Roma - 15settembre-9ottobre - TRAIETTORIE 07 - Festival Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea

TRAIETTORIE 07
Festival Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea

PROTAGONISTI I COURT CIRCUIT
16 settembre 2007 - UNA SERATA DI GRANDI PRIME INTERNAZIONALI
info:
www.traiettorie.it - 0521 708899

Dopo l’interessante assaggio con i NEXTIME  a piazza della Steccata il 15 settembre, il debutto ufficiale della diciassettesima edizione di TRAIETTORIE è, come da programma, domenica 16 settembre alle 20,30 al Teatro Farnese. Protagonisti i prestigiosissimi francesi COURT CIRCUIT con un programma che prevede musiche di: Allain Gaussin con la prima italiana L'harmonie des Sphères (2006, 13’) per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte e percussioni; Martin Matalon con Traces IV (2007, 7’) in prima assoluta per marimba ed elettronica; Andrea Cera con, anche questo in prima assoluta, Dueling Zombies (2007, 11’) per violino, violoncello, contrabbasso, pianoforte, 2 percussionisti e elettronica; Martin Matalon con la prima assoluta di Traces V (2007, 8’,5’’) per clarinetto e elettronica ; e, infine, Samuel Sighicelli con la prima assoluta di Saison des cris (2007, 25’) per clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, percussioni e elettronica.
I COURT CIRCUIT sono: Jérémie Fèvre (flauto), Pierre Dutrieu (clarinetto), Nicolas Miribel (violino), Alexis Descharmes (violoncello), Didier Meu (contrabasso), Jean-Marie Cottet (pianoforte), Eve Payeur (percussioni), Philippe Cornus (percussioni), Thierry Coduys (assistente musicale), Vincent Baltz (direttore di scena). Dirige il Maestro Laurent Cuniot.

Una serata che vuole sviscerare e mettere a nudo alcuni degli stilemi del linguaggio contemporaneo nella musica colta.
Si parte con il francese Allain Gaussin, che in Harmonie des Sphères lavora sull’essenza misteriosa dei materiali sonori, e poi una virata in altre zone musicali con Cera e Sighicelli, con i quali entriamo nel campo della critica sociale. Dueling Zombies di Cera è uno scontro fra un’umanità impoverita dalla tecnologia e una tecnologia che non riesce fatalmente ad attingere alla complessità umana: gli strumenti acustici suonano musiche pop o colte che un computer analizza restituendoli deformati, mentre a loro volta gli strumenti copiano la sintassi logica dei computer: c’è qui tutto il corto circuito fra cultura e comunicazione. Saison des cris del francese Sighicelli, qui in prima assoluta, è un lungo pezzo in quattro movimenti che mette a confronto le dimensioni sonore degli strumenti acustici e di grida umane, esclamazioni, appelli, preghiere, giochi, disperazione.
Evento particolare di questo concerto sono i due segmenti sonori  dell’argentino Martin Matalon che completano la serie di Traces, cinque pezzi per diversi strumenti soli e dispositivi elettronici in tempo reale, rivolti alla ricerca di nuove strutture formali oltre alla velocità, al ritmo, al timbro, alla dinamica. All’assoluto inedito di Traces IV si affianca Traces V, otto minuti divisi in due movimenti collegati che lavorano sul contrasto di densità e leggerezza: una mistura di clarinetto ed elettronica spezzata da silenzi, che viene condensata fino a divenire materia sonora stratificata, come se passasse da un informe caos senza tempo alla vita.

