O di pizzu... o di chiatTu
Angoli dispersi di web che possono offrirci, o di pizzu o di chiattu (intraducibile sicilianità, leggi: “in un modo o nell’altro”), spunti e stimoli nei sacrosanti momenti di otium che di tanto in tanto amiamo concederci...

2 note di poesia
http://www.tizianoterzani.com/anastasi/main.html
Questo volta inizio raccontandovi una storia (sperando di non aggiudicarmi con questo una promozione alla “posta del cuore”): ho un amico giù in Sicilia dallo sguardo buono, dalla mole imponente e dall’animo poetico che scrive canzoni e che le suona e le canta pure.
È uno di quelli che se non lo conosci ne senti la mancanza, un timido estroverso che ti fa ascoltare la sua musica solo se ti ritiene fidato. Uno che però fa un baffo al milione di cantantini e musichieri oggigiorno sulla piazza, Jazzluca lo chiamo. Uno che faceva il giornalaio in un supermercato, uno che starebbe meglio forse in un’altra epoca.
Uno che stamattina mi ha mandato un’e-mail con su scritto “guarda qui” e che mi ritrovo sul sito di Tiziano Terzani (
http://www.tizianoterzani.com) con un pezzo dedicato all’ “Anam”. Unica, finora, possibilità di farvelo conoscere: imperdibile, onestamente.
Il brano risale alla querelle tra il compianto maestro e la durissima signora Fallaci in merito alla guerra, ed è della medesima querelle che tratta. “Folgorante, per la semplicità melodica e per la gratuità delle parole, così schiette e potenti”, tanto da meritarsi una vetrina privata su uno spazio così importante. Forse col web non c’entra niente, ma è lì che si trova ed è qui che mi va di parlarne, con un po’ di poesia…

Una televisione candida e low-fi
http://candida.thing.net/index.html
“D'accordo, ora lascia riposare le tue dita stremate da tanto peregrinare sui pulsanti del telecomando, siediti, sdraiati, flettiti, obliquati, quella che hai davanti è una televisione dentro la televisione, è Candida”, una televisione sul web come ce ne sono tante, ma impertinente e curiosa come se ne vedono poche.
L’ho incontrata dal vivo in un piccolo cineclub prima che in rete, raccontava di carceri e carcerati nei “democrati-feri” USA, mi ha colpito la sua sincerità. L’ho cercata su Internet e non ho ancora smesso di guardarla. Indipendente nella testa e nei modi, esperiente nel campo dell’informazione, zeppa di cose da dire. Consiglio di sorvolare sullo scarso appeal visivo e lasciarsi colpire al cuore.

Mi sono cambiato i connotati e mica mi piaccio di PIU'
http://www.dcs.st-and.ac.uk/~morph/Transformer
Probabilmente tra i corridoi dell’Università scozzese di St. Andrew non si suole relazionarsi con esemplari dell’altro sesso, viste le diavolerie che si trovano tra le pagine del suo araldico sito. Esempio lampante di quanto sostengo è il fun toy only Perception Laboratory’s Face Transformer, un software a interfaccia web la cui inutilità spicca tra le vette dei memorabilia di internet. Gli anglofoni avranno già intuito di che si tratta, agli altri lo spiego io: se vi fosse mai venuta voglia di sapere che faccia avreste avuto se foste nati da un’altra parte del mondo, figli di chissà quale ceppo razziale, qui sta la soluzione ai vostri dilemmi. Scansionate la fototessera più recente che avete, uploadatela seguendo le istruzioni sul sito, scegliete la razza che preferite (o addirittura il pittore dal quale avreste voluto essere ritratti) e cliccate OK.
Eccovi, sfigurati e deformati a dovere, dotati ad uopo di labbrone, occhi a mandorla o zigomi sovraposizionati. Uno schifo clamoroso. Unico degno concorrente (col surplus della truffa pecuniaria), a memoria mia, quel sito che, fornita l’immagine di un tatuaggio e la foto della zona del corpo sulla quale vorreste posizionarlo, vi fornisce un’iporealista anteprima del risultato finale. Purtroppo non sono più riuscito a trovare il link, ma se a voi va di cercare…

Do Brasil: artisti in conflitto
http://www.clandestina.com
Intanto un applauso allo stile: finalmente un sito come si deve, pulito ed essenziale, pullulante di belle opere di artisti sudamericani e non, e di un bagaglio di spunti e idee che dalle parti nostre non sono poi così usuali. Lo sviluppo interno dei contenuti è affascinante: ad una sezione principale, quella del magazine vero e proprio, se ne accostano altre quattro, molto specifiche e ben delineate. La prima, Clandestina.trips, presenta mensilmente gli scatti di cinque fotografi in cinque città diverse; segue Clandestina.colors che, con la stessa formula della precedente, tratta di illustrazione; ancora Clandestina.dreams, affascinante portfolio di rappresentazioni visuali di sogni, chiude tanta grazia Clandestina.interviews coi suoi faccia a faccia con gli artisti più interessanti. On-line al momento oltre quaranta uscite da spulciare con edonismo.
E mentre ci siete, non negatevi un clic in fondo alla pagina alla rubrica “Cuando suenan los superheroes”, onirico-delirante iniziativa promossa da quelli di Offf (
http://www.offf.org).

Buona visione!


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