Parma - 1 dicembre - DALLE IMPROVVISAZIONI DI DUCRET AL PASOLINI DI BATTAGLIA @ TEATRO AL PARCO

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presenta

DALLE IMPROVVISAZIONI DI DUCRET AL PASOLINI DI BATTAGLIA
quando la ricerca è un percorso attorno alla poesia
Parma, TEATRO AL PARCO - 1 dicembre 2007 ore 21.00

Il 1 dicembre, presso il TEATRO AL PARCO, ancora doppio appuntamento per PARMAJAZZ FRONTIERE: in prima serata, infatti, è in programma il chitarrista francese MARC DUCRET in un concerto solista che vedrà sul palco la magia di un interressantissimo percorso fra improvvisazione e ricerca. In seconda serata, Parmajazz torna sull´amato Pasolini con un progetto firmato dallo STEFANO BATTAGLIA SESTETTO e dal titolo "RE:PASOLINI".

Cinquantenne chitarrista (elettrico ed acustico) francese, MARC DUCRET è autodidatta e straordinario virtuoso, come il suo grande connazionale Django Reinhardt. Un dato di per sé eccezionale in un epoca in cui paradossalmente gli improvvisatori nascono e si formano nelle accademie musicali e in scuole iper specializzate come la Berkelee. La sua ricerca del nuovo è quindi anche, al contempo, apprendimento.
In Francia lo definiscono "Un eterno autodidatta , che non cessa di imparare e la cui ricerca approderà in territori imprevedibili" Il concerto in solitario è oggi uno dei suoi terreni di ricerca preferiti "E´ questo su cui sto lavorando; su come strutturare un ora di musica improvvisando liberamente e allo stesso tempo facendo risuonare cose scritte da me o da altri, il mio patrimonio acquisito. Mi interessa poco la dialettica fra scrittura ed improvvisazione. Quello che conta è l´ interazione fra il previsto e l´ imprevisto . Questo è il senso del nostro lavoro musicale di improvvisatori . Voglio vivere la mia performance insieme al pubblico. Offrire un immagine musicale mobile, che dipende dal momento, dal suono .dal pubblico stesso. Cerco un contatto quasi fisico con la platea. Perché si possono avere le migliori idee musicali, ma se non catturi il pubblico lavori a vuoto. La musica si sgretola."
Francese, nato nel 1957, Marc Ducret è totalmente autodidatta; ha suonato fin da giovane tutti gli strumenti a corda possibili: chitarre, oud, fretless, basso. L a sua carriera è stata lenta e progressiva. A trent´anni ha vinto per la prima volta il premio Django Reinhardt. Ha suonato, oltre che con Tim Berne, con Michel Benita ed Enrico Rava ed altri prestigiosi jazzmen. Ha fatto parte della prestigiosa Orchestre Nazionale du Jazz. Dopo anni di militanza hard -bop, durante i quali è stato riconosciuto più volte come miglior chitarrista jazz francese, Ducret ha cominciato a sviluppare un suo proprio percorso musicale, a disegnare, come recita una sua biografia che appare sulla rete, "un universo di strana poesia , uno swing onirico". Dai primi anni 90 si getta nella corrente dell´avanguardia improvvisativa incidendo più di 6 albums con l´incendiario Tim Berne.

Lo STEFANO BATTAGLIA SESTETTO è un´ensemble a cavallo fra Italia, Svizzera e Giappone che vede Stefano Battaglia al piano, Michael Gassmann alla tromba, Mirco Mariottini ai clarinetti, Aya Shimura al violoncello, Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria.
Dopo i Suoni Corsari di Bonati nel 2005, a breve in uscita in CD, Parmafrontiere torna ad omaggiare Pasolini con un progetto del Sestetto firmato dall´amico Stefano Battaglia, "RE:PASOLINI" appunto.
Un progetto musicale e discografico che tenta di raccontare il Pasolini in disperato equilibrio fra tradizione e sperimentazione, fra una modernità cercata e allo stesso tempo temuta". E che si muove su due tavolozze: alcuni pezzi molto melodici, ispirati ad un´idea di colonna sonora dell´Italia degli anni ´60, una specie di fotografia sonora, dove l´improvvisazione ha spazi ridottissimi o inesistenti. Musica in bianco e nero. E un´altra parte basata su una musica dove la scrittura è secondaria, in un clima che risente molto della espressività musicale colta del `900.

"Quello che mi ha affascinato di Pasolini è il suo tentativo, appassionato fino alla disperazione, di mettere insieme cultura alta ed espressività popolare. Penso all´episodio che firmò in Capriccio all´Italiana: Totò e Ninetto Davoli interpretavano delle marionette, gettate in una discarica dopo la rappresentazione di Otello. Ammirano la bellezza delle nuvole che passano sopra di loro e dimenticano la tristezza della loro nuova e definitiva dimora. Lo spazzino che getta via le marionette è interpretato da Domenico Modugno che canta una sua bellissima canzone, Cosa sono le nuvole; i versi della canzone, intrisi di citazioni della tragedia shakespeariana, furono scritti dallo stesso Pasolini. Ho ripreso la melodia, trasfigurandola, nel primo dei due dischi ECM che compongono il mio progetto.
A mio avviso c´è quasi tutto Pasolini in quella storia: il Pasolini sperimentatore che riesce a fare convivere linguaggi popolari e colti, canzonetta e raffinatissima poesia; il Pasolini intellettuale angosciato per la fine di una certa cultura popolare e di una concezione peculiare della vita e della società; il Pasolini polemista che intuisce come il mondo si stia avviando all´omologazione culturale, al consumismo più piatto e disumanizzato"

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