Vicenza - 10novembre-5aprile - TEATRO ASTRA - STAGIONE 2007-2008

TEATRO ASTRA - STAGIONE 2007- 2008

PRESENTAZIONE

La stagione teatrale  del Teatro Astra quest’anno si presenta con un progetto rinnovato sia nei contenuti che nel calendario, che abbiamo previsto di 9 titoli complessivi. Due sono i percorsi teatrali, diversi ma complementari, su cui abbiamo deciso di puntare l’attenzione.

Nasce un nuovo progetto, Appunti di viaggio, con l’obiettivo di far incontrare il nostro pubblico con artisti come Laura Curino, Gian Antonio Stella, Gualtiero Bertelli e Marco Paolini che da tempo intersecano le loro storie con la nostra e con quella dei nostri spettatori.  Appunti di viaggio nasce con una particolare dedica a Tommaso Carrara che ci ha recentemente lasciati, e che prende forma sul palcoscenico negli spettacoli di Titino e di Armando Carrara. I viaggi del titolo si svolgono nello spazio e nel tempo, accomunati da quella irrequietezza che anima gli esploratori del pensiero e dell'anima.

Fragole Fuori Stagione, compie  tre anni di esplorazioni delle voci più interessanti ed innovative della scena teatrale italiana. Abbiamo ospitato il Teatro del Lemming, Ascanio Celestini, Emma Dante, Maurizio Camilli, il Teatro de los Andes, Vitaliano Trevisan e Patricia Zanco, e quest’anno proporremo quattro nuovi incontri davvero curiosi ed emozionanti: Davide Enia, Mitipretese, Il balletto Civile di Michela Lucenti, Dimtri Clown.

TEATRO ASTRA - STAGIONE 2007- 2008

APPUNTI DI VIAGGIO

Sabato 10 novembre 2007 - ore 21.00
1° NAZIONALE
Gian Antonio Stella/Gualtiero Bertelli
AQUA

abecedario musicale, storico e letterario
della fonte di vita

“Aqua” è uno spettacolo ricco di storie, immagini, filmati e canzoni di ogni genere (da una rivisitazione di temi classici a una melodia araba, dai canti di pesca del Congo a quelli chioggiotti, dalle arie popolari alle musiche originali) intorno al tema dell'acqua: acqua benedetta, acqua maledetta, acqua confine, acqua comunicazione, acqua causa di guerre, acqua stuprata, acqua di vita, acqua di morte, acqua di gioia….
Il repertorio musicale, in linea con l’articolazione del racconto, è internazionale e interculturale. Pertanto la Compagnia delle Acque si presenta in una formazione ricca di strumenti e di voci.

Domenica 25 novembre 2007 - ore 21.00
Titino Carrara

STRADA CARRARA
Tavole di un teatro viaggiante

Il racconto di un’esistenza nomade e zingara, lontana dagli schemi borghesi ai quali la nostra società ha teso dal dopoguerra ai giorni nostri. Un soggetto che affronta il tema della diversità, rivelando un tessuto sociale, appartenuto alla storia italiana, fatto di carovane e teatri mobili, espedienti e repertori teatrali sconfinati, recitati a volte all’impronta e misurati sull’esigenza e il gusto estemporaneo della piazza. Gusto dal quale è dipesa la reale sopravvivenza di una famiglia, che ha fondato nell’arte l’unica possibilità di sostentamento.  Un mondo che oggi pare lontano e che sembra assimilabile all’odierna condizione delle famiglie circensi o ai giostrai girovaghi, ma la cui peculiarità “nobile” fece coniare a Benito Mussolini la definizione di “Zingari di lusso”. Perché di questo si è trattato, in fondo: di una continua lotta per l’affermazione di un’identità artistica e nobiliare, in un paese in trasformazione in bilico tra poesia e zingarismo alla ricerca di valori materiali e non incline a volersi riconoscere in realtà alternative.
 “La strada che scivola sotto la porta di casa” è una visione che si dipana dall’ampio tessuto di ricordi e aneddoti di un bambino nato attore, le gambe a penzoloni dalla porta carrozzone che è la sua casa mobile che percorre, in parallelo, la strada e la storia d’Italia. Eventi cronologicamente corrispondenti a quelli della famiglia, che rivelano un’aderenza tra la magia di un’esistenza atipica (quasi epica) e un passato prossimo della nostra società.
Ma è anche una rivisitazione in chiave ironica del rapporto tra inganno scenico e quotidianità, nelle percezioni di un bambino in bilico tra realtà e finzione, tra platea e palcoscenico a confronto con la realtà dell’unico amico non girovago che abbia avuto: Zanichelli
.