Court Circuit viene fondato nel 1991 da Philippe Hurel e Pierre-Andé Valade, con l’obiettivo di formare un ensemble di solisti scelti non solo per il loro virtuosismo, ma anche in base al proprio personale interesse per la modernità e per l’esperienza specifica nell’ambito della musica contemporanea.
Composto dunque da strumentisti d’alto livello, questa formazione s’impone rapidamente come un ensemble di prim’ordine. Oltre ai concerti dati in Francia (IRCAM, Radio-France, Institut Finlandais a Parigi, Arsenal di Metz, Cité de la Musique, Auditorium del Louvre, Maison de la musique di Nanterre, Collectif e Compagnie d’Annecy, Festival Musica a Strasburgo, Aix-en-Provence, 38èmes Rugissants, Aujourd'hui Musiques a Perpignan, Why Note a Dijon, Aspects de la musique contemporaine a Caen...), Court Circuit è associato all’ensemble Bit20 di Bergen per gli scambi internazionali, ai quali partecipa sotto la denominazione "Projet-Fondation3".
Court-Circuit è regolarmente invitato ai festival musicali all’estero, tra cui quelli di Witten, Darmstadt, Oslo (Ultima), Bergen (MusicFactory), Helsinki, Trondheim, Vilnius (Gaida), Tallinn (Nyyd), Reggio-Emilia, Vienna (Wien Modern), Varsavia (Warsaw Autumn), Roma (Roma Europa), Alicante, Parma (Traiettorie), Montréal (MNM).
Court Circuit ha inciso i lavori di Tristan Murail, Philippe Leroux, Thierry Blondeau, Gérard Grisey, Daniel D’Adamo, Philippe Hurel, Joshua Fineberg, Martin Matalon, Roger Reynolds, Jena-Luc Hervé.

Ufficio Stampa: Studio alfa
tel. e fax 06. 8183579, e- mail:
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responsabile ufficio stampa e P.R. Lorenza Somogyi Bianchi, cell, 333. 4915100
addetto stampa Olivia Volterri, cell. 338 5690870

PROGRAMMA RASSEGNA

15/09
Piazzale della Steccata, ore 18.30
Nextime Ensemble
Danilo Grassi, direttore

Percussionisti
Lisa Bartolini
Athos Bovi
Danilo Grassi
Paolo Pasqualin
Pedro Perini
Antonio Somma
Biagio Zoli

Steve Reich
Drumming (I parte) (1970-71), 20’

Iannis Xenakis
Persephassa (1969), 28’

John Cage
Third construction (1941), 15’

16/09
Teatro Farnese, ore 20.30
Court Circuit
Laurent Cuniot, direttore

Jérémie Fèvre, flauto
Pierre Dutrieu, clarinetto
Nicolas Miribel, violino
Alexis Descharmes, violoncello
Didier Meu, contrabasso
Jean-Marie Cottet, pianoforte
Eve Payeur, percussioni
Philippe Cornus, percussioni

Thierry Coduys, assistente musicale
Vincent Baltz, direttore di scena

Allain Gaussin
L'harmonie des Sphères (2006, prima nazionale), 13’
per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte e percussioni

Martin Matalon
Traces IV (2007, prima assoluta), 7’
per marimba e elettronica

Andrea Cera
Dueling Zombies (2007, prima assoluta), 11’
per violino, violoncello, contrabbasso, pianoforte, 2 percussionisti e elettronica

Martin Matalon
Traces V (2007, prima assoluta), 8’,5’’
per clarinetto e elettronica

Samuel Sighicelli
Saison des cris (2007, prima assoluta), 25’
per clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, percussioni e elettronica

20/09
Teatro Farnese, ore 20.30
Ensemble Recherche
Martin Fahlenbock, flauto
Jaime González, oboe
Shizuyo Oka, clarinetto
Melise Mellinger, violino
Barbara Maurer, viola
Åsa Åkerberg, violoncello
Klaus Steffes-Holländer, pianoforte
Christian Dierstein, percussioni

Isabel Mundry
Sandschleifen (2006), 13’
per violino, viola, violoncello, pianoforte, percussioni

Hilda Paredes
Homenaje a Remedios Varo (1995-96), 12’
per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, percussioni

Nicolaus A. Huber
O dieses Lichts! (2002), 15’
per flauto, violoncello, pianoforte

Mauricio Kagel
L’art bruit (solo for two) (1995), 22’
Per percussioni e assistente

York Höller
Fluchtpunkte (2006), 7’
per flauto, oboe, clarinetto, pianoforte, percussioni

