Modena - 6-11novembre - Massimo Castri in COSÌ È (SE VI PARE) di Luigi Pirandello @ Teatro Storchi

COSÌ È (SE VI PARE)
di
Luigi Pirandello

regia Massimo Castri
con Marco Brinzi, Corinne Castelli, Giorgia Coco, Chiara Condrò, Andrea Corsi, Francesca Debri, Manuela De Meo, Michele Di Giacomo, Federica Fabiani, Alessandro Federico, Diana Hobel, Rosario Lisma, Antonio Giuseppe Peligra
scene e costumi Claudia Calvaresi
disegno luci Robert John Resteghini
suono Franco Visioli
assistente alla regia Marco Plini
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Nuova Scena - Arena del Sole Teatro Stabile di Bologna

Massimo Castri torna a Pirandello e a Così è (se vi pare), dopo l’edizione teatrale che gli valse il Premio Ubu per  la miglior regia nel 1980 e dopo una memorabile edizione televisiva con Valeria Moriconi.
Per questo nuovo allestimento, che debutta il 6 novembre al Teatro Storchi di Modena  (in replica l’8, 9 e 10 novembre ore 21 e domenica 11 novembre ore 15:30) il regista toscano impegna un cast giovane, frutto della scuola di Alta Formazione, organizzata da Emilia Romagna Teatro Fondazione, grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo e della Regione Emilia Romagna, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Il corso ha coinvolto 12 giovani attori, tutti usciti da scuole di teatro, alcuni anche con esperienze professionali significative al proprio attivo. In questo senso esso si è configurato quasi come una masterclass, per cui è stato possibile focalizzare il lavoro su un aspetto specifico della recitazione – il sottotesto - senza doversi preoccupare delle basi.
Massimo Castri, accettando di mettersi al lavoro con questi allievi, è  tornato a un progetto formativo organico, fedele alla sua antica propensione alla formazione attuata prima alla Scuola Civica, poi all’Atelier Costa Ovest, infine come direttore del Teatro Stabile di Torino.
La decisione di mettere in scena Così è (se vi pare) è stata presa solo nel mese di maggio, dopo aver ben conosciuto gli allievi. Ed è stata un’idea funzionale al gruppo -  a partire dall’equilibrata distribuzione dei ruoli tra attori e attrici (sei più sei) che la commedia  prevede – pur mantenendo sempre in primo piano l’aspetto formativo.

La trama
Tratta dalla novella La Signora Frola e il Signor Ponza, la commedia mette in scena una sorta di crudele indagine, condotta nel salotto borghese del consigliere Agazzi, ai danni del Signor Ponza e della suocera Signora Frola,  per stabilire chi di loro sia pazzo. I due vengono prima interrogati separatamente, quindi  messi a confronto, senza che però si riesca a giungere alla verità. Infine il Prefetto impone al suo sottoposto Ponza di convocare la moglie, l’unica persona che possa dire una parola definitiva sulla propria identità: è davvero la figlia della signora Frola (che il Ponza, pazzo, costringe a vivere lontana dalla madre) o è invece la seconda moglie di Ponza, sposata dopo la morte della prima moglie, figlia effettivamente della signora Frola (la quale, pazza, crede di riconoscere sua figlia nella seconda moglie del Ponza)? La signora Ponza,  il volto celato da un fitto velo nero, lascerà l’interrogativo senza risposta. Premettendo che la sventura va tenuta nascosta perché il pietoso rimedio sia efficace, la donna dichiara di essere contemporaneamente la figlia della signora Frola e la seconda moglie del signor Ponza, e di per sé nessuna (“io sono colei che mi si crede”). Su tutti risuona la risata di Laudisi, unico personaggio che teorizza l’impossibilità di conoscere la verità.
Se per Giovanni Macchia il palcoscenico pirandelliano e un «poliziesco luogo di tortura, ove gli uni si fanno carnefici degli altri»,  l’autore voleva la sua opera come una “sfida alle opinioni del pubblico e soprattutto alla sua quieta morale…o immorale”

In Così è (se vi pare), andato in scena per la prima volta nel 1917, sono presenti  tutti i temi del teatro di Pirandello già formulati ed eretti a poetica nel saggio su L’umorismo e che troveranno definitiva espressione in Uno, nessuno, centomila: il realismo mescolato al fantastico,  l’esplorazione della problematica dei ruoli sociali, l’identità personale minacciata dallo sguardo degli altri, il riflesso reciproco del reale e del teatro, la sfida alle opinioni correnti, penetrando nelle zone indefinite  dell’ inconscio, dell’utopia e del mito.

Agnese Doria - Ufficio Stampa Emilia Romagna teatro Fondazione
tel. 0592136042 -
stampa@emiliaromagnateatro.com


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