia Maraini e nella pittura con Gabriele Amadori. Recentemente ha pubblicato per l’etichetta tedesca ECM  un disco con Stefano Battaglia e Giovanni Maier.
Marilyn Crispell è una pianista americana che da anni porta avanti la sua ricerca tra musica contemporanea di improvvisazione e free jazz. Marilyn Crispell ha suonato, tra gli altri, per una quindicina di anni con il quartetto di Antony Braxton.
Nel prossimo mese di aprile uscirà "Vignettes" un disco per piano solo prodotto dalla ECM, l’etichetta tedesca di Manfred Eicher.
Vincent Courtois, autentico virtuoso del violoncello, e' ormai sempre più presente sulla scena europea del jazz d'avanguardia. Dopo svariate collaborazioni nel campo della musica classica e del teatro/musica da film, ha suonato con Louis Sclavis, Dominique Pifarely, Marc Ducret, Rabih Abou-Khalil, Pierre Favre per citarne alcuni.
BIGLIETTO: 15 EURO

Domenica 30 Marzo ore 11
1986. Il maxiprocesso
SALVATORE LUPO

474 rinviati a giudizio per appartenenza all'organizzazione mafiosa di Cosa nostra, 360 condanne in primo grado per un totale di 2665 anni di reclusione. Dal febbraio 1986 al dicembre 1987, nell'aula bunker di Palermo, si conclude, dopo un'istruttoria gigantesca guidata dal pool di Caponnetto, Falcone e Borsellino, il più grande dibattimento giudiziario della storia italiana. Ci vorrà qualche anno per la conferma in Cassazione dell'impianto accusatorio e delle sentenze di condanna per i capi. È la prima volta che si processa per un simile reato (è incredibile ma quello di mafia è diventato un reato specifico da appena due anni). Ma il maxiprocesso è non solo il frutto di un grande impegno, è anche, finalmente, la manifestazione di un cambio radicale della prospettiva attraverso la quale lo Stato guarda a un male antico. La mafia non è più un codice culturale primitivo da tollerare o tutt'al più da deprecare. È un'articolata organizzazione politico-criminale che dalla fine degli anni '70, attraverso stragi intestine, ha promosso un processo di centralizzazione, mostrandosi come una struttura capace di formulare un progetto in senso lato politico. All'opzione terroristica mafiosa lo Stato risponde per la prima volta con un riarmo istituzionale paragonabile a quello verificatosi di fronte al terrorismo degli anni di piombo. Tra polemiche, dibattiti, scontri politici, proteste collettive, la stagione dell'antimafia lascia il segno nella vita morale e politica del nostro Paese.

Salvatore Lupo insegna Storia contemporanea all'Università di Palermo
Biglietto unico 5 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)

Domenica 30 Marzo
Che cos’è…il gusto?
con CARLO PETRINI
una produzione Fondazione Cinema per Roma
in collaborazione con Luca Sossella Editore

Proseguono gli incontri di Che cos’è, la rassegna che vuole disegnare una mappa dei saperi grazie agli interventi di personalità della cultura e scienziati. Per l’appuntamento del 30 marzo sarà Carlo Petrini di Slow Food ad affrontare il tema del Gusto.
Carlo Petrini è il fondatore del movimento culturale Slow Food. All’inizio di quest’anno il “The Guardian” lo ha indicato come una delle 50 personalità che «potrebbero salvare il pianeta». Petrini conduce i propri studi in sociologia presso l'Università degli studi di Trento e partecipa attivamente all'attività politica, venendo eletto consigliere per la lista de Il Manifesto al comune di Bra. Si occupa di enogastronomia dal 1977 sui principali periodici e giornali italiani e partecipa attivamente alla nascita del Gambero Rosso, inizialmente inserto mensile del Manifesto. Fonda la Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo, che diventerà nel luglio 1986 Arcigola, mantenendo forti legami col Gambero Rosso e con la rivista La Gola. È ideatore di importanti manifestazioni ormai di rilievo internazionale come il Cheese, il Salone del Gusto di Torino e la recente manifestazione Terra Madre tenutasi a Torino nel 2004. Il 9 dicembre 1989 a Parigi viene fondato il Movimento Internazionale Slow Food. Ha curato l'edizione della Guida ai Vini del Mondo ed è stato curatore della Guida ai Vini d'Italia, tra le più prestigiose in materia. Come giornalista ha collaborato tra le altre testate con L'Unità e La Stampa; dal 2007 è una firma della Repubblica. Nel 2004 è stato inserito da «Time Magazine» tra gli "eroi del nostro tempo" nella categoria Innovator.

Luca Sossella editore ha trasformato alcuni degli incontri dello scorso anno in una piccola enciclopedia orale e portatile che raccoglie un’ampia esposizione delle competenze e dei saperi più evoluti della nostra epoca. Cinque i cd audio e dvd di Che cos’è la poesia? di Valerio Magrelli, Che cos’è la logica? di Piergiorgio Odifreddi, Che cos’è la giustizia? di Franco Corsero, Che cos’è la politica? di Walter Veltroni, Che cos’è l’architettura? di Renzo Piano. In uscita a breve: Che cos’è la follia? di Eugenio Borgna; Che cos’è il tempo? di Edoardo Boncinelli; Che cos’è una lingua? di Tullio De Mauro; Che cos’è l’universo? di Margherita Hack; Che cos’è l’economia? di Giorgio Ruffolo.
BIGLIETTO UNICO 5 EURO

