LA MORTE E’ GLAM?
Attrezzate la vostra collezione di corni, cornetti, gobbi e teste d’aglio prima di iniziare a scorrere le righe di questa rubrica, perché ho intenzione di mettervi un par di pulci nell’orecchio che sarebbe bene affrontare con un arsenale di grattatine al bassoventre.

Parliamo di dipartite, magari last minute, ma tendenzialmente eterne, e dei più strambi risvolti internettari ad esse connessi.
E visto che proprio di ultimo viaggio si è deciso di discorrere, cosa v’è di meglio se non poter sapere quando (se non dove) è prevista la partenza. In nostro aiuto accorre il precisissimo Orologio della Morte (senza mezzi termini) che con minuzia scientifica investiga circa generalità anagrafiche e abitudini esistenziali per calcolare il momento esatto del final salpare. L’indirizzo ve lo do, se non siete scaramantici… The Death Clock (
http://www.thedeathclock.com).

Come promesso, rimango in ambito, e vi do un paio di soffiate per specialisti del settore, giusto per farvi un’idea di quanta vita ci sia (scusate il contrasto) intorno al mondo dell’ ”Oltre”. Ma andiamo con ordine. Come ogni mercato che si rispetti, esistono giustamente delle testate di settore, e quella che pare regnare incontrastata per le edicole (votive) del web è l’inequivocabile Oltre Magazine, periodico dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale (
http://www.oltremagazine.com) pronto a disvelare segreti e meccanismi di cappott’i lignu (terrone per cappotti di legno, nda) e derivati. Spulciando tra rubriche ed editoriali non è difficile imbattersi in titoli stuzzicanti quali Le nuove frontiere della cremazione in Europa o Contenitori insospettabili per contenuti inestimabili o ancora Scritture per un addio.
Notevole, poi, anche la presentazione della testata, descritta come la "stimolante avventura di un gruppo di persone accomunate da una grande curiosità, dalla voglia di conoscere e di imparare, dal desiderio di confrontarsi su argomenti che fanno parte della vita…". Per la serie: quando i giri di parole non sono mai abbastanza…
Proseguiamo con una puntatina alla fiera degli orrori e godiamo delle meraviglie e delle innovazioni presenti al famigerato Tanexpo -TAN sta per tanathos, morte in greco, nda- (
http://www.tanexpo.com). Orgoglioso punto di riferimento per l’intero mondo funerario italiano e internazionale, mostra, orgoglioso appunto, i suoi macabri frutti e tra le gallerie si scorgono inquietanti nerovestiti personaggi che si aggirano sornioni, chi carezzando la legnosa carenatura di una bara ultimo modello, chi rimirando lo stato dell’arte del loculo del terzo millennio. Imperdibile la monografia “Il design del cofano funebre e dell’urna cineraria”.

netLug4


Dulcis in fundo, dopodiché giuro che cambio argomento, ci facciamo una bella scorpacciata di lapidi e sepolture eccellenti sull’anglofono Find a grave – trova una fossa (http://www.findagrave.com). Lo definirei il portale del jetset mortuario: fin troppo serioso nell’impostazione, questo sito si prepone l’intento di divenire un corposo database (già ben nutrito, invero) fotografico e informativo di decessi ed epigrafi. Fornito di motore di ricerca tematico (trovi il morto che vuoi tramite il suo nome, la data di nascita o di morte, o la location eterna) chiama alla partecipazione chiunque si trovi, in giro per il globo, per caso o per scelta, a scoprire una tomba celebre magari non ancora catalogata. E, tra le FAQ, alla domanda “Chi c’è dietro Find a grave?” la risposta “Bene, prima di tutto, tutti voi” mi ha fatto venire un po’ di pelle d’oca…

netLug2

Memento mori, amico, memento mori!

Ok, vi meritate il carosello
Piccola segnalazione per i blog di 2 disegnatori meritevoli di nota e stimose pacche sulle spalle. Steven Burke (http://stevenburke.blogspot.com) il primo: ricorda nel tratto, semplice e naif, forse un po’ Peinet (quello dei fidanzatini), ma va ben oltre il romanticismo di quest’ultimo nelle tematiche e nell’impatto immaginifico. E poi sottotitola magrittianamente il suo blog “Ceci n’est pas un blog”. Merita una visita. E pure Jim Woodring (http://www.jimwoodring.blogspot.com) se lo merita un approdo, anche se forse ne necessita più d’uno, giusto per schiarirsi le idee. Colorato ed inquietante, mette su un universo parallelo fatto di personaggi e situazioni indimenticabili. Tra le sue creature lascia senza fiato l’alieno che raccoglie in un vasetto le lacrime di un altro essere che, attraverso il telescopio, avvista, non senza sforzo, chissà quale lontano pianeta.

Cose da appiccicare alle pareti
Torniamo anche questo mese a parlare di wall-art, sticker e affini e segnaliamo, al riguardo, un paio di sitarelli interessanti. I threw up – implied regurgitation (ho vomitato – rigurgito sottinteso), all’URL http://www.ithrewup.com, “è una campagna “adesiva” sperimentale che intende manipolare il sigificato alterando la moltitudine di messaggi che ci circondano”. Gli sticker, acquistabili sul sito, hanno la forma di baloon da fumetti e riportano il messaggio I THREW UP: hanno lo scopo di finire spiaccicati sulle facce ammiccanti delle donnine patinate delle pubblicità o sui volti seri dei figoni in défilée per dissacrarne la voluttà. In galleria centinaia di shot irridenti e irriverenti ne testimoniano l’utilizzo sulle pareti di mezzo mondo.

netLug3

E visto che ci siete date pure un’occhiata ad Arrrgh (http://www.arrrgh.org), dalle cui pagine fanno capolino eserciti di occhietti che vi fissano imbarazzantemente, anche qui stickati sui muri. Un po’ più nonsense, ma niente male.

netLug1

Detto questo, passo e chiudo. Passateve una fresca estate!


AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node