22/09
Teatro Farnese, ore 20.30
Trio Fibonacci
Julie-Anne Derome, violino
Gabriel Prynn, violoncello
Jacynthe Riverin, pianoforte

Jonathan Harvey
Piano trio (1971), 14'

Ana Sokolovic
Portrait parle (2005, prima nazionale),14'

Enno Poppe
Trauben (2005, prima nazionale), 15'

James Clarke
Piano trio (2001, prima nazionale), 7'

Henri Pousseur
Sursauts 2 (2002/2004, prima nazionale), 10'

Michael Finnissy
Possession du condamné (2006, prima nazionale), 8'

25/09
Teatro Farnese, ore 20.30
Spectra Ensemble e Luigi Gaggero
Filip Rathé, direttore

Luigi Gaggero, cimbalom
Charlotte Riedijk, soprano

Jan Vercruysse, flauto
Kris Deprey, clarinetto
Jan Van Duffel, corno
Pieter Jansen, violino
Bram Bossier, viola
Peter Devos, violoncello
Luc Van Loo, pianoforte
Frank Van Eycken, percussioni

Nicolaus A. Huber
Die leber des Prometheus (2004, prima italiana), 13'
per soprano, flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte

György Kurtág
Tre pezzi per clarinetto e cimbalom op. 38 (1996), 5’

Lucien Goethals
Ladrido (1981), 7’
per soprano, clarinetto, corno, percussioni

György Kurtág
Tre altri pezzi per clarinetto e cimbalom op. 38a (1996), 3’

Karel Goeyvaerts
Litanie IV (1986), 15’
per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, soprano

Luca Francesconi
Kubrick's Bone (2005, prima italiana), 28’
concerto per cimbalom e ensemble
per cimbalom solo, flauto, clarinetto, corno, violino, violoncello, pianoforte, percussioni

28/09
Teatro Farnese, ore 20.30
Concerto Elettroacustico
Nicola Baroni, violoncello
Athos Bovi, percussioni

Marco Marinoni
Friction (2007, prima assoluta), 12’
per violoncello e live electronics

Con /Friction/ Marco Marinoni non si limita a rielaborare dal vivo il suono del violoncello ma lavora in tempo reale su algoritmi di modificazione del suono, spazializzazioni di tracce preregistrate e di suoni strumentali per esplorare l´attrito fra evento e senso.
Gli effetti sonori di /Funus/ di Andrea Agostini, ripresi dal nastro live da una tastiera di pianoforte percossa, assumono i contorni espressivi di un´aura austera e sacrale, non lontana da quella di un Requiem. Su un altro piano conoscitivo si pone invece l´esperimento di Gian Marco Mora, che sistema il suono di violoncello e di percussioni di diverso timbro - tamburi di legno a fessura, tam tam, gong cinesi, timpani, piatti - dando illusione che il suono propagato sia solo acustico e sviluppando una morfologia "a pannelli" di densità, intensità e spettro variabili. Il titolo, Unperfect reading in a freak age, che svela un´anfibologia fonetica ("free Cage" ma anche "free cage", dove cage vale "gabbia") è una riflessione sulla tendenza dell´inconscio di un ascoltatore a creare personalmente all´interno di un testo dato. Su analoghi sentieri: illusioni di suoni o distorsioni di quello che vorremmo fosse il suono sono le polarità entro cui si muove l´analisi di Tagli mobili d'ombra di Stefano Trevisi, analisi dell´attacco e della distorsione estrema del suono di un violoncello "preparato" con oggetti sulle corde e sulla reazione fra violoncello che determina densità e forma dei suoni elettronici o suono elettronico che si sovrappone e si mimetizza con quello del violoncello. Theodore Lotis lavora infine su un piano ancora del tutto diverso: approfondisce un fatto musicale noto alla cultura da oltre due secoli come l´"Arioso dolente" della Sonata per pianoforte op. 110 di Beethoven, registrato al pianoforte da Maria Metaxaki, sulla cui dimensione emotiva Lotis ha sovrapposto il proprio commento mantenendone le caratteristiche melodiche e armoniche, e utilizzando trasparenza e luminosità dello spettro sonoro in contrasto con il colore del suono beethoveniano.

