Bologna - 15 marzo - incontro 'La ricerca fotografica di Alexander Rodchenko' - Shenker Culture Club
Fino al 31 marzo - mostra fotografica “Alexander Rodchenko - The Museum Series Portfolios”

“Alexander Rodchenko - The Museum Series Portfolios”
Shenker Culture Club – via Indipendenza 67/2 Bologna
fino al 31 marzo 2007

nell’ambito della mostra:
15 marzo ore 18.00
incontro “La ricerca fotografica di Alexander Rodchenko”
con il Prof. Claudio Marra,
Docente di Storia della Fotografia all’Università di Bologna

Lo Shenker Culture Club di Bologna rende omaggio al grande costruttivista russo Alexander Rodchenko: 58 foto - scattate tra il 1924 e il 1947 - per riportare in primo piano la figura di uno dei fondatori del Costruttivismo e della grafica russa.

Un evento di grande valore storico e artistico che sta riscuotendo un grande successo e che si arricchisce di un nuovo appuntamento: il 15 marzo alle ore 18 lo Shenker invita all’incontro “La ricerca fotografica di Alexander Rodchenko” con il Prof. Claudia Marra, Docente di Storia della Fotografia all’Università di Bologna nonché uno tra i più importanti storici della fotografia Italiana, che illustrerà il significato della ricerca e della sperimentazione fotografica del grande fotografo e artista.
La mostra è inoltre prolungata fino al 31 marzo per permettere a chi ancora non l’ha visitata di non perdere un evento di grande valore museale.

Alexander Rodchenko è uno dei più celebri artisti costruttivisti e produttivisti ad emergere dopo la Rivoluzione Russa e fra i più apprezzati nomi “dell’intellighenzia” del periodo bolscevico.

Prima di indirizzarsi verso la fotografia e il fotomontaggio Rodchenko lavorò come pittore; poi, preso dall’entusiasmo futurista e dalla sperimentazione, passò alla grafica, al fotocollage e infine alla fotografia, riunendo talvolta le tre espressioni in un unico concetto artistico. Fu sostenitore dell’idea dell’arte come espressione della vita quotidiana; avverso all’arte ‘borghese’, nel “Programma del gruppo Produttivista” firmato insieme alla moglie Varvara Stepanova nel 1920, scrisse: “Abbasso il mantenimento delle tradizioni artistiche, viva il tecnico costruttivista”.

Le fotografie in mostra sono prodotte dal negativo originale, stampate dal nipote di Rodchenko nella camera oscura originale dell’atelier Rodchenko a Mosca, su lightfast paper, identica all’apparenza alla carta usata da Rodchenko negli anni ’20.

Le fotografie di Rodchenko sono contraddistinte da un’estetica assolutamente moderna e dalla sperimentazione. Sono visioni metafisiche che vogliono stupire: i tagli dei ritratti sono inconsueti e le angolature - spesso dal basso verso l’alto o dall’alto fino a schiacciare al suolo la figura - volutamente fuori fuoco o oblique.

Ritratti in studio di personaggi del mondo culturale della sua epoca tra i quali il poeta Vladimir Majakovksj al fianco del quale lavorò in diversi progetti; dei parenti - famoso quello della madre - e degli amici costruttivisti; immagini–documentario dell’architettura di Mosca del primo ventennio del Novecento, nonché il fotogiornalismo che supportava la politica sociale staliniana, sono le tematiche più ricorrenti nei suoi lavori.

Accusato di avvicinarsi troppo al fotografo occidentale Man Ray e di tralasciare la funzione sociale della fotografia in nome di una ricerca puramente estetica, fu lentamente messo da parte dal regime e boicottato. I suoi ultimi lavori segnano un ritorno alla fotografia di Stato: parate militari ed eventi sportivi illuminano la grande madre URSS.

Informazioni al pubblico
Bologna | Shenker Culture Club | 051 4211737
Da lunedì a venerdì 11.00 - 19.00 | sabato 10.00 – 12.00 | Chiuso domenica
Fino al 31 marzo 2007
Ingresso libero.

La mostra è organizzata in collaborazione con Photology.

Per informazioni: ufficio Stampa
Ufficio stampa Peliti Associati Milano – Tel 02.20480015
Federica Marini –
federica.marini@peliti.it

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ALEXANDER RODCHENKONOTE BIOGRAFICHE

Nato nel 1891 a San Pietroburgo da una famiglia della classe operaia Alexander Rodchenko iniziò molto presto a dedicarsi all’arte studiando all’Istituto d’Arte di Kazan, con Nikolai Feshin e Georgii Medvedev, e poi all’Istituto d’Arte Stroganov a Mosca. Nel 1915 fece i suoi primi disegni astratti, influenzati dal Suprematismo di Kazimir Malevich e dopo soli cinque anni fu nominato Direttore del Museum Bureau and Purchasing Fund dal governo bolscevico. Un anno dopo divenne membro del gruppo Produttivista, sostenitore del concetto di arte come espressione della vita quotidiana. Abbandonò la pittura per concentrarsi sulla grafica di manifesti, libri e film. Nel 1924 cominciò a praticare la fotografia, scattando ritratti di amici e parenti.
Le sue fotografie furono esposte per la prima volta nel 1927: fu l’inizio di una lunga serie di esposizioni, sia in Unione Sovietica che all’estero, tra cui da ricordare c’è la mostra “Dieci Anni di Fotografia Sovietica” a Mosca, nel 1928.
Dal 1923 al 1928 Rodchenko collaborò da vicino con Majakovksj. Rodchenko si unì al gruppo d'Ottobre, Oktiabr, come titolare della sezione fotografica ma venne espulso dopo tre anni con l'accusa di eccessivo formalismo. Nel 1933, gli venne imposto dalle autorità l’obbligo di ritrarre esclusivamente eventi di Stato. Tornò alla pittura nei tardi anni Trenta, smettendo di fotografare nel 1942, e producendo lavori astratti espressionisti negli anni Quaranta. In questi anni continuò ad organizzare esposizioni fotografiche per il governo.
Morì a Mosca nel 1956.


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