VOCI dall' Aula 1
di Patrizia Angona

Stanno per cominciare i corsi all'università e mi "avvento" sul computer per cercare sul sito della facoltà (dalle bacheche web, non esistono più quelle cartacee) i corsi che mi interessano considerando ovviamente chi li tiene, programmi, luoghi e tutte le informazioni che tra una sigaretta e l'altra scorrono nei corridoi. Scelgo tra le (ventotto!) materie anche il corso di scrittura o laboratorio come lo chiamano.
Felice penso: finalmente potrò scrivere (no, lo faccio già ) o qualcuno correggerà ciò che scrivo (no,non mi piace che mi si corregga dentro). Finalmente penso, qualcuno leggerà ciò che scrivo o leggerò qualcosa che è stato già scritto.
Ok lo seguo, tanto mi danno quattro crediti, non ci sono libri di professori incalliti da acquistare per forza e poi dopo Linguistica e Semiotica rimango in tema.

La prima lezione.
Sto ancora addentando il mio panino ed un sorriso mi blocca alla porta: è una ragazza con una T-shirt (maglietta per gli stranieri) a maniche corte ( non avrà freddo?) e una strana scritta.

Cerco posto, che fatica, e vedo un ragazzo con la stessa T-shirt, vabbè vorranno pubblicizzare uno dei negozi "Bazar" lì in zona (siccome sono in pochi uno in più non guasta).

Accanto a me un volto secchione e dico: oddio questa adesso appena rispondo al telefono (il mio ragazzo geloso) comincerà a dire "sssiiiizzz se non ti interessa vai fuori!!!!" ed io che non potrò spiegarle la gelosia di lui parlerò così piano da farlo sospettare.

Non sono due ragazzi con la stessa maglia ma cinque! Chiedo alla secchiona: “Ma la prof. deve ancora arrivare??”, e lei giustamente: “Sì, non l'ho ancora vista!”.

Ad un certo punto qualcuno prende il microfono (io il libro di ieri) e comincia a parlare mentre delle immagini colorate a volte familiari vedo sullo schermo.
Chiudo il libro. Non è la proprietaria di un negozio cinese o marocchino è la professoressa (ha l'età della mia amica Monica)! Accanto a lei un uomo paffutello, pochi capelli, fino all'ultimo penso che forse è lui il prof e la ragazza abbronzata con la T-shirt l'assistente, mi sbaglio.
E' visibilmente emozionata, agitata e molto ma molto contenta.
Prendo la penna e chiedo un foglio, adesso ci dirà quanto dura (il corso), quando si fà l'esame ecc.... no. Non ce lo dice!!!! Pare che non lo sappia!????!!! (Meno male che si è ricordata di venire sento dal fondo dell'aula). Ci dà un indirizzo e-mail a cui rivolgersi. Oddio, penso, quando scrivo la mail, la leggono e mi rispondono io vado fuori corso!

Parte (nel vero senso del termine) con informazioni, curiosità , esempi, esperienze, battute, immagini, sguardi, smorfie, foto....faccio con gli occhi una breve panoramica quasi a cercare qualcosa di simile a me nell'aula e vedo sopracciglie aggrottate, musi all'ingiù e teste vuote.
Passa la parola e il microfono come fosse una staffetta ad una sua collega o collaboratrice o amica la quale ci spiega il suo ruolo all'interno del giornale e così via.
Rimango a volte entusiasta, un po' invidiosa e molto incuriosita di quello che accadrà al termine della lezione (conosco i miei polli), intanto mi annoto un paio di domande che non rivolgerò forse (è anche permalosa).

Il suo entusiasmo mi (ci) spiazza, l'amore per il suo lavoro è così evidente che muoio dalla curiosità di visitare il sito o leggere il giornale. Ma in tutto il suo entusiasmo e nel trasmettercelo (perchè a dispetto di quanto vogliono far credere è arrivato a tutti) si è dimenticata di essere nell'aula di una Facoltà dell' Università della città di Roma.

Siamo tutti incantati di fronte al futuro non solo professionale ma nella vita in genere, riconosciamo ciò che ci piace e abbiamo paura ad ammetterlo, per paura di non farcela, per paura di non essere capiti, per paura di lottare, per paura di un rifiuto, un giudizio, per paura e basta. Il suo modo irruento di entrare in aula di presentarci qualcosa che secondo non è nuovo o invisibile, non consueto ma non impossibile ci ha reso o fatto sentire ancora più piccoli, impotenti e la reazione è stata di dissenso ma ammirazione.
Tutto questo parafrasare per concludere con un "complimenti" il suo entusiasmo è contagioso, il suo lavoro ci aiuterà e magari incoraggerà anche se siamo pur sempre degli" allievi" in una Facoltà più o meno interessati ad imparare e migliorare.

In bocca al lupo a tutti voi e anche a me.


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