Venerdì 7 dicembre 2007 - ore 21.00
In collaborazione con SGMS
Marco Paolini
IL SERGENTE

A Mario Rigoni Stern

Questo spettacolo prende vita e ispirazione dal libro scritto nel 1953 da Mario Rigoni Stern dal titolo Il sergente nella neve (1953), il racconto autobiografico dell’allora sergente Rigoni, impegnato nella sanguinosa campagna di Russia durante il secondo conflitto mondiale. Ambientato nell’inverno 1942-43, affronta uno degli episodi più drammatici nella storia del nostro esercito: la ritirata dei soldati attraverso la taiga russa. Ormai allo sbando e circondati dall’Armata Rossa, i personaggi del racconto, reali e non di fantasia, cercano di sopravvivere durante la ritirata, passando da un villaggio all’altro con alterne fortune. Li guida un giovane sergente, che diventerà poi lo scrittore del romanzo. E proprio grazie alla sensibilità dell’autore, facciamo la conoscenza di esseri umani profondamente sconvolti dal conflitto, ma che mantengono fino in fondo la propria dignità: così il tenente Cenci, molto amico di Rigoni e generoso in battaglia; il caporalmaggiore Moreschi, sempre di buonumore nonostante tutto; Tourn, alpino piemontese che nasconde con allegria la paura; Lombardi, cupo e taciturno; il caporale Pintossi, calmo e flemmatico… piccoli grandi uomini che affrontano un’avventura spesso senza via d’uscita.

"Per Mario Rigoni scrivere è stato un anticorpo alla disumanità. Ecco, forse quello che sto cercando è un anticorpo alla disumanità della condizione di spettatore. È un’illusione credere di esser spettatori di una guerra lontana perché quando pensi di essere spettatore, sei vittima senza saperlo. Senza la coscienza che non puoi chiamarti fuori, che se rimuovi questa cosa dalla tua vita, stai già scivolando in una perdita.
Mi ritrovo nella voglia di non arrendersi che era di Rigoni e dei suoi alpini, ma non come gesto di eroismo, lui marciava nella neve portandosi in spalla il peso tremendo delle armi. I volantini russi dicevano: italiani, siete a quattromila chilometri da casa, arrendetevi. Chi si arrendeva all’evidenza della realtà, alla stanchezza, chi rinunciava alle armi che aveva, a oliarle, pulirle e tenerle in efficienza, era finito. Io penso che la democrazia sia la nostra arma, quella che ha bisogno di manutenzione, e la dobbiamo curare.
Il Sergente non è un lavoro di denuncia ma non è nemmeno un medicamento per l’anima perché credo che il teatro non possa essere ne terapia ne antidoto. Penso alla possibilità di attingere all’esperienza, e che questo serva alla memoria, serva a prepararsi meglio ad affrontare le cose. Un teatro forse come addestramento, come istruzione".
Marco Paolini – novembre 2004

Sabato 1 marzo 2008 - ore 21.00
Armando Carrara/Mauro Corona
ALBERI

A partire dai testi di Mauro Corona, straordinario autore friulano che in pochi anni ha raggiunto con i suoi libri un milione di copie, lo spettacolo guida all’ascolto delle “voci del bosco”, che a noi, distratti uomini della globalizzazione, continuano a parlare e anzi, oggi più che mai, chiedono di essere ascoltate. Dalla foresta in cammino in cui Macbeth vede realizzarsi una tragica profezia, al bosco dei suicidi interrogato da Dante nell’Inferno; da quella selva di alberi poetici così vicini alla nostra infanzia che si studiano a scuola, a volte un po’ annoiati - il melograno, la quercia, i cipressi; a quel pino parlante che un giorno un vecchio falegname volle trasformare in un burattino dal naso lungo.
Nello spettacolo si raccontano storie prese in particolare da Le voci del bosco, Il volo della martora e Fantasmi di pietra: storie di uomini (il boscaiolo Sante della Val, e la sua sfida al faggio centenario) e di bambini (le discese sulle slitte a rompicollo giù per i pendii ghiacciati). Storie di uomini bambini, come Mauro Corona e come oggi Armando Carrara, che continuano a passeggiare nei boschi della propria infanzia e a interrogare quelle voci per farsi raccontare le nostre radici.

