l'aRte in coRpo
Piercing, tatuaggi, moDificazioni del corpo e scarificazioni. I ragazzi (e non solo) usano il corpo come un vestito da griffare. Analisi di un fenomeno ormai diventato di maSSa.

in collaborazione con gli studenti dell'Università La Sapienza di Roma

Sin dall’antichità uomini e donne decorano, ornano e trasformano il proprio corpo a fini estetici o per norme e consuetudini della cultura di appartenenza.

modificazioni del corpo corpi mutanti


Tatuaggi, piercing e riti di modificazione corporea nascono in epoche lontanissime, ma, subendo trasformazioni socio-culturali, arrivano fino ai giorni nostri. Il fenomeno in occidente è nato all'interno di specifici contesti sottoculturali, ambiente punk ed omosessuale in primis, come critica e opposizione alle norme sociali dominanti, siano esse ideologiche, politiche, economiche o estetiche. 

Benché la storia e l’antropologia mostrino che bucare il proprio corpo per inserirvi dei monili o decorarlo con un tatuaggio siano, in realtà, la più antica e spontanea espressione della creatività umana, nella nostra società coloro che vi ricorrono sono guardati con sospetto e diffidenza. Suscitano timore, e tutto ciò che è caratterizzato da un basso grado di integrazione viene spinto ai margini, allontanato dalla società.

Negli ultimi decenni queste pratiche si sono progressivamente spogliate dei loro più profondi significati, che sopravvivono però all’interno dei gruppi neotribali, fino a diventare delle mode suggerite dalla strada e dallo star system; basti pensare a top model e attori di successo tatuati e perforati. I piercing cosiddetti leggeri (naso, orecchie, ombelico) impazzano soprattutto tra i giovani, così come rose, soli e piccoli animali tatuati sulle parti più visibili del corpo.

TATOO!

tatoo
Il procedimento è piuttosto semplice: la pelle viene bucata da aghi che iniettano pigmenti colorati. Ancor prima di questa fase, che rappresenta l’operazione finale, il tatuatore disegna l’oggetto prescelto con delle sostanze che si eliminano facilmente. Se il soggetto interessato è soddisfatto e convinto di voler procedere, si passa allo stadio successivo e definitivo.

E’ fondamentale che l’ambiente di lavoro sia asettico e pulito e, allo stesso tempo, che gli strumenti di lavoro siano tutti monouso o perfettamente sterilizzati. Il rispetto delle norme igieniche è una forma di tutela per l’utente perché preserva dal rischio di infezioni e malattie. 

Negli ultimi anni sono state messe a punto tecniche per la rimozione dei tatuaggi che prevedono l’asportazione dello strato di pelle colorata.

Simili a quelli permanenti sono i disegni creati con la pasta di henné, applicata utilizzando appositi pennelli. Questi pseudo-tatuaggi sono visibili dalle due alle quattro settimane; scoloriscono nel tempo in base al ricambio cellulare e alla frequenza con cui la parte interessata è a contatto con l’acqua.

UN BRAND DI SE STESSI

branding

Disegnare sulla pelle oggetti, frasi, segni, simboli religiosi e politici. Quanti di noi l’abbiamo fatto? E per quali ragioni?

Il numero dei tatuati cresce anno dopo anno, il trend è costante, e comprende persone appartenenti a tutti gli strati sociali, senza distinzioni rilevanti (vedi bibliografia).

Le differenze si riscontrano nell’analisi delle motivazioni che stanno alla base di una simile scelta. Per alcuni si tratta di opere d’arte frutto della creatività di esperti tatuatori, di espedienti estetici per mettere in risalto alcune parti del corpo, o di semplice emulazione.

Per i più, invece, il tatuaggio ha un significato intrinseco profondo. Rappresenta valori in cui si crede, ricorda esperienze passate dolorose, rapporti umani importanti; significa trasmettere la propria identità e la ricerca dell’individualità, dell’unicità.

All’ostentazione del disegno corporeo si contrappone l’atteggiamento di chi lo vive come parte della propria intimità e, quindi, lo protegge da sguardi estranei o comunque non ne rende palese il significato. E’ il caso degli ideogrammi giapponesi, che contengono un significato specifico ma non immediatamente comprensibile. Solo chi lo “indossa” sa quale idea esso simboleggi.

