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MA I BAMBINI FANNO OH?
(A cura di Manuela Ardingo)

O sono forse figli di un dio minore?
Ventiseimila bambini ogni giorno muoiono per cause più che curabili: diarrea, fame, zanzare, scarse condizioni igieniche. Quasi tutti nel sud dell’Asia e nell’Africa subsahariana. Un bambino su tre, ancora una volta nel terzo e quarto mondo, è sottopeso. In più di 12 paesi, tra quelli più disastrati della terra, i bambini soldato sono la quotidianità…

figli di un dio minore

Ma come vivono i bambini del primo mondo?
I nostri bambini ai parchi preferiscono la tv (l’8,4% la guarda per oltre 5 ore al giorno!). Hanno paura di giocare all'aperto. Giocano col computer (82,1%) e con il cellulare (50,1%). Si sentono soli (47,4%), incompresi (26,5%), incapaci (24,7%) e persino diversi dagli altri (28,2%). Sono terrorizzati dal terrorismo. Non escono quasi mai, ma hanno sempre una salute fragile e tutte le allergie del mondo. Sono grassi e senza alcuna educazione al cibo. Soffrono di disturbi comportamentali. Studiano il cinese e il violino. Figli padroni, bambini sempre più tecnologici. (www.eurispes.it) Hanno l’ansia.

bimba obesa

Secondo uno studio inglese di recente pubblicazione, www.guardian.co.uk, i bambini tra i 7 e gli 11 anni sono pieni di stress. L’analisi ha portato a galla paure di ogni genere: terrorismo, riscaldamento globale, esami futuri…

Bambini prepotenti e pieni di pretese, come dimostra l’indagine Baby Consumers. (www.helpconsumatori.it)
Il bambino perfetto, come scrive Concita De Gregorio, mangia biologico, di preferenza. Non si ammala e se gli capita guarisce subito. E' vaccinato 13 volte nella vita, è sottoposto a cicli di antibiotici almeno quattro volte all'anno. E' sospettato di patologia a ogni scarto dalla rotta prevista. Tre bambini vivaci su dieci sono sottoposti a test del deficit di attenzione, se faticano ad addormentarsi a luce spenta hanno probabilmente un disturbo del sonno… (www.repubblica.it) Tre su dieci dichiarano di non poter rinunciare alla Tv, e il 20,2% alla Playstation. Il 37,4% dichiara di avere visto un amico ubriaco, il 44,3% di avere amici che fumano canne. Il 4,4% dei maschi mostra un atteggiamento da bullo. Il 3,2% di bambini compie atti di cyber-bullismo inviando alle vittime materiale offensivo, informazioni false o escludendo una persona dai gruppetti on line.
E la Sip (Società Italiana Pediatria, www.sip.it), nella sua indagine annuale sui bambini, ha dovuto cambiare domande: non si può più chiedere a un bambino di 11 anni se gioca ancora con i Lego! Il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara ha parlato di Now Generation, la generazione del tutto e subito. (www.key4biz.it)

Piccolo... spazio... pubblicità!
Sempre più spot hanno per protagonisti, più o meno espliciti, i bambini. Bambini accattivanti e pieni di malizia, che sembrano sapere precisamente quali tasti toccare. Bambini un po’ saccenti che, vuoi o non vuoi, hanno finito col dirigere i consumi della famiglia. Scelgono l’auto del papà, il telefonino per la mamma, la cena e il film in cassetta per la serata in famiglia. Tecnologizzati e superconnessi, stanno con gli occhi spalancati, permeabili a tutte le novità. E i pubblicitari lo sanno bene. Bambini già grandi, prima ancora di essere piccoli. (www.aef.com/on_campus/classroom/speaker_pres/data/35)

Ti senti più KGOY o più KSYL?
Si tratta di due acronimi che tra i pedagoghi e i pubblicitari d’oltreoceano, vanno per la maggiore. KGOY, kids grow older younger, identifica la fascia di ragazzini cresciuti troppo in fretta. I KSYL, kids staying younger longer, al contrario, sono l’equivalente dei nostri bamboccioni.