Prima dello spettacolo Mauro Corona incontra il pubblico.

Mercoledì 19 marzo 2008 - ore 21.00
Laura Curino/Calicanto

LA MAGNIFICA INTRAPRESA
GALEAS PER MONTES

Narrazione brillante, personaggi magistralmente interpretati, musiche e canzoni d’autore per una vicenda storica avvenuta nel XV secolo tra Venezia e il Trentino, lungo il corso dell’Adige e sul lago di Garda. Tra comicità e dramma, così è rappresentata una delle più incredibili vicende militari mai compiute nella storia d’Italia.
Nel corso dello scontro tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano, anche il lago di Garda e i dintorni furono teatro di cruente battaglie navali e terrestri. La posizione strategica di Brescia, avamposto veneziano, e la necessità di liberare quella città da un lungo, esasperante assedio cui fu sottoposta dall’esercito milanese, spinse la Serenissima ad un estremo tentativo militare che prevedeva il trasporto di una flotta navale attraverso quello che ora si chiama passo San Giovanni, per portarla nel lago di Garda e tentare per quella via, conquistando il lago che era in mano dei milanesi, di portare soccorso a Brescia e imporre il dominio sulla strategicamente importantissima “via d’acqua”.
Nel quadro storico del tempo: guerre continue tra le numerose signorie, e tentativo di occupazione politico militare da parte di Milano e in particolare Venezia della pianura Padana, sono messi in particolare evidenza gli aspetti “umani” dell’impresa che ha coinvolto centinaia di uomini della Repubblica e le popolazioni incontrate lungo quello che si potrebbe definire un “surreale corteo”.
La “magnifica intrapresa” è narrata correttamente sotto il profilo storico; alcuni aspetti sono enfatizzati, così come altri sono messi in ridicolo ma, in generale, lo sguardo si sofferma con più simpatia sull’azione e sullo sforzo umani, quasi una allegoria della nostra azione lavorativa quotidiana, l’impresa che ognuno di noi è chiamato a compiere.
Il compito di Narratore e interprete dei personaggi è affidato a Laura Curino, protagonista indiscussa della scena teatrale italiana.
La parte musicale, sia per quanto riguarda la composizione delle musiche originali, sia per quanto riguarda le esecuzioni nel corso delle rappresentazioni, è affidata a Roberto Tombesi e a Calicanto, storico gruppo folk che ha compiuto accurata ricerca nella tradizione musicale popolare e ha realizzato numerosi incisioni in questo campo e nella produzione di musica propria e che nel 2006 festeggia i 25 anni di vita.
La ricerca e la scrittura del testo e delle canzoni sono di Paolo Domenico Malvinni, scrittore eclettico, che ha scritto per il teatro, autore di poesie, racconti e di un romanzo. La regia è di Titino Carrara.

FRAGOLE FUORI STAGIONE
TEATRO CONTEMPORANEO

Sabato 26 gennaio 2008 - ore 21.00
Davide Enia
CAPITOLI DELL’INFANZIA

I capitoli dell’infanzia sono il primo tassello di un ciclo di storie più ampio che accompagnerà l’intero arco della vita di tre fratelli. I capitoli dell’infanzia raccontano questo momento della loro età.
La città che ìddi attraversano e s’insìgnano a conoscere è Palermo.
Il più grande dei tre fratelli si chiama Angelino. Ha lo sguardo trafittìvu come una freccia, la curva delle labbra come la curva del fiume ed è bello come un agosto, e come agosto non ha pioggia accussì i suoi occhi non conoscono lacrime, Angelino che partirà per la guerra e che sul campo di battaglia morirà, due volte.
Il mezzano è Antonuccio. Parla in sogno con il pesce squalo, sta scoprendo la sessualità ed è agli occhi di tutti caro e prezioso come un ricordo tanto dolce e segreto che si è disposti a morire pur di difenderlo.
Il piccolo è Asparino, che osserva non soltanto con gli occhi, che da grande vuole abitare in una casa da dove si vede il mare e che desidera ardentemente abbracciare gli alberi, Asparino che diverrà il custode dei segreti della città di Palermo. Loro zio è Concetto, un cieco che parla con gli uccelli e considera il piccione Pierino suo fratello di sangue.
Fiore è la madre, che osserva con occhio di sfida il mare nero e oscuro che da sempre sta davanti Palermo e che le portò via, una notte d’inverno, Toti il pescatore, suo marito e padre dei suoi tre figli.
Palermo è crocifissa da un sole impietoso, come i suoi abitanti. I suoi sette fiumi scorrono e raccontano ognuno una storia apparentemente diversa, come il dedalo di strade che percorrono le sue viscere intarsiandosi infine un unico arcano disegno ancora incompreso. E, nel sottosuolo, vive la Palermo dell’ombra, in tutto e per tutto uguale a quella di sopra ma rovesciata, ché per ogni città che si erge contro il cielo ne esiste una simmetrica fatta di vuoto e di pietra sottratta. E poi, inevitabile, c’è la guerra, che sempre arriva e sempre distrugge. Dentro (e fuori) tutto questo, vivono i tre fratelli.
Chìsta è la loro storia.