Theodore Lotis
Arioso Dolente/Beethoven op.110 (2002), 7’,10’’
per nastro

Gian Marco Mora
Unperfect reading in a freak age (2007, prima assoluta), 7’
per violoncello, percussioni e live electronics

Andrea Agostini
Funus (2005), 10’
per nastro

Stefano Trevisi
Tagli mobili d'ombra (2006), 10’
per violoncello e live electronics

03/10
Auditorium Paganini 20.30
Alexander Romanovsky
pianoforte

Si spostano all´AUDITORIUN PAGANINI gli ultimi appuntamenti di TRAIETTORIE 2007. Il *3 ottobre* prossimo alle ore *20.30* in programma il concerto per pianoforte solo di *_ALEXANDER ROMANOVSKY_*. Anche in questa edizione Traiettorie propone due concerti, li ultimi due, particolari per un festival tradizionalmente dedicato al repertorio contemporaneo e dedicato idealmente al materiale storico nel quale affondano alcune radici della modernità. In programma questo prossimo mercoledì Robert Schumann con /Arabeske/ Op.18 (1838-1839, 6´34´´); Alexander Scriabin con la /Sonata no.9 Op.68/ /"Messa nera"/ (1912-1913, 8´) e con/ Vers la Flamme, Op.72/ (1914, 6´); Johannes Brahms con le /Variazioni su un Tema di Paganini, Op.35/ (1862-1863, 22´36´´); Dmitry Shostakovich con le /3 Danze Fantastiche, Op.5/ (1925, 3´56´´) e gli /Aforismi, Op.13 /(1926-1927, 14´). E, per concludere, Sergej Prokofiev con la /Sonata No.7, Op.83 /(1939-42, 18´40´´).

Alexander Romanowsky ha costruito un programma ricco collegamenti e interconnessioni: pezzi giovanili di Schumann e Shostakovich, e le scure atmosfere di Skrjabin e Prokofiev, con al centro il colosso delle Variazioni Paganini di Brahms. La breve Arabeske di Schumann è un esempio spesso sottovalutato di aspirazione all´ascolto di una musica interiore, di una sonorità che esiste al di là di quella percepita, e che rappresenta la sua grande modernità. Il pezzo di Schumann si riallaccia a un procedimento assai più sottile e subliminale utilizzato da Brahms nella costruzione del doppio ciclo di variazioni sul ventiquattresimo Capriccio di Paganini, basata sull´evoluzione di motivi, un procedimento su cui Schönberg fisserà gran parte della propria dimostrazione del "progressismo" brahmsiano e sul quale fonderà il proprio serialismo. Queste variazioni scritte nel 1862 sono chiaramente studi esecutivi (ognuna affronta un problema tecnico) ma si allineano guidando l´ascoltatore con un percorso programmato di associazione per via di motivi sotterranei, riunendo implicitamente gruppi di variazioni consecutive, con un procedimento anch´esso molto contemporaneo perché sfrutta la percezione interiore dell´ascoltatore, il rapporto con il suo mondo di associazioni percettive.

Con il sedicenne Shostakovich delle Danze fantastiche del 1922 si può invece parlare di ascolto "psicologico", anche se non certo ai livelli di Skrjabin nella Nona Sonata, il cui soprannome "Messa nera" non è lontano dalle atmosfere degli ambienti esoterici e filosofici che il compositore russo frequentava nel 1913. Il pezzo dura una decina di minuti, per due terzi dei quali il pianoforte sembra muoversi con timidezza e ambiguità poi esplode e si riplaca in uno strano effetto sonoro, ma l´approdo è il buio, così come lo spazio nel quale l´anno successivo si muove il pianoforte in Vers la flamme, prefigurazione della tragedia che si sta per abbattere sull´Europa. E che avvertirà anche Prokofiev nel 1942 nella Settima Sonata, eseguita per la prima volta da Svjatoslav Richter, un pezzo schizofrenico e fatalista, che alterna un primo movimento sfuggente, un secondo dolciastro e un finale come una danza tragica.