 

GLI AppuntaMENTI….

Nelle più importanti città mondiali ogni anno si svolgono meeting e convention X gli appassionati del tatuaggio e gli addetti ai lavori. A febbraio si tiene il Milano Tattoo Convention; giunto quest’anno alla sua 11esima edizione, detiene il primato come manifestazione del settore a livello europeo, mentre occupa il terzo posto in ambito mondiale.

Ecco la lista delle convention:

gennaio Convention Internationale de Tatouage & Piercing - Tolouse, Francia - www.tolousetattooconv.free.fr/ 

febbraio Milano Tattoo Convention www.milanotattooconvention.it Salt Lake City International Tattoo Convention - Stati Uniti - www.slctattoo.com 

marzo Tattoo Convention Frankfurt - Germania - www.convention-frankfurt.de/ Convencion Nacional de Tatuajes - Buenos Aires, Argentina-  www.mandingatattoo.com.ar/ 

maggio International Tattoo di Roma www.tattooexporoma.com 

agosto  Florida Tattoo Convention - Stati Uniti - www.floridatattooconvention.com TI-Tatoo Convention - Lugano, Svizzera - www.eyera-tattoo.ch 

Ottobre (6-7-8) International London Tattoo Convention - Gran Bretagna -  www.thelondontattooconvention.com 

I prossimi appuntamenti:

● 20-21-22 ottobre - Convenção Internacional de Tatuagem - S. Paulo, Brasile - www.tattoobrazil.com.br 

● 27-28-29 ottobre - 1° Convention Tattoo Sicilia - Noto Marina, Siracusa - www.eventsicily.eu 

● 19-20-21 novembre - 4° Meeting Nazionale Arezzo 2006 - www.aptpi.org 

 mi voglio “buCare”: piercing & co.


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Il piercing (dall’inglese to pierce, forare ) è una perforazione della pelle e dei tessuti, nei quali vengono inseriti anelli, palline e oggetti in metallo per dilatare il foro. All’inizio furono le orecchie, adesso le varianti sono numerose: naso, ombelico, capezzoli, lingua, genitali, sopracciglia e guance.

Per bucare la pelle vengono usati aghi di dimensioni differenti, a seconda dello zona interessata.

Il Ministero della Sanità ha vietato l’uso della macchinette, dette pistole, perché poco igieniche e non sterilizzabili, e ha stabilito altre ferree regole a cui bisogna attenersi per evitare che siano contratte malattie. Le parti su cui si applicano i piercing, infatti, sono facilmente soggette ad infezioni: soprattutto labbra, lingua e genitali. E’ indispensabile curare l’infezione sul nascere e, nei casi più gravi, rivolgersi al medico, perché potrebbe propagarsi ad organi interni e causare grossi problemi di salute. Il grado di dolore avvertito dipende dal soggetto che si sottopone a tale pratica e dalla zona da forare; tuttavia, che sia particoralmente intenso o meno, questa rimane un’esperienza forte e suggestiva (vedi bibliografia).

Scarificati!

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Praticata originariamente fra le popolazioni tribali, su decisione del capo e senza consenso dell’interessato, la scarificazione è diffusa soprattutto in Africa e in Nuova Guinea, ancora come elemento di distinzione etnico-sociale o legata al culto della magia. Tale pratica oggi incontra una diffusione massiccia anche nella società occidentale, tra coloro che vogliono ornare il proprio corpo e portare sulla pelle dei segni di distinzione (vedi bibliografia).

E’ un modo per ostentare il rifiuto di una massificazione-depersonalizzazione progressiva dell’uomo, per esternare l’odio verso una società che segue regole e convenzioni, nella quale chi ha una personalità trasgressiva o deviante è etichettato e trattato come un diverso (vedi bibliografia).

La scarificazione consiste in incisioni o tagli della pelle allo scopo di produrre cicatrici permanenti. Esistono tre principali tecniche che danno risultati estetici differenti: il branding, il cutting semplice, e il cutting con iniezione di sostanze nella pelle (la più praticata nei centri per tatuaggi o piercing). Quando si parla di scarificazione il riferimento è a quest’ultimo tipo di incisione che si caratterizza per l’introduzione nella ferita ancora aperta di sostanze coloranti, per lo più cenere o inchiostro, al fine di manipolare il processo di cicatrizzazione. La cicatrice sarà così più pronunciata, a livello tattile e visivo.

