COCCOle, SANgue, sANTi e prostiTUTe
Simpatici animaletti innocenti e irresistibili bambolone. Santi e beati... ma non è tutto oro quello che luccica...

Gli allegri amici dell’albero
(
http://www.happytreefriends.com)
Il titolo promette tenerezza, l’aspetto dei personaggini coinvolti assicura coccole e mielosità. Gli Happy Tree Friends si presentano come una ciurma di colorati e simpatici animaletti degni dei più innocenti cartoon di stampo disneyano. E anche qui di cartoon si tratta, brevissimi ed esilaranti, ma per stomaci forti. Coniglietti, orsacchiotti, porcospini e piccoli scoiattoli, sdolcinati e sorridenti, sono protagonisti, infatti, di una delle realtà più cruente, sanguinose e orrorifiche rintracciabili per la rete.
Solo il famigerato Rotten (
http://www.rotten.com) mantiene ancora dignità di concorrente alla pari (in ambito). La genialità di quanto vi troverete dinnanzi scegliendo di vedere i mini-cartoon sul sito, sta nell’insanabile contrasto tra la natura dei protagonisti e quella delle storiacce nelle quali rimangono invischiati. Semplicemente deliranti. Non importa quanto comincino bene le loro innocenti giornate, termineranno sempre e comunque in maniera cruenta. È così che una carinissima recita scolastica natalizia evolverà inevitabilmente in una carneficina, pretestuosa nell’incipit, ma cospicua nelle conseguenze.
Probabilmente anche istruttivo, sui generis, è l’intento di Kenn Navarro e Rhode Montijo (gli autori) nel volerci mostrare quanto possa essere rischioso, per sé e per gli altri, esser travestito da abete addobbato e trovarsi capofila durante l’evacuazione di un teatro in fiamme.
A conferma del fatto che il “cartone animato” non sia una prerogativa dell’infante, siamo certi che non vi verrà mai in mente di far sbirciare neanche 30 secondi di quelli in questione ai vostri bambini. Se voi invece gradite, potete farne un’overdose acquistandone i tre DVD in cui sono raccolte tutte le avventure. E se poi diventate aficionados, andate a dare una sbirciata ai gadget: ce n’è per tutti i gusti.

Mmm… che bambola! (ovvero, posso pure accontentarmi di un amore di plastica)
(
http://www.realdoll.com)
E che tristezza, aggiungerei io! Ma ve lo immaginate, cenetta romantica, lume di candela, un jazzettino di sottofondo a creare la giusta atmosfera e il/la vostro/a partner un iperrealistico agglomerato di silicone… Si, avete capito bene, qui si va ben oltre la classica e un po’ goliardica bambola gonfiabile, pneumatica consolazione di non pochi uomini soli, qui l’aberrazione è totale, l’effetto raccapricciante alla “Weekend con il morto”. Le bambolone sono iperrealiste nelle forme e nelle espressioni, completamente personalizzabili, dalla tonalità della “pelle” (si va dal nero-sud-africa all’azzurro-puffo) a lunghezza e colori di capelli e unghie e via macabrando…
I prezzi si aggirano tra i 3 - 4.000 dollari per i modelli base, chiaramente vibrazioni e optional vari si pagano, e pure cari. Tra le notabili disgustosità sparse per il sito-vetrina (l’unico posto, sottolineano orgogliosi i creatori, dove è possibile acquistare le Realdolls originali) meritano menzione speciale:
1) La foto di una biondona in precarissimo equilibrio fintamente disinvolto con tanto di didascalia “Le Realdoll non restano in piedi senza essere sorrette”;
2) Una mini-animazione in cui, per dimostrare la consistenza delle cadaverone, un panettiere (lo si direbbe dalla manualità) impasta e rimesta due seni posticci.
3) Un Real-bambolo comodamente seduto sulla sua poltrona di pelle sorseggia pensieroso un boccale di birra.
Tutta da godere poi la sezione “Che genere di persone acquista le Realdoll”… e poi via, sbizzarritevi pure in plastiche performances!

I Santi Patroni del graphic design
(
http://www.lynnster.com)
Dopo il profano fin qui discusso, troviamo adesso debito spazio per un po’ di sacro, e andiamo a trattare di una curiosa raccolta di icone finto-sante raffiguranti i sei famigerati protettori di ogni designer. Si va da Santa Ansietà Martire, protettrice delle consegne-scadenze impossibili, a San Typo, patrono del controllo ortografico e delle ricerche su Google. Folle ma necessario questo progetto, a detta dell’autrice, in quanto tutti erano coperti da un santo protettore, tutti tranne i designer. Il tutto è estremamente curato, dalle immagini, dove accanto agli oli sgargianti classici dell’iconografia sacra trovano posto monitor, tastiere e mazzette pantone, alle agiografie, ricostruite certosinamente, previe lunghe ricerche e immani spulciate di libri e libroni. Beh, anche questa è fatta, no? Bah…

Spazi pubblici Meneghini
(
http://www.mipublicspace.net
Nato nell’ambito della manifestazione “Con altri occhi: La città vista dai giovani artisti”, il progetto MIpublicspace consiste in un tentativo di riconsiderare la propria percezione della realtà urbana, attraverso l’individuazione, all’interno di una mappona interattiva della città di Milano, di quelle realtà subculturali e suburbane nelle loro zone di attecchimento. Le categorie considerate sono: prostitute, artisti di strada, polizia, skaters, graffitari, clochard e punk, mercato nero (pusher & co.), centri sociali e luoghi di attentati terroristici. E c’è pure la possibilità per gli utenti di aggiornare la mappa in base alle proprie esperienze. Utilità basculante, ma comunque interessante.


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