Gli artisti Bazar Style di Dicembre 2006

Enrico Berto

Dipendenza, genio e sregolatezza. Questi i componenti chimici che danno corpo all’alchimia sonica di Enrico Berto. Dipendenza dalla chitarra, è inteso. Da quando ha messo le mani addosso al diabolico strumento non ha più potuto farne a meno. Da un paesino ai piedi delle Prealpi Friulane (Pordenone) inizia il suo percorso. Lento e deciso, fino all’incontro con Giorgio Canali e Bugo, passando per il Guitar Institute of Technology di Holliwood e la School of Audio Engineering di Londra.

Difficile individuare le coordinate nella musica dell’artista friulano. Quello di Enrico è un indierock strampalato, sebbene non manchino giocose intrusioni troniche, dalla chiara impronta glitch e dal sapore vintage, che ricordano tanto i videogames anni ‘80. E non solo: nella line up del giovane autore c’è anche spazio per semplici ma dense ballate, come in Semi. Il fil rouge che unisce tanto eclettismo è individuabile in un suono che corre su binari sbilenchi ma sapienti. E’ la musica di chi sa bene come si usano gli strumenti del mestiere e sceglie di farne un uso spericolato. Classe 1978, aria sbarazzina, tra glamour e decadance. I testi di Enrico parlano del quotidiano, carichi di umorismo e di dettagli inutili alla narrazione: ma che piacciono proprio per questo. “I miei testi – racconta – nascono da un’urgenza di raccontare una storia, una sensazione. Le idee sbocciano di vita propria come fiorellini nel mio cervello”. E dalla prima alla stesura definitiva possono passare anche mesi. Un lungo travaglio di raffinata limatura, che può coinvolgere altre persone: “In Superficiale e Semi questo lavoro è stato fatto da Giorgio Canali”.

Per l’artista friulano il suono è una vera passione, così il suo fissaggio. Monta un suo studio di registrazione: Mushroom, attivit collaterale a quella del palco. Poi l’incontro con Bugo, con cui suona attualmente. Non è un caso, quindi, se la musica di Enrico assomiglia molto a quella del cantautore di Sguardo contemporaneo: “Per lui ho prodotto e suonato il suo nuovo singolo, in duetto con Violante Placido: Amore mio infinito”. Inguaribile animale da palcoscenico, l’autore prealpino partecipa al progetto sperimentale Dionysus, con Massimo De Mattia (Splasch records), Paolo Parigi (Prozac+), Stefano Muzzin (T.A.R.M.), Luca Grizzo (Capitan Jive) e all’artista figurativo Massimo Poldelmengo. Questo mese, il 12 dicembre, suoner a La Gabbia di Vicenza e, il 20, al Circolo degli artisti di Roma. Non perdetelo!

Enrico Berto lo trovi su: http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewProfile&friendID=89855106


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