Firenze - 4-29marzo - "una ciliegia sul tram" di Fabio Cresci e Stefano Tondo @ Galleria Il Ponte

una ciliegia sul tram*

Luogo: Galleria Il  Ponte
Artisti: Fabio Cresci e Stefano Tondo.
Gli studenti della Comunità di Rondine Cittadella della Pace, (Arezzo).
A cura di Laura Vecere
Periodo:  martedì 4 al 29 marzo

Il lavoro è immagine trasfigurata metaforicamente di un processo portato avanti nel corso di ripetuti incontri avvenuti tra gli artisti, la curatrice e gli ospiti temporanei dello studentato internazionale di Rondine, la cittadella della pace presso Arezzo, che accoglie e sostiene agli studi universitari giovani provenienti dalle aree di conflitto del pianeta.

Gli artisti hanno elaborato e prodotto un lavoro autonomo ma complementare che si presenta in galleria come un unico corpo costituito da parti distinte. Un tratto rilevante del progetto consiste senza dubbio nel fatto che i lavori, sebbene perfettamente distinti e strutturalmente autonomi, si integrano perfettamente a formare un corpo unico.

Il centro della sala è occupato da un gruppo di aste e di bandiere sparpagliate a terra come in un gioco di sciangai ma l’effetto del lavoro  di Fabio Cresci  non è né giocoso né ironico. Le bandiere , in quanto segni di appartenenza, indici di nuove o antiche territorialità  e loro ideali confini  sono negate, aggrumate in nodi.  I vessilli sono quegli stessi che costeggiano la piccola salita che porta all’abitato di Rondine e rappresentano le diverse nazionalità di provenienza dei suoi ospiti.

Sulle pareti della stessa stanza sono disposti, in ordine sparso, una costellazione di altoparlanti a suggerire una geografia di suoni. Dal brusio di sottofondo si isolano le singole voci degli studenti di Rondine mentre raccontano le loro vicende, rispondono alle domande poste, propongono le loro riflessioni, illustrano  i loro punti di vista. Stefano Tondo, costruisce così  un  secondo livello di lettura dal timbro di natura più intima e individuale rispetto alle bandiere che rappresentano situazioni collettive, nazionali. L’inflessione della voce, il suono della stessa, una volta eliminata la mediazione visiva, rivela, anche senza la volontà di chi parla, il suo stato psico-emozionale, fatto di respiro, pause, accenti, oltre che, ovviamente dei contenuti espressi.

Tra questi due piani che costituiscono l’architettura  principale della mostra, se ne deve aggiungere ancora un terzo, più aereo e simile a un lieve tessuto connettivo, che contribuisca a delineare un’ulteriore livello di lettura che suggerisce un punto di vista “esterno” o “all’infinito” rispetto ai primi due.

* Il titolo è un frammento tratto da un verso del poeta russo Osip Mandel’stam, dove la ciliegia appare come  l’estrema, fragile epifania della bellezza, pienezza e dolcezza della vita anche quando la vita sta per essere negata: Mandel’stam venne ucciso per una poesia.


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