2 sillabe di GENIalità
Dalla TV che non trasmette niente... al CANcatalogo di nome Pisolo. Da una spettacolare interfaccia multi-multi-multi-choise... a un sito che vi farà curiosare nel giardino di casa vostra da un'angolazione MOLTO particolare!

Prendo coscienza solo adesso di non aver mai condiviso con voi uno dei miei più grandi net-amori, e, pronto a rimediare, mi batto colpevolmente il petto. Raggiro il difetto di forma circa l’essere carne-e-ossa e non pixel-e-bit del soggetto in questione attraverso un net cavillo che lo rende comunque atto-ad-esser-trattato tra queste righe. Il soggetto: Gipi, fumettaro e regista di cinema breve, bipede fiorentino. Il net-cavillo: gestisce 2 web-mondi nei quali riversa puntualmente il frutto delle sue scintille sinaptiche. Baci dalla provincia (www.bacidallaprovincia.com) e SantaMariaVideo – la TV che non trasmette niente (www.santamariavideo.tv), un comic-blog il primo, una non-streaming TV la seconda.
Denominatore comune Gipi, appunto, che, maestro indiscusso di ogni grafismo, si dimostra anche un superlativo imbastitore di storie. Lo spirito delle sue creazioni ricalca il suo personaggio (che ho avuto il privilegio di incontrare in occasione del Lucca Comics&Games un paio di anni fa): pacate, ironiche, acidamente sapide e sagge, tenere e melanconiche. Lo dimostrano le sue tavole che, non di rado, pubblica su Baci dalla Provincia all’umile ricerca di critiche e approvazioni, prima che le stesse vedano la luce su pregevoli edizioni cartacee. È stato emozionante avere tra le mani “Appunti per una storia di guerra” dopo averne vissuto per mesi il web-travaglio.
Stesso discorso va fatto per SantaMariaVideo, casa-non-produttrice di cortometraggi, con disponibilità (e non scelta politica) di mezzi a basso costo: le non-produzioni, vincitrici senza pretese di un numero non indifferente di premi e riconoscimenti nazionali e trans-nazionali, sono tutte liberamente scaricabili sul sito alla faccia, fa amabilmente notare Gipi o chi per lui, dell’Urbanica normativa a proposito di copyright e affini. Assicuro innamoramento istantaneo soprattutto a chi propenso non è.

Pisolo è il mio cancatalogo
“Pisolo è il mio cancatalogo, perché più che un incrocio è veramente un catalogo di tutte le razze canine e animali e forse vegetali apparse sulla Terra (…) Potrei descriverlo così: Corpo cilindrico da porcello. Zampe davanti da ornitorinco. Zampe dietro da rospo cavallerizzo. Orecchio destro dritto da volpe del deserto. Orecchio sinistro pendulo da cocker. Muso da pterodattilo occhi da camaleonte naso da bufalo baffi da birraio e denti da piranha. Culo da papera. Coda ritorta da scimmia. Pelo di cinfalepro pezzato e maculato. Non saprei precisare il colore. Diciamo color straccio di benzinaio. Il tutto con qualche cromosoma di pipistrello, di caimano e di oloturia.” Così Margherita, ultima figlia letteraria del “Lupo” (Stefano Benni -
www.stefanobenni.it, N.d.A.), parla del suo cane, dandomi un pretestuoso, ma colto, incipit per parlare di una delle web-stupidate più roboanti della rete. Chiaramente mi scuso col maestro per l’infelice accostamento. Beast Blender (www.beastblender.com), il miscelatore di bestie, si chiama il sito, e altro non è che ciò che dice di essere, né più, né meno.
In apertura una sfilza di animali in attesa di essere sezionati per dar vita a un novello zoomorfo Frankenstein a chissà che scopo: “Noi non creiamo mostri, ma bestie spettacolari fatte di comuni animali”, dicono i creatori del sito. Beh, contenti loro e le centinaia di utenti che giornalmente si dilettano con scempiaggini di vario grado, tutte in bella mostra nella sconfinata e ributtante galleria del sito. Quasi dimenticavo: troneggia ancora il sottotitolo “La svolta futura della scienza o la piega artistica della forma?”. Ci auguriamo né l’una né l’altra.

MOMU, il coreano
Dove MO.MU. è puntato e sta per MObile MUseum (www.momu.co.kr). Ha gli occhi a mandorla questa segnalazione ed è, in tutta onestà, una delle realtà più spettacolari in cui mi sono imbattuto in oltre 10 anni di onorata navigazione. Una musichetta spensierata fa da tema a un’interfaccia multi-multi-multi-choice che lascia presagire contenuti mirabolanti: il linguaggio e i colori sono quelli dei cartoon orientali, semplice il primo e accesissimi i secondi. Compaiono fin da subito simpatici personaggini che si preparano a far da ciceroni durante una visita che, a quanto pare, potrebbe impiegare giorni interi. Circa 20 le sezioni tra cui scegliere: dalla storia del telefono cellulare alla sua tecnologia, dalla casa digitale alla mobile family. Io ho scelto senza indugi (!!) la mobile town e quello che mi si è parato dinnanzi andava ben oltre ogni più futuribile aspettativa. Una vera e propria cittadina (un po’ à la Sim City), completamente navigabile, con tanto di ulteriore multi-choice tra i componenti di una tridimensionale famigliola, nonno compreso, pronti ad accompagnarci tra i telefono-morfi locali della ridente località. Da 10 e lode oltre l’impatto visivo anche la navigabilità (originale e intuitiva), nonché la spropositata quantità di contenuti, apparentemente interessanti. Unica pecca (e giustificherete l’”apparentemente” appena utilizzato): tutto ciò che di testuale vi è contenuto (fatta eccezione per i titoli) è rigorosamente scritto in COREANO!!! Una goduria per gli occhi…

Semplicemente, Terra!
Per motivi di spazio (e anche perché è più emozionante scoprirlo da sé) vi segnalo, in volata, Google Earth (www.earth.google.com): sappiate solo che sono riuscito a vedere in qualità fotografica, a meno di 30 metri d’altezza, il giardinetto di casa mia ripreso da satellite. Postilla: sappiate che esiste anche Google Moon (www.moon.google.com). Fate un po’ voi…


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