Il cutting e il branding
Nel cutting semplice non è previsto l’utilizzo di materiali coloranti: si effettua un taglio o un’incisione sulla pelle. Per ottenere segni profondi e ben visibili a volte le ferite sono temporaneamente tenute aperte oppure il procedimento viene ripetuto nella stessa zona a distanza di tempo. Il cutting era spesso usato come mezzo terapeutico per abituare la persona al dolore provocato, per esempio, dalla perdita di una persona amata, attraverso un dolore altrettanto forte ma di tipo fisico. Questo genere di motivazione si riscontra in alcuni casi ancora oggi, per mettere alla prova la propria resistenza al dolore che, nell’ambito di certe subculture, assicura il rispetto duraturo degli altri membri della comunità.

Il branding è una sorta di marchiatura a fuoco ottenuta bruciando la pelle per mezzo di barrette di metallo incandescenti. Ha origine dall’abitudine di marchiare gli animali e gli schiavi, per dimostrarne la proprietà o i criminali e gli eretici per indicare il loro stato e la loro condizione sociale. Indicare il possesso di un oggetto e di un essere, animale o umano che sia, è la finalità primaria del branding, ma essa si evolve nel corso dei secoli fino ad indicare l’appartenenza a comunità, gruppi etnici e confraternite universitarie.

L’ARTE ESTREMA

Quando il corpo è la tela e il sangue il colore…

Si feriscono, tagliano la pelle con rasoi e lamette, camminano su carboni ardenti e si stendono su letti di lame: sono gli esponenti della body art, movimento nato alla fine degli anni ’60 negli Stati Uniti. Da subito fu etichettato come fenomeno trasgressivo, blasfemo ed estremo. Solo di recente inizia ad attirare l’attenzione su di sé suscitando opinioni di senso opposto, che vertono sulle valenze e sulle sue implicazioni psico-sociologiche (vedi bibliografia).

La body art si basa su performance, durante le quali gli artisti compiono azioni su se stessi o nello spazio intorno a sé. Gli atti, compiuti alla presenza di un pubblico, sono spesso caratterizzati da una crudeltà e da una drammaticità che lascia attoniti e turbati gli spettatori; sembrano sacrifici religiosi o episodi di autolesionismo. Il corpo diventa un luogo: lo spazio nel quale rappresentare e incorporare le sofferenze del mondo o, per altri art-performer, un mezzo per purificare la propria anima e renderla impermeabile al dolore.

Psicopatici, fanatici religiosi, megalomani o, davvero, artisti? Cosa sono e chi sono questi art-performer? Propongo una carrellata delle performances più estreme, perché ognuno possa farsi un’idea sulla natura del fenomeno. Fermo restando che assistere di persona all’esecuzione di questi atti suscita di certo sensazioni e reazioni molto forti.

Chris Burden nel 1974 si fece crocifiggere a un'automobile; negli anni ’70 le sue performances artistiche compresero anche il farsi sparare, pungere e bruciare. Ron Athey, sieropositivo ed ex-tossicodipendente, incorpora nei suoi eventi artistici il piercing, il versamento di sangue e il tatuaggio, al fine di creare rituali di redenzione. Questi si trafisse con aghi, poi tracciò disegni nelle carni di un assistente, e successivamente appese sopra il pubblico degli asciugamani di carta macchiati di sangue impregnato di virus HIV. In una performance del 1993, "Martyrs and Saints", Athey stava nudo appeso ad una colonna con lunghi aghi conficcati nella testa in modo tale da rappresentare una corona di spine.

La francese Gina Pane si caratterizza per l’uso frequente della tecnica del taglio. Nel 1972 si distese su di un letto di ferro con poche sbarre che aveva sotto quindici lunghe candele accese. Due anni dopo, in una performance intitolata “Psiche”, s’inginocchiò davanti ad uno specchio, si truccò, e procedette a tagliarsi la faccia con la lama di un rasoio. Nel 1975 si tagliò tra le dita dei piedi con la lama di un rasoio in modo che il sangue potesse creare delle macchie permanenti su una gettata di gesso su cui poggiava i piedi.