Alexander Romanovsky, nato in Ucraina nel 1984, ha dimostrato uno straordinario talento dalla precoce età. A undici anni Alexander Romanovsky suonava già con Vladimir Spivakov ed i Virtuosi di Mosca con i quali si è recato in tournée a Mosca, Kiev, negli Stati Baltici ed in Francia. A tredici si è trasferito in Italia per studiare con Leonid Margarius all´Accademia Pianistica di Imola. Nel 1999 è stato nominato "Honoris causa" Accademico della Regia Accademia Filarmonica di Bologna per la sua interpretazione delle Variazioni Goldberg di Bach. A quindici anni avevano ricevuto questo titolo solo Mozart e Rossini. Nel 2000 fece le sue prime apparizioni in Giappone suonando una serie di concerti a Yokohama, Osaka, Okinawa ed altre città.
Nel 2001 Alexander Romanovsky attira su di sé l´attenzione internazionale vincendo a soli diciassette anni il prestigioso Concorso "F. Busoni" a Bolzano. Gli anni successivi lo hanno visto apparire in decine di concerti nelle più importanti sale italiane ed europee e nonostante sia solo agli inizi di una carriera internazionale, è già stato ospite di importanti festival internazionali come La Roque d´Anthéron (2005 e 2006) in Francia, Klavier Festival Ruhr in Germania (2002), Chopin Piano Festival in Duzhniki in Polonia (2003), Festival Pianistico Internazionale "Arturo Benedetti Michelangeli" di Brescia e Bergamo (2003, 2005, 2006).

Robert Schumann
Arabeske Op.18 (1838-1839), 6’34’’

Alexander Scriabin
Sonata no.9 Op.68 “Messa nera” (1912-1913), 8’
Vers la Flamme, Op.72 (1914), 6’

Johannes Brahms
Variazioni su un Tema di Paganini, Op.35 (1862-1863), 22’36’’

Dmitry Shostakovich
3 Danze Fantastiche, Op.5 (1925), 3’56’’
Aforismi, Op.13 (1926-1927), 14’

Sergej Prokofiev
Sonata No.7, Op.83 (1939-42), 18’40’’

07/10
Auditorium Paganini, ore 20.30
Quartetto Amati e Eduard Brunner
Sebastian Hamann, 1° violino
Katarzyna Nawrotek, 2° violino
Nicolas Corti, viola
Claudius Herrmann, violoncello

Eduad Brunner, clarinetto

J.S. Bach
da Die Kunst der Fuge (1748-1749), 14‘ c.a.
Contrapunctus 1: Einfache Fuge über das Grundthema in seiner Urgestalt
Contrapunctus 3: Einfache Umkehrung des Themas
Contrapunctus 5: Gegenfuge über das variierte Thema und seiner Umkehrung in einer Wertgröße
Contrapunctus 6: Gegenfuge über das variierte Thema und seiner Umkehrung in zwei Wertgrößen
Contrapunctus 1: Einfache Fuge über das Grundthema in seiner Urgestalt

Anton Webern
Langsamer Satz (1905), 10’

Isang Yun
Klarinettenquintett Nr.2 (1994), 22’
UA durch E.Brunner und AQ

J.Brahms
Klarinettenquintett in h-moll op.115 (1891), 30’
Allegro – Adagio - Andantino/Presto non assai , ma con sentimento - Con moto

08, 09/10
Casa della Musica, Sala Concerti
Workshop per Compositori con Eduard Brunner
dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30
Da tre anni a questa parte l'Ensemble Edgard Varèse propone nell'ambito del festival un'attività didattica di alta formazione, che peraltro ha sancito il legame culturale e progettuale con l'Istituzione casa della Musica. Il Workshop per Compositori dà ai giovani autori la possibilità di confrontarsi con un grande interprete, scelto tra i più noti esecutori di musica contemporanea del nostro tempo. I precedenti workshop sono stati tenuti dal violinista Irvine Arditti e dal violista Garth Knox. L'edizione di quest'anno vedrà la presenza del clarinettista Eduard Brunner.


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