Roma - 18-23 dicembre - “VOLEVO VEDERE IL CIELO” di Maria Assunta Calvisi @ TEATRO DELL’OROLOGIO

“VOLEVO VEDERE IL CIELO”
Libero adattamento di Maria Assunta Calvisi
da un testo di Massimo Carlotto
con MIANA MERISI
e la partecipazione di Francesca Cara
Regia di MARIA ASSUNTA CALVISI

Dal 18 al 23 dicembre 2007
TEATRO DELL’OROLOGIO
- SALA ARTAUD
Via de’Filippini,17/a - Roma      Tel: 066875550
Dal martedì al sabato ore 21.30 – domenica ore 18.00

Una donna, di cui non si conosce neanche il nome. Si sa invece che il marito si chiama Arturo, un brav’ uomo, grande lavoratore, “sempre su e giù col muletto”, ormai rassegnato alle avversità della vita. Curiosamente non si conosce neanche il nome della figlia, “la ragazzina” che cerca in tutti i modi di sfuggire dalle grinfie della madre che la vorrebbe velina o concorrente del Grande Fratello, anche mignotta purchè non come lei, frustrata e infelice. Un’infelicità annegata nel vermouth, unico sollievo ad una vita grigia da discount, offerte speciali e sogni consumati nel cesso.
Non occorre un accadimento eclatante per far scoppiare il dramma. Il dramma è covato dentro, pronto ad esplodere perché alimentato giorno per giorno dall’angoscia di una quotidianità vissuta nella speranza di un riscatto che solo “la ragazzina” ormai può offrire.
Nel testo l’ambiente è quello della periferia torinese, nella messinscena la donna è una borgatara romana.  Ma la radiografia di uno spaccato della società di oggi dove si alimentano i falsi miraggi, i luoghi comuni, gli stereotipi del successo e della felicità, non cambia perché non cambia il senso di desolazione e di miseria culturale e morale.
“Volevo vedere il cielo, almeno un pezzettino…” dice la donna con amarezza. Ma per lei il cielo non c’è mai stato nella sua stanza, come nella canzone.,.
“Io volevo solo che la mia ragazzina fosse felice, che almeno lei lo vedesse il cielo.
Niente più niente al mondo potrà rimettere a posto le cose”.

(Maria Assunta Calvisi)

La Compagnia “Effimero Meraviglioso”

Creare è l’obbiettivo principale – dice la Calvisi – ed imparare a farlo non è cosa da poco.

Effimero Meraviglioso, compagnia sarda guidata da Maria Assunta Calvisi, nasce nel 1991 come gruppo di giovani attori non professionisti ed è caratterizzata da scopi e filoni particolari.
I giovani attori vengono affiancati da attori professionisti che attraverso stages, laboratori, collaborazioni in scena contribuiscono alla loro crescita.
La Sardegna e la sardità. Ovvero le tradizioni di una terra che è davvero molto isola, terra orgogliosa di sé, attraversata nei secoli da varie popolazioni sono la peculiare fonte inesauribile di ispirazione.
Ecco perchè la gran parte dei testi, scritti da Nino Nonnis, compagno di vita e di lavoro della regista, trovano la loro radice proprio in questa specificità culturale.

Di quando in quando scommettiamo su divagazioni al femminile…

Ed ecco l’altro filo logico che accompagna il viaggio di questa compagnia “itinerante”.
La donna, o meglio ancora, alcune figure di donne molto speciali che provocano suggestioni artistiche nella regista. Nascono così  “Frida  Kahlo”, “Grazia a Maria” e ora la protagonista di “Volevo vedere il cielo”.

Sulla scena con Miana Merisi, attrice ricorrente nei lavori della Calvisi, la giovane Francesca Cara.

Ufficio Stampa
Fiammetta Baralla
fiammettabaralla@alice.it  

Marialuisa Giordano
teatro@marialuisagiordano.it


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