A Napoli, nel 1974, l'artista Marina Abramovic permise agli spettatori che riempivano una sala di abusare di lei per sei ore, utilizzando strumenti di pena e di piacere che erano stati forniti loro. L’australiano Stelarc usa sospendersi in diversi ambienti tramite funi attaccate ad uncini fatti passare attraverso le sue carni. Nella performance “Autopsy” Bob Flanagan, nudo sopra un tavolo da autopsia, viene frustato, battuto, strangolato, pizzicato con mollette, subisce l'inserimento di vari oggetti nel retto, e il suo pene viene affettato con un coltello.

Hermann Nitsch creò il Teatro delle orge e dei misteri, che presenta performances-riti fra il satanico e l'orgiastico. Nitsch, di fronte ad un vasto pubblico in delirio, finge di sacrificare animali squartandoli davanti a tutti e facendo colare interiora e sangue su esseri umani che si fingono vittime dei suoi sacrifici.

Per la francese Orlan invece è la ri-definizione del concetto di bellezza il fine ultimo dell’arte e delle sue performances.

L’artista si sottopone a frequenti interventi di chirurgia plastica come allungamento del naso e costruzione di piccole gobbe ai lati del viso, e il pubblico “assiste” in videoconferenza seguendone tutte le fasi. Il suo estremo processo metamorfico di ricostruzione

corporea e facciale è volto a creare una propria esteriorità ed esteticità, seguendo canoni del tuttopersonali che si discostano nettamente dal comune sentire.

Musafar
musafar

Merita una menzione a parte Fakir Musafar, capo spirituale dei Modern Primitives. Americano di mezz’età, account executive di un’ agenzia pubblicitaria, Musafar si è sottoposto alle pratiche più estreme della body art. Come lui stesso ha raccontato, la pulsione irrefrenabile dell’esplorazione del proprio corpo l’ha avuta sin da adolescente; è da allora che mette a dura prova la propria resistenza al dolore. A 13 anni si praticò, da solo, il primo piercing al pene; mentre i primi tatuaggi risalgono ai primi anni del liceo. Da allora ha sperimentato su di sé numerose deformazioni corporali, per lo più per emulare pratiche e rituali degli antichi popoli tribali: dal letto di chiodi al restare appeso per ore e a degli uncini infilati nel petto, dal restringimento del giro-vita all’allungamento del pene. Secondo la filosofia di Musafar “ l’uomo non possiede realmente il suo corpo, poiché esso è della natura: è come una casa che abitiamo, ma di cui non siamo proprietari. Per viverci meglio siamo liberi di modificarla, abbellirla e decorarla, ma questo è tutto”.

TRIBALISMO E NEO-TRIBALISMO
I teorici e i seguaci del neotribalismo condannano la società capitalistica rea di aver reso l’umanità una massa amorfa e colpevole di aver mercificato ogni elemento dell’esistenza, compreso il corpo, trasformato in puro oggetto e privato di ogni valenza spirituale.

Questi individui rivendicano e riaffermano il legame tra anima e corpo e lo fanno recuperando i metodi e i rituali degli antenati e delle tribù più antiche (vedi bibliografia).

In quest’ottica le modifiche, le alterazioni e il dolore fisico sono il mezzo per giungere ad uno stadio di conoscenza profonda e integrale. Sottoporsi a riti spesso dolorosissimi significa mettersi in gioco, superare i propri limiti e conquistare l’energia e la forza per affrontare al meglio le sofferenze della vita. Secondo tale ideologia, marchiare, incidere e tagliare la pelle consente di rendere unico il proprio corpo e di riappropriarsene, divenendo padroni delle sue sensazioni.

Il branding, il cutting, il piercing e il tatuaggio diventano forme e strumenti di comunicazione, sia pure “alternativa”. Collo, piedi, denti e organi genitali: sono queste le parti del corpo più soggette alle pratiche di alterazione e modificazione permanenti.

Tali pratiche, nate in luoghi lontani, migliaia e centinaia di secoli fa all’interno di società antichissime e differenti, in toto, dalla nostra, oggi stanno vivendo un radicale processo di cambiamento sociale, politico e religioso, nonché economico; e stanno subendo gli effetti della globalizzazione, spesso distruttivi più che costruttivi per il loro apparato storico-culturale. Tante tribù e tanti popoli non praticano più questi veri e propri riti che cadrebbero nel dimenticatoio se non fossero recuperati dai gruppi neotribali del XX secolo, seguaci di una ideologia che, appunto, dalla filosofia tribale riprende tanti elementi (vedi bibliografia).

