A colloquio
Lei ha delle simpatie neuroetiche?

La porta automatica si chiuse alle sue spalle in un veloce sfssss tumb. Porte come quella non servono ad accoglierti ma a tagliare fuori il mondo. Rapidamente.

Si avvicinò al banco. – Salve, ho un appuntamento. – Un sorriso inespressivo rispose: – Si accomodi laggiù, prego. –

Laggiù era un divano in pelle nera, accompagnato da due poltrone in pelle nera. Si accomodò.

Dopo qualche istante l’ondeggiare di una penna lo invitò verso gli ascensori. Ting. Una mano spuntò dalla cabina aperta.

- Mi segua, per favore.

Scorrere lento di imprecisati piani. Ting.

Uscì su un corridoio luminoso bardato di toni caldi di avorio e legno. Un nok nok discreto agevolò l’apertura di una porta dalle forme classiche. Entrò e la mano scomparve.

- Si sieda, dottor....

Avvampò leggermente. – Simone. Il mio cognome è Simone. Boris è il nome. –

- Capisco... Abbiamo visionato il suo curriculum, dottor Simone. E crediamo che possa essere compatibile con la posizione che stiamo cercando di coprire.-

Al secondo colloquio è difficile capire dove spingersi col proprio interlocutore.

- Permetta che mi presenti, mi chiamo Antoine Lavander e sono il responsabile Human Resource dell’area Continental Europe. Come sa, la nostra azienda è leader nel settore dei servizi di neuromarketing e stiamo cercando di aggredire il mercato della pubblica amministrazione.-

Lavander aspettava. Boris cercò un timbro di voce distesa. – Nella mia esperienza universitaria ho avuto occasione di effettuare alcune ricerche sullo studio delle immagini applicate alla tecnologia della risonanza magnetica. –

Lavander annuì come se sapesse già tutto e sopportasse pazientemente uno stucchevole riassunto. Tic Tic Tic. Il cappuccio di una stilografica batteva sul piano della scrivania. Nell’istante in cui Boris prese fiato si inserì.

- La nostra società fornisce consulenza e supporto top level per la definizione di strategie di marketing. Il neuromarketing è un terreno ancora largamente inesplorato e solo adesso ha ricevuto dal mercato l’attenzione che merita. –

Boris assorbiva. Lavander modulava il discorso con esperienza.

- Con la tecnica del magnetic resonance imaging, noi siamo in grado di raccogliere informazioni sull’attività celebrale di gruppi di volontari sottoposti a determinati stimoli. Lo chiamiamo Neuroscan Stimolato. Come le dicevo, abbiamo maturato una vasta esperienza con la grande distribuzione. Ha presente la campagna KaMart? È stato nostro lo studio dell’efficacia neurostimolatrice all’acquisto di quel tipo di marchio. –

Boris era entrato da KaMart il giorno precedente. Aveva comprato una scheda GPS2 da orologio senza nemmeno avere un orologio compatibile. Si irrigidì.

- Noi, per così dire, accompagniamo i responsabili marketing alla definizione di una immagine, un messaggio, fino a una strategia complessa per il lancio di un prodotto o un brand. Loro inventano, noi verifichiamo; noi consigliamo, loro rielaborano. -

Tutto semplice, tutto lineare.

Lavander racchiuse le mani una dentro l’altra e aggiunse un pizzico di orgoglio al discorso.

- Noi controlliamo scientificamente l’attività corticale di aree specifiche della zona prefrontale del cervello. Noi leggiamo i messaggi che ci manda l’inconscio del soggetto, non filtrati dai suoi preconcetti, dal suo guscio sociale. Noi studiamo quali immagini il soggetto trova attraenti. Noi capiamo cosa il soggetto desidera.-

Lavander scannerizzò il giovane candidato.

- A questo punto devo farle una domanda che, capirà, potrebbe condizionare il resto della nostra conversazione. –

Pausa ad arte di puro terrorismo.

- Lei ha delle simpatie neuroetiche? –

Boris schiuse le labbra.

Simpatie neuroetiche? Lo sguardo di Lavander sbiadisce dietro immagini di servizi televisivi. Inquadrano cortei, mobilitazioni, dibattiti tra intellettuali. “Lei non considera le conseguenze… Lei non può fermare la ricerca scientifica... Il neuromarketing scopre solo i veri desideri, non li plasma. Il neuromarketing viola la privacy e il sacrosanto diritto di mentire, anche a se stessi…Scopriamo qual’è il messaggio vincente per far smettere di bere... Scopriamo cosa dobbiamo fare per vincere le prossime elezioni. È una subdola apocalisse orwelliana!

Non è giusto fermare il progresso. É solo normale progresso.... É un lavoro. Io ho bisogno di questo lavoro. È soltanto un lavoro....

- No. - Boris disse. – Non ho alcuna simpatia per quel movimento. -

Lavander si compiacque visibilmente. Annuì e sfiorò un tasto.

- Lucia, le mando il dottor Simone. Concordi con lui un appuntamento per i test oggettivi.

“Test oggettivi?” Lampeggiava la nuvoletta sulla testa di Boris. Lavander abbassò lo sguardo.

- Noi, ovviamente, effettuiamo regolarmente dei neuroscan su tutti i nostri dipendenti per confermare il livello di... ehm... sintonia con la nostra mission aziendale. Con il suo consenso, si capisce. –

- Si capisce... - Boris percorse la stanza riemergendo dal sogno, scortato da un sorriso soffusamente inquietante.

- Grazie per essere venuto. Dopo i test, le faremo sapere. –


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