I posh tweens (bambini dagli 8 ai 12 anni secondo i direttori marketing) sono i più fedeli fanatici della moda ed è facilissimo conquistarli con la comunicazione. Tanto che, ormai, esiste una precisa area marketing completamente dedicata: il tween market, www.media-awareness.ca. Soprattutto, all’inizio, i pubblicitari hanno puntato tutto sulla complicità con l’esibizionismo delle mamme. Complicità ormai facilmente aggirata, viste le competenze dei piccoli consumati consumatori: il 60% è responsabile degli acquisti tecnologici casalinghi, il 40% conosce i computer e Internet meglio dei genitori, il 10% ha un proprio sito Web. (Qui, www.parenting.org, qualche dritta d’oltreoceano per genitori in difficoltà.) I Brand child, secondo Martin Lindstrom, guru del marketing britannico sono bambini nati col mouse in mano e un video davanti. Bambini despota che decidono più o meno tutto: più del 50% dei circa 2000 tweens intervistati da Lindstrom per il suo libro, www.martinlindstrom.com, vivono con uno solo dei genitori: assumendo così un ruolo decisionale in questo nuovo equilibrio di coppia. D’altra parte la televisione dedica loro oltre 20duemila messaggi pubblicitari e oltre l'80 per cento degli spot che ogni giorno passano sul piccolo schermo prevedono sempre un messaggio esplicito per gli adulti e uno subliminale, e quindi più convincente, per i bambini.

kid fashion

Bambini accelerati, padroni di tutte le esperienze che riescono a ottenere. Bambini apparentemente molto più maturi dell’età che hanno. Bambini primogeniti che hanno fretta di crescere e di gettarsi alle spalle il mondo dell’infanzia, senza tanti giri. (E’ stato dimostrato che i secondi figli, in genere, tendono a crescere più lentamente… www.guardian.co.uk/science/2007/sep/12/siblings) Bambini precoci, anche da un punto di vista biologico. L’età media delle prime mestruazioni, per dire, si è abbassata di quasi un anno…

…e se fosse colpa della TV?
Troppa televisione e la melatonina cala. A Cavriglia, in provincia di Arezzo, per una settimana, settanta4 studenti tra i 6 e i 12 anni hanno dovuto dimenticarsi dell'esistenza della televisione. E in soli sette giorni il loro organismo ha prodotto il 30 per cento in più di melatonina. Secondo gli studiosi, la prolungata esposizione alla luce e alle onde elettromagnetiche del video aveva fatto scendere la produzione di questo ormone. Ormone che, oltre a regolare i ritmi del sonno, è in grado di determinare anche i tempi dello sviluppo sessuale: anticipati quando la sua presenza nell'organismo è bassa, giusti quando è abbondante. L'esperimento, infatti, prevedeva due analisi delle urine: una prima di iniziare l'astinenza (gli studenti vedevano in media 3 ore a sera di cartoni animati, fiction e videogiochi), l'altra l'ultimo giorno. Ebbene, i risultati delle analisi oggi dicono che nell'organismo di quei giovani alla fine c'era circa un terzo di melatonina in più rispetto all'inizio...

bimbi e tv

Ma un eccesso di televisione, si sa, fa calare anche l’attività motoria e cognitiva del bambino. E non è importante solo quanta televisione siamo disposti a concedergli, ma anche come la guarda. I bambini non vanno mai lasciati davanti al video. I contenuti televisivi non vanno ingoiati passivamente ma commentati insieme e, in qualche modo, neutralizzati.

Un bambino di fronte alla televisione è indotto ad alterare la propria percezione della realtà, perché non è ancora in grado di considerare i programmi televisivi come pura finzione. La realtà virtuale dello schermo è per lui una pericolosa intrusione, da cui non sa difendersi. Come scrive Ceronetti, chi accende la televisione spegne il bambino. Il video non uccide più solo le radiostar!

video game

René Weber, un ricercatore della Michigan State University, ha studiato gli effetti dei videogiochi sui ragazzi attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI). Dai suoi studi è emerso che durante il gioco violento vengono attivate le aree cerebrali che presiedono alle attività fisiche aggressive. […] In Gears of War la violenza raggiunge livelli altissimi, e la differenza fra mostri e umani diventa soltanto apparente. Le armi a disposizione del ragazzo sono molteplici: baionette, mitra, motosega ecc. Il ragazzo può tagliare il corpo del nemico e smembrarlo, manifestando un livello di violenza inaudito. Il gioco può durare 8/12 ore. Le devastazioni riguardano anche luoghi e città, e bellissime architetture vengono completamente distrutte. Si susseguono momenti di terrore a momenti di intensa distruttività. Il gioco sarebbe sconsigliato ai minori di 18 anni, ma non esiste un rigido divieto. Viene pubblicizzato ampiamente su molti siti. […] La violenza presente in questi prodotti stimola in alcuni soggetti l’impulso all’emulazione, presentando l’evento violento come divertente ed eccitante. Uno dei casi tragici che ha mostrato gli effetti devastanti di quest’impulso è quello della High School Columbine (Colorado), in cui due ragazzini hanno ucciso 13 persone, ferite 23 e poi si sono suicidati, emulando il gioco Doom della ID.
La nuova generazione di videogame tratta anche temi come sesso e droga. Ciò nonostante, l’85% di questi videogiochi siano destinati ai ragazzi.
Un'altra