Collo

I neotribali contemporanei non hanno ancora scoperto o, comunque, al momento non praticano questa tecnica di manipolazione corporea, che rimane confinata a pochissimi popoli del Medio Oriente. L’allungamento artificiale del collo si ottiene indossando un numero progressivo di anelli metallici; più lungo è il collo più alto è il rango sociale di appartenenza.

Cranio

La modellazione del cranio nasce per uno scopo simile: indicare la condizione sociale nonché un’elevata saggezza ed intelligenza. Diffusa tra i regnanti e gli aristocratici della Cina, tra le popolazioni dell’Africa e della Malesia e tra i nativi americani, quali i Chinook e i Kwakiutl; la modificazione del cranio è effettuata durante i primi mesi di vita del bambino; quando la zona cerebrale non è ancora definitivamente modulata.

DeNti

I denti rappresentano l’oggetto di più pratiche di modificazione tra di loro molto differenti. Non solo le popolazioni antiche e tribali ma anche gruppi etnici “moderni” usano modellare i denti attraverso varie tecniche, più o meno incisive:

la colorazione, una semplice decorazione temporanea simile al trucco -

l’ inserzione di oro o pietre preziose negli incisivi superiori – il cosiddetto pidding

la limatura o l’affilatura, finché non si creano punte taglienti.

la rimozione di alcuni o tutti i denti.

Piedi

Di origine cinese è la fasciatura dei piedi, finalizzata ad impedire la crescita e lo sviluppo naturale degli arti. Esercitata esclusivamente sulle donne, in parte per raggiungere un canone di bellezza, era soprattutto l’espressione del potere maschile e della sottomissione femminile.

Tale usanza, condannata e giudicata deplorevole, è stata progressivamente abbandonata; le donne cinesi hanno altre armi per affascinare gli uomini, e molti altri espedienti per esprimere la loro bellezza.

Chirurgia estetica: postribalismo? 

Nell’ambito del modellamento e dell’alterazione corporea sono numerose e sempre crescenti le possibilità offerte dalla chirurgia plastica. Se gli antichi popoli operavano sulle parti del corpo con procedimenti che appaiono oggi a dir poco grossolani, l’uomo del terzo millennio utilizza il bisturi e si affida non agli stregoni o ai capi tribù del passato ma a specialisti medici.

E’ possibile stravolgere l’identità delle persone, cambiandone i connotati fisici e sessuali, modificare la forme e la misura del naso, del mento, dei glutei, delle labbra  e dei seni.

Sebbene ci siano notevoli differenze sociali, storiche, culturali e tecniche tra la chirurgia estetica e le altre pratiche corporee finora analizzate, essa può rientrare di diritto tra le forme moderne di modificazione del corpo come di presa di coscienza del proprio essere e della propria immagine (in positivo o negativo), ciè della propria identità.

Tra le varie tecniche (chirurgiche e non), anche i tatuaggi sono utilizzati in modo cosmetico, in genere per correggere piccoli difetti estetici o per abbellire il viso (infatti la tecnica è anche conosciuta con il nome di trucco permanente): a differenza dei tatuaggi tradizionali quelli cosmetici consistono nell’inserire pigmenti nello strato superiore della cute, ottenendo un risultato temporaneo che dura da tre a cinque anni sul viso e da quattro a sei anni sul resto del corpo. 

QUANDO ESSERE donna E’ PECCATO

Per alcune religioni e in alcuni particolari contesti culturali la donna è un essere inferiore rispetto all’uomo. Deputata alla cura della casa e alla crescita della prole, essa è sottomessa totalmente al marito. Privata della dignità e della libertà, deve inderogabilmente accettare il volere e le decisioni del padre prima e dello sposo poi. Le viene negata la possibilità di affermazione sociale; chiusa tra le pareti domestiche le è preclusa la possibilità di studiare o di svolgere qualsiasi professione. Sin da giovanissima l’unico suo compito è soddisfare il consorte ed educare i figli secondo le disposizioni impartitele.

Nascere donna diventa una grossa sfortuna, come un peccato da scontare per tutta la vita.

In queste realtà socio-culturali l’inferiorità del genere femminile trova una sua esternazione-legittimazione nelle pratiche di modificazione degli organi genitali, a cui la donna deve sottoporsi senza poter opporre resistenza ma accettandole come una tappa necessaria della sua esistenza.

Clitoridectomia

Durante questo intervento, doloroso e pericoloso, la parte visibile del clitoride e le labbra vaginali vengono amputate in modo tale che la donna non possa provare piacere durante l’atto sessuale.

L’uomo ha il diritto di vivere pienamente il rapporto, arrivando al godimento e al piacere totale, per la donna, invece, è soltanto un’incombenza, un dovere.

Infibulazione

In tutto il mondo occidentale si sono costituiti movimenti di protesta e sono state organizzate manifestazione e campagne di sensibilizzazione per denunciare questa barbara usanza tanto dolorosa quanto umiliante per la donna.

L’infibulazione esclude la possibilità di avere rapporti sessuali, in quanto, dopo l’amputazione delle labbra vaginali, gli orli delle ferite vengono cuciti. E così la donna è chiusa!

Ingrossamento delle labbra vaginali 

A differenza dei precedenti questo rito ha una finalità celebrativa ed esalta la bellezza e la potenza delle donne. Il tutto consiste nell’allungare ed allargare artificialmente le labbra vaginali che possono anche essere ornate con piercing di varia grandezza. Oggi, tra i seguaci del neotribalismo e in certe subculture, questa pratica sta incominciando a tornare in auge.

CRONISTORIA

60.000 a.C.- Gli aborigeni australiani si dipingono il corpo, si procurano cicatrici e praticano la subincisione del pene.

15-10.000 a.C. - Alcune figure individuate nelle grotte di "La Medelein" ( in Francia) mostrano segni di body painting, probabilmente tatuaggi.

7000 a.C. - L’allungamento del cranio è già praticato nella Gerico neolitica, uno dei primi insediamenti urbani della storia.

4.200 a.C. - Le mummie di due donne nubiane mostrano una serie di linee e tatuaggi sull’addome.

3.000 a.C. - La maggior parte delle pratiche delle popolazioni del Borneo, Samoa e Amazzonia (ovvero tatuaggi, perforazione delle narici, delle labbra, dei genitali e dei lobi) risalgono a questo periodo storico.

450 a.C. - Erodoto riporta che gli esponenti della classe aristocratica della Tracia erano tatuati in relazione alla professione e alla posizione sociale.

400 a. C. - I Maya e altre popolazioni africane, si limano i denti anteriori per renderli simili a quelli degli animali.

200 a.C. - In India nasce la chirurgia plastica: un naso distrutto può essere ricostruito sovrapponendo diversi strati di pelle. In Grecia gli schiavi sono marchiati a fuoco. 

IV secolo d.C. - Nell’impero romano i centurioni, le guardie degli imperatori, dimostrano la loro virilità perforandosi i capezzoli e inserendovi dei gioielli.

I720 d.C. - In Giappone tatuaggi sul viso marchiano i delinquenti; gli aristocratici, invece, si fanno praticare piccolissimi tatuaggi intorno agli occhi.

1870 - In Giappone i tatuaggi vengono messi al bando dall’imperatore; questo divieto è rimasto in vigore fino al 1945.

1882 - L’arte giapponese del tatuaggio raggiunge l’Inghilterra vittoriana. Esperti tatuatori cinesi e giapponesi si trasferiscono in Europa e negli Stati Uniti.

1891 – E’ inventata la macchina elettrica per tatuaggi.

1939 – 1945 - In Germania, i nazisti tatuano i prigionieri dei campi di sterminio con un numero sul braccio. I membri delle SS, invece, si fanno tatuare il gruppo sanguigno all’interno dell’avambraccio sinistro, per facilitare i soccorsi medici in caso di necessità.

Anni ’60 – ’80 - Numerose subculture, come quella punk, si fanno disegnare tatuaggi. Contemporaneamente, nelle comunità gay si afferma il piercing.

1989 - Viene pubblicato il volume Tatuaggi Corpo Spirito di V. Vale e A. Juno, cui si deve la divulgazione su larga scala del tatuaggio neotribale, così come la nuova popolarità di pratiche quali il piercing, il branding e la scarificazione. Nello stesso anno Bodhipat A-ra


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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