Sabato 9 febbraio 2008 - ore 21.00
UNICA REGIONALE
VINCITORE DEL PREMIO OLIMPICI PER IL TEATRO  MIGLIOR SPETTACOLO DI INNOVAZIONE
Miti Pretese
ROMA ORE 11
di Elio Petri

Signorina giovane intelligente volenterosissima attiva conoscenza dattilografia miti pretese per primo impiego cercasi. Presentarsi in via Savoia 31, interno 5, lunedì ore 10-11”. Questo trafiletto apparve nella pagina degli annunci economici de “Il Messaggero”, domenica 14 gennaio 1951. Lo stesso giornale, quarantotto ore dopo, pubblicava in prima pagina: ”Una terribile disgrazia è accaduta ieri mattina nell’interno di un villino di via Savoia, dove settantasette giovani donne sono rimaste ferite in modo più o meno grave ed una è deceduta per l’improvviso crollo dell’intera scala dello stabile.

Così inizia il libro ricavato dall’inchiesta che Elio Petri, allora giovanissimo giornalista alle prime armi, condusse per conto del regista Giuseppe De Santis. Il fatto che duecento candidate si fossero presentate per un solo posto mal pagato era “un dito puntato sulla piaga della disoccupazione”. Fu questo uno dei motivi che indusse De Santis e un gruppo di cineasti del neorealismo a fare un film sulla disgrazia di via Savoia.
Petri condusse l’inchiesta in modo organico, capillare: ragazza per ragazza rintracciò le loro storie, le loro famiglie, gli ambienti, registrò le espressioni dei volti, sondò i sogni e le attese, decifrò le idee di giustizia ed ingiustizia, ricostruì l’immagine di quel mondo. Più di un’inchiesta l’indagine di Petri divenne una denuncia delle miserie, della disperazione, delle prepotenze anche sessuali subite dalle ragazze, cosa che costò al film il boicottaggio e la censura.

Pur non essendo questo un testo scritto per il teatro, Petri tratteggia dei personaggi vivi e concreti, pronti per essere recitati. Le giovani donne, le loro famiglie, i portieri dei palazzi e le varie umanità che incontra  ci restituiscono una ricchezza e una diversità di psicologie, un linguaggio vivo e fiorito, per niente letterario e che non scade mai nell’oleografia. E nonostante parlino di miseria e di guerra appena passata, la forza vitale di questi personaggi e la leggerezza con cui vengono raccontati, fanno sì che spesso ci si sorprenda a ridere insieme a loro. E’ un’Italia lontana e ingenua, che parla di come erano i nostri padri e le nostre madri, eppure sorprendentemente racconta anche l’Italia di oggi con le sue miserie, i suoi piccoli sogni, i suoi grandi problemi di lavoro. 

La spinta iniziale che ci ha fatte incontrare è stata la voglia condivisa di trovare un luogo e un tempo per “fare un teatro” che ci appartenesse di più.
Dopo anni di vita di tournèe abbiamo sentito l’esigenza di fermarci, di cercare uno spazio protetto dove poterci fare domande senza cercare subito risposte, dove poter stare in disequilibrio senza paura di cadere e dove poter cercare davvero, senza ansia di fare buone prestazioni.
Lo spazio ce l’ha prestato la signora Lidia. E’ un vecchio magazzino che sta al ghetto e fino allo scorso anno ospitava la falegnameria “ ditta Pavoncello”. E così abbiamo avuto una sala prove.
All’inizio abbiamo fatto i conti con il vuoto, con la banalità, con la paura e la pigrizia. Ci siamo trovate per la prima volta a fare una regia, ad avere la responsabilità di cosa portare in scena e di come farlo. E tutto questo insieme: quattro attrici che si confrontano, che si parlano, che litigano,  con la volontà di fare davvero un lavoro in comune, senza un “capo”. Tutte cose non facili. E mentre cercavamo testi teatrali che parlassero  di un femminile diverso dai soliti ruoli madre-amante-moglie ci siamo imbattute in “Roma ore 11”. Appassionandoci a quel mondo e a quelle storie, quasi per scoprire cosa fosse successo nel frattempo, come e quanto fossimo cambiati, ci è venuta la curiosità di tornare nei quartieri di Roma e di parlare con le ragazze che oggi hanno vent’anni: quali sono le loro aspettative sul lavoro, i loro sogni, le loro paure? Sorprendentemente le loro risposte non sono state così diverse e lontane da quelle delle ragazze di via Savoia. In quei giorni del ’51, tra l’altro, Roma era una città in stato d’assedio. Si aspettava l’arrivo di Eisenhower per cementare l’adesione italiana al Patto Atlantico che avrebbe anche significato  l’ingresso in guerra contro la Corea. Le strade della città erano piene di polizia e manifestanti che inneggiavano alla pace.
Ci ricorda qualcosa?
Inoltre fondamentale è stato l’incontro con Giovanna, una delle “vere” ragazze di via Savoia, che con la sua generosa testimonianza  e la sua straordinaria umanità ci ha permesso di entrare più profondamente in quel mondo restituendoci anche il senso ultimo e vivo del nostro lavoro.
E così “Roma ore 11” è diventato un progetto. E la prima tappa di un lungo lavoro. Il festival Bella Ciao ci ha offerto l’opportunità per la prima volta di confrontarci con il pubblico.

In un allestimento scenografico semplice ed essenziale e con l’aiuto  di canti popolari e proiezioni video, le attrici assumeranno di volta in volta tutti i ruoli del testo compreso il personaggio autore-narratore Elio Petri. Tale semplicità permette allo  spettacolo di adattarsi facilmente a spazi scenici anche non convenzionali. Il nostro interesse è anche quello di valorizzare con un serio lavoro d’attore le parole e le riflessioni di un grande regista del nostro cinema migliore che pare essere già dimenticato. Con questo libro Elio Petri  ha prodotto una scrittura che riteniamo ricca e potente e che ci piacerebbe condividere con il pubblico.

Sabato 15 marzo 2008 - ore 21.00
Css Teatro Stabile di Innovazione del FVG, Balletto Civile
BATTESIMI DELL’ACQUA E DEL CORAGGIO

testo liberamente ispirato a Le Troiane di Euripide
testi di Andrea Malpeli e Emanuele Braga
regia ideazione coreografia e canti Michela Lucenti
con Francesco Gabrielli, Emanuele Braga,
Maurizio Camilli, Emanuela Serra, Yuri Ferrero,
Michela Lucenti, Ambra Chiarello, Alice Conti,
Massimo Guglielmo Giordani, Damiano Madia, Lisa Pugliese

Le Troiane sono una lamentazione, l’elaborazione di un lutto.
Protagonisti della nostra storia sono le seconde linee dei valorosi greci conquistatori e ciò che resta della famiglia reale troiana, Ecuba le sue figlie e Priamo redivivo.
Il canto di una comunità di persone che non valgono più nulla di fronte alla storia che ritorna, ma sono solo sassi che ostacolano gli ingranaggi della macchina retorica che vorrebbe la guerra e poi subito la pace, la pace e poi subito la guerra.
Battesimi ridisegna questo luogo di confine, epifanico, dove ci si accorge che un cambiamento è ormai maturo, dove si dilata l’istante in cui si chiude un ciclo e si crea il raccordo, il legame, per ricominciare quello successivo.
Un grande tappeto d' erba finta, sintetica, dove non cresce e non si evolve più nulla se non la lenta resurrezione, l’improvvisa e imprevista rinascita di un popolo vivo e fiero, giovane e di nuovo bambino, pronto a far tremare le ceneri sotto le rovine. Un fazzoletto di finta convivenza e di finta ricostruzione dove un gruppo di donne spaurite danzano legate alle loro borsette, ostaggio di un esercito di uomini, di ragazzoni allampanati che non conoscono gli orrori della guerra che ha sterminato le loro famiglie, e una stirpe nobile che sta scomparendo traccia alla cieca gli ultimi segnali di fumo per salvarsi da marinai persi davanti al vuoto. Azioni semplici e misteriose diventano il punto di partenza, il motore di tutto il movimento. La forza del corpo e i canti sono l’eco di qualcosa di troppo grande per essere compreso, un esodo che si spinge verso una linea sacra di demarcazione per buttarsi, immergersi senza pentimento nella gioia scivolosa della vita, grazie al coraggio di una scelta, al coraggio di un atto semplice come quello di lavarsi la faccia con l'acqua fresca,che irrompe sulla scena come elemento puro, spirituale e laico allo stesso tempo, ed è elemento presente, testimone del cambiamento, che alla fine spazzerà via e renderà fertile la scena e i suoi interpreti.

Sabato 5 aprile 2008 - ore 21.00
EVENTO INTERNAZIONALE/PRIMA REGIONALE
Dimitri Clown
PORTEUR

Ideato nel 1962, Porteur è il pezzo più vecchio di Dimitri e la trama evolve intorno ad una una valigia ed al suo contenuto. Nella prima parte del programma Dimitri sbalordisce il pubblico con il contenuto praticamente inesauribile di un grande baule che lo ispira ad improvvisare numeri clowneschi ed artistici. Quanto più gli oggetti sono piccoli, tanto più grande è la gioia e la sorpresa quando riesce a utilizzarli nei modi più impensati. Nella seconda parte ritroviamo Dimitri nei panni di un facchino di stazione. Un treno parte lasciando dietro di sé una serie di valigie che stuzzicano la curiosità del facchino il quale non resiste alla tentazione di aprirle per venire infine travolto da una valanga musicale.


INFO

La campagna abbonamenti sarà aperta al pubblico da mercoledì 17 ottobre a sabato 3 novembre, con i seguenti orari:

dal lunedì al venerdì               dalle  9.30 alle 13.30
lunedì, martedì, giovedì e venerdì pomeriggio    dalle 15.00 alle 18.00
mercoledì pomeriggio                   dalle 15.00 alle 19.00
sabato mattina dalle 10.00 alle 13.00

Il costo degli abbonamenti, quest’anno, è unico:

90 € per l’abbonamento a nove titoli (incluso lo spettacolo “Il sergente” di M. Paolini)
45 € per il programma “Appunti di viaggio”
40 € per il percorso di teatro contemporaneo “Fragole fuori Stagione”.
Dagli abbonamenti parziali è escluso lo spettacolo “il Sergente”.

Anche quest’anno ci sarà la possibilità di acquistare il carnet a 5 titoli a scelta fra tutti gli spettacoli in programma (escluso “Il sergente”), che dà diritto ad una riduzione del 15% sul prezzo complessivo dei biglietti. I carnet sono acquistabili dal 3 novembre 2007.

L’ufficio del Teatro Astra ha la sua sede in Stradella dell’Isola, 19 a Vicenza (vicino Piazza Matteotti). per qualsiasi informazione siamo a disposizione al numero 0444 323725 (astra@piccionaia.org ) negli orari d’ufficio sopra indicati.


AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


 
Rassegna Internazionale di Musica Organistica “Itinerari musicali alla scoperta dei suoni antichi”
Passaggi per il bosco OFF – estate 2011
Scatti on the road tra New York, Parigi e Mosca
"Note fantasiose”
Alessandra Pascali 4et - Un viaggio sonoro tra jazz tradizionale e musica popolare italiana
Yoga Kundalini su: “Il pensiero di Yogi Bhajan, il Maestro della nuova Era”
MUSICULTURA 2011 - XXII Edizione

 
RELAZIONI UOMO/DONNA CONOSCERSI PER AMARSI
Corso di ACROBATICA per eliminare la... PAURA
7° Concorso Musicale Nazionale Premio "Musica Italia"
BliTzLaB #2: Workshop di danza e movimento sinergetico
concorso Wildlife Photographer of the Year

 
 
24 02 2012 CLICK, SI GIRA.
24 02 2012 E LA LETTERATURA?
24 02 2012 L’escapismo nella società del web 2.0
24 02 2012 Donne e sport
01 02 2012 IL CINEMA AI TEMPI DELLO SWITCH OFF

  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node