Anghiari (AR) - 5 gennaio - TAMBURELLISTI DI TORREPADULI nel concerto di musica popolare TARANTA e PIZZICA DAL SALENTO @ TEatro Di Anghiari

RassEgna musicaLE 2007-2008
i n t e r n o m u s i c a
g e n e r i e g e n e r a z i o n i

TEatro Di Anghiari
presenta
SABATO 5 GENNAIO 2008, ore 21.00
TAMBURELLISTI DI TORREPADULI

nel concerto di musica popolare
TARANTA e PIZZICA
DAL SALENTO

Energia e movimento all'insegna della tradizione salentina in un grande concerto d'inizio anno. Un'occasione unica per ascoltare e ballare la musica del salento.

I Tamburellisti di Torrepaduli sono uno dei gruppi di ricerca etnomusicale più famosi in Italia. I loro concerti sono una miscela esplosiva di energia cinetica e tensione emotiva, che esplode in ogni loro concerto coinvolgendo il pubblico in danze antiche, al limite di un'esperienza indimenticabile, soprattutto se vissuta nell'intimità di un piccolo Teatro del '700 come quello di Anghiari. Da anni sono ormai uno dei gruppi più rappresentativi della musica del salento. Attraverso un accurato lavoro di ricerca hanno recuperato suoni, ritmi e parole di una terra antica.

Taranta e Pizzica, danze dagli effetti terapeutici da ballare a occhi chiusi, per apprezzare tutta la forza di ritmi antichi come il Mediterraneo.

I TAMBURELLISTI DI TORREPADULI:
Nel 1989, durante una ricerca, lo studioso Pierpaolo De Giorgi incontra il depositario Amedeo De Rosa.
I due, assieme ad un nutrito drappello di giovani danzatori e percussionisti, fondano lo storico gruppo dapprima denominato Pierpaolo De Giorgi e i Tamburellisti di Torrepaduli. Il De Giorgi, etnomusicologo, cantante e leader del gruppo, lavora da sempre al recupero delle tradizioni del Salento. Amedeo De Rosa, scomparso nel 1999, è un abilissimo maestro di tamburello. Dal 1990 il gruppo, con le sue scoperte etnomusicologiche, si pone all’avanguardia nel settore. Contribuisce in maniera decisiva alla rinascita della più antica forma di tarantella, la frenetica e insieme armonica pizzica-pizzica. Non a caso è questa la
musica rituale della rinascita. Nel corso dei primi anni Novanta I Tamburellisti di Torrepaduli, con i loro straordinari e pionieristici concerti, divengono i protagonisti della riaffermazione della quasi dimenticata pizzica pizzica, musica e danza attorno a cui in passato gravitavano i valori universali del culto della Madre terra e di Dioniso. La pizzica pizzica è la terapia musicale e coreutica del tarantismo, un antico rito di rinascita (come scopre De Giorgi) di derivazione dionisiaca. Dai testi, dai ritmi, dalle danze del gruppo si può notare un grande rispetto per questa cultura popolare, che viene osannata ma non ripetuta in forma banale o pittoresca, in osservanza ai precetti di Bela Bartok. Brividi intensi di vita e di arte scuotono che partecipa ai concerti di questi Tamburellisti di Dioniso. I Tamburellisti di Torrepaduli, che nei concerti dal vivo offrono il meglio di se stessi, spesso rielaborano o reinventano musiche, testi e danze in senso progressivo. Ma la tradizione è regina in tutto il suo splendore: gioca un ruolo primario il tamburello salentino
“a cornice”, suonato virtuosamente, che offre un emozionante ritmo incrociato (poliritmia ottenuta suonando simultaneamente in 4/4 e 6/8). Il gruppo riprende la musica che guarisce i tarantati (i “morsicati” dal mitico ragno taranta) dalla malinconia e si ispira alle grandiose tradizioni del tamburello e della danza-scherma di Torrepaduli (Ruffano-Lecce), dove ogni anno (15 agosto) rivive una cultura antichissima legata al Santuario di San Rocco, Il successo dei Tamburellisti, alla fine, contribuisce persino alla
nuova vertiginosa crescita della festa di San Rocco. I Tamburellisti di Torrepaduli, assistiti scientificamente dal noto docente di estetica Paolo Pellegrino e aiutati da Antonio Anchora, recuperano anche il grico della cosiddetta Grecìa salentina, lingua sopravvissuta dopo la colonizzazione magnogreca e soprattutto bizantina, cantandone i brani più significativi. Ma tutto il Salento è culturalmente greco e la pizzica pizzica in particolare incarna le concezioni elleniche. Anche Torrepaduli vanta origini greche. Così l’arte dei Tamburellisti, nonostante una consapevole collocazione contemporanea, ha un sapore greco: danzatori e musicisti paiono satiri ed etére di un convivio dionisiaco. Il canto non è diverso da
quello degli aedi. Con i Tamburellisti l’arte, come l’araba fenice, rifiorisce in un settore
che sembrava totalmente dimenticato. I Tamburellisti di Torrepaduli sia con il loro originale percorso artistico, maturato in tantissimi concerti dal vivo, sia con lezioni impartite ai giovani nelle scuole pubbliche e
private, danno l’avvio alla dilagante rinascita della pizzica pizzica, come testimoniano sistematicamente tanti giornali dei periodi in questione, ad esempio la rivista “Panorama Travel”. Una volta imparate da Amedeo De Rosa e da altri depositari le tecniche tradizionali, mediante la cosiddetta osservazione partecipante, ora tutti i tamburellasti possono insegnarle. Nel Salento nascono così innumerevoli nuovi gruppi, e questo suscita interesse in tutta Italia. Fioriscono anche non poche scuole di tamburello e danza, come quelle gestite dagli stessi Tamburellisti. Nel 1991 esce lo storico album Fantastica Pizzica, che viene tanto ascoltato e riascoltato da render necessarie ben 10 ristampe. È la prima volta nella storia della musica che un album intero viene totalmente dedicato alla pizzica - pizzica. Scritto dai “cantautori” Pierpaolo De Giorgi e Gino Ingrosso, si avvale della tecnica del folklore immaginario per risistemare vecchi brani e comporre di nuovi. L’album, di cui Ingrosso cura la direzione artistica, consente ai Tamburellisti di Torrepaduli di offrire un prodotto nuovo che, però, esprime i contenuti e lo stile di una
delle più belle tradizioni del Mediterraneo. È un autentico successo, di critica e di pubblico. Ed è anche un esempio illuminante per il precedente folk-revival inautentico, smorto e ripetitivo. Sin dal 1991 le esibizioni del gruppo in tantissime sagre, feste e celebrazioni trascinano una quantità immensa di folla nel vortice liberatorio della danza e trasmettono una gioia rituale in grado di unire in un solo afflato gli spettatori. Per molti anni i Tamburellasti di Torrepaduli reggono anche la scena principale del più importante appuntamento tradizionale del Salento, l’affollatissima Festa te lu mieru di Carpignano, stimolando alla danza decine e decine di migliaia di persone. Schiere bacchiche di giovani riscoprono così se stessi in una trance collettiva, per la quale recentemente si è parlato di neotarantismo. I Tamburellisti incarnano l’anima collettiva del Salento perché interpretano l’arte degli antenati. Nel 1996 l’album Pizzica e trance, scritto da De Giorgi e Ingrosso, propone per la prima volta brani in italiano, oltre che in grico e in dialetto: anche in questo i Tamburellisti di Torrepaduli sono i primi. In Pizzica e trance, nuovo grande successo diretto dall’intelligenza di Gino Ingrosso, emerge la potenza orfica del canto e della musica. Il forte profumo poetico dell’album regala emozioni e rende comprensibili i significati erotici, sociali e spirituali di quest’arte. Tra essi la trance, stato modificato di coscienza dei tarantati e di chi danza rapito dalla percussione ipnotica e periodica dei tamburelli a cornice: la musica dei Tamburellisti è deliberatamente dionisiaca. Se il tamburello sacrificale congiunge cielo e terra, donna e uomo, la trance, per De Giorgi, congiunge conscio e inconscio, io e collettività. Uno dei momenti più intensi dello spettacolo dei
Tamburellisti di Torrepaduli è la danza della tarantata, terapia musicale tipica della civiltà contadina del Salento. La tarantata, intepretata appassionatamente da Serena D'Amato, balla al ritmo rituale della “liturgica” pizzica pizzica perché solo in questo modo può guarire, con un meccanismo di inversione della negatività della malattia. Lascia senza fiato la danza di Serena D'Amato che entusiasma ogni platea assieme agli agili salti ritmici di Salvatore Crudo. Tutti i danzatori si abbandonano quasi in trance al violino,
suonato magistralmente e intensamente da Dora De Vitis. Tutto questo desta nel pubblico un’emozione intensissima, come è accaduto alla De Yong, regista della famosa BBC, mentre riprendeva i Tamburellisti. La musica e lo stile dei Tamburellisti sono stati imitati da un gran numero di gruppi, a volte nati dai loro spettacoli. Nella parte centrale dello spettacolo I Tamburellisti di Torrepaduli si abbandonano ad uno splendido assolo di tamburello che ricrea la magica atmosfera della festa di San Rocco della stessa Torrepaduli. L’”assolo” mostra il ruolo primario del tamburello salentino e la grande abilità raggiunta da Donato Nuzzo, Salvatore Crudo e Rocco "Luca". Tra tutti svetta Rocco con i suoi effetti ritmici impressionanti. Alle raffinate evoluzioni della musica e della danza si aggiungono la voce e i testi coinvolgenti di De Giorgi, con intenti esplicitamente letterari. Nel 2000 esce lo storico CD dei Tamburellisti Pizzica e rinascita, abbinato al noto quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. In pochissimi giorni il Cd, prodotto dalla Fracasso équipe, con Edizioni musicali Sorriso, va letteralmente a ruba: scritto da De Giorgi evidenzia i forti valori di rinascita del tarantismo. L’antica cultura della Magna Grecia è considerata ricca di possibilità per il futuro. La poesia contemporanea, quella dell’Antigone di Soflocle e quella del latino medioevale dei Carmina Burana si sposano magnificamente con la pizzica pizzica. Il violino di Dora De Vitis e la fisarmonica di Donato Nuzzo reggono splendidamente e con grande professionalità il forsennato ritmo dei Tamburellisti. Il CD desta l’entusiastico interesse di Pippo Baudo, Albano e tante altre personalità del mondo dell’arte. I Tamburellisti suonano in tutto il mondo: Grecia, Albania, Germania, Montenegro, Austria, Svizzera, Ungheria, Canada, Australia e la Cina di Taiwan. Sulle loro musiche ballano compagnie di ballerini greci e persino i Pellerossa del Dakota. A Rete 4, nel programma di Albano Una volta nel sole, hanno quattro milioni di spettatori. Rai, Bbc, Ert, Chin TV, Mediaset e simili diffondono le loro esibizioni. Festival significativi come quelli di Atene, Martina Franca, Nocera Umbra, Bari, il "Premio Barocco" Gallipoli, la "Notte della Taranta" di Melpignano, di piazze storiche come S. Carlo a Torino e S. Marco a Venezia, corso Vannucci a Perugina, la Galleria Umberto I a Milano, lo stadio di Corinto, tutta l’isola di Taiwan, teatri prestigiosi come l’Odeon del Partenone ad Atene, li vedono trionfare. Al regista greco Stelios Elliniadis si deve l’applauditissima
consacrazione del Partenone.

Per l'occasione il Teatro di Anghiari riserva solo posti in piedi in platea - che sarà liberata dalla sedie e diventerà il luogo per la danza - e posti a sedere nei palchi.

Il concerto è organizzato in collaborazione con l'Accademia Daishido.
www.daishido.it

Informazioni e Prevendita: 0575 788659
teatrodianghiari@libero.it
www.teatrodianghiari.it 

Ufficio Stampa
Gloria Peruzzi
Francesca Bassani
gloriaperuzzi@gmail.com


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