Domenica 30 Marzo
Dialogo
CHICK COREA – GARY BURTON

Un attesissimo ritorno, un duo straordinario che ha fatto la storia del Jazz, il pianista Chick Corea e il vibrafonista Gary Burton si incontreranno nella Sala Santa Cecilia dopo aver celebrato l’anno scorso i 35 anni di Crystal Silence, uno dei dischi più importanti del duo e uno dei dischi cardine del jazz contemporaneo. Corea e Burton insieme creano un interplay raro, telepatico, c’è una logica e una magia unica nel momento in cui suonano. Nel corso degli anni hanno inciso numerosi album insieme, oltre a Crystal Silence: Duet (1978) (Grammy Award come Best Jazz Instrumental Performance), Zurich Concert (1980) (Grammy Award come Best Jazz Instrumental Performance), Lyric Suite (1986), Native Sense:The new duets (1997).

Di origini italiane, Chick Corea inizia a suonare negli anni sessanta con il trombettista Blue Mitchell, e con alcuni grandi della musica latino-americana come Willie Bobo e Mongo Santamaria. Collabora con grandi jazzisti come Woody Shaw, Steve Swallow, Roy Haynes, Miroslav Vitous. Verso la fine degli anni sessanta, si unisce al gruppo di Miles Davis e compare su album importanti, come In a Silent Way e Bitches Brew. All'inizio degli anni settanta, Corea intraprende alcuni progetti come leader. Tra il 1970 e il 1971, è attivo nel gruppo Circle, un complesso avant-jazz in cui militano Anthony Braxton, Dave Holland e Barry Altschul. Nel 1971 fonda un'altra band, Return to Forever. Nel 1993 si aggiudica la Targa Tenco per la canzone Sicily, interpretata con Pino Daniele. È stato fondatore e membro dei gruppi Chick Corea Elektric Band e Chick Corea Akoustic Band. Da questi gruppi sono emersi sulla scena nuovi talenti, quali: John Patitucci, Dave Weckl e Frank Gambale. Interessante anche il lavoro svolto con il progetto Touchstone e con musicisti come Avishai Cohen. L'album Corea Concerto ha vinto il premio Grammy come miglior arrangiamento strumentale (per "Spain for Sextet and Orchestra") nel 2001.
Gary Burton, assieme a Bobby Hutcherson, Milt Jackson e Lionel Hampton è uno dei pochi vibrafonisti conosciuti nel mondo, dotato di una notevole tecnica che gli permette di suonare come se fossero tre persone a farlo. Autodidatta e fan di Bill Evans, ha un approccio allo strumento di tipo pianistico. A diciassette anni comincia a collaborare con musicisti di varia natura musicale. Firma nel 1961 un contratto con la casa discografica RCA e registra una serie di dischi. Nel 1963 è in tournée con il pianista George Shearing e dal 1964 al 1966 con il sassofonista Stan Getz. Nel 1967 guida il suo quartetto di fusion. Dal 1970 comincia una serie di collaborazioni importanti con i pianisti Chick Corea e Keith Jarret. Negli anni novanta si unisce al musicista di tango Astor Piazzolla, a testimonianza della sua versatilità. Negli ultimi anni si è dedicato anche alla musica classica prima di tornare al suo primo amore: il jazz.
BIGLIETTI: PLATEA 35 EURO; GALLERIA 25 EURO

Domenica 30 Marzo
GENERAZIONE X
I virtuosi di San Martino
guest Neri Marcorè
In apertura: Biorn (in collaborazione con La Repubblica)

Roberto Del Gaudio - voce
Vittorio Ricciardi - flauto ottavino e cori
Antonio Gambardella - violino e cori
Dario Vannini - chitarra e cori
Federico Odling -  violoncello e cori

Un teatro canzone surreale ed irresistibile che è l’evoluzione di quello proposto dai Gufi negli anni ‘60, ma che attualmente non ha eguali in Italia. Una serata all’insegna della musica d’autore tra teatro, grammelot, canzone surreale. A presentare I Virtuosi di San Martino sarà l’attore Neri Marcorè, famoso per la sua travolgente simpatia e bravura, I Virtuosi di San Martino si sono formati a Napoli. Nel 1994 Federico Odling, compositore violoncellista genovese e Roberto Del Gaudio, cantante–attore ed autore teatrale napoletano, con Vittorio Ricciardi al flauto traverso, decidono di dar vita ad un ensemble da camera, con l'apporto di due concertisti affermati, Antonio Gambardella e Dario Vannini rispettivamente violinista e chitarrista classico. Una formazione acustica, da camera, che fin dai primi concerti elabora uno stile unico per i testi, la composizione delle musiche e l’incredibile esecuzione dal vivo. Federico Odling ha creato negli anni una colonna sonora per la giungla di personaggi ideati da Roberto Del Gaudio. Macchiette napoletane e cafoni postmoderni, professori universitari e astrologhe ninfomani, giornalisti opportunisti ed extracomunitari superdotati si rincorrono in un bestiario spesso surreale ed inevitabilmente macabro. Molti dei personaggi inventati dai Virtuosi di San Martino sono diventati, tra i fan del gruppo, oggetto di culto. Tra rime mancate e citazioni letterarie, i Virtuosi sono all’apice di un cabaret sofisticato, colto e trascinante al punto che nel 2002 il gruppo ha ricevuto il prestigioso premio nazionale della critica, riconoscimento ad artisti teatrali nazionali per la particolarità e singolarità del loro lavoro.
BIGLIETTO UNICO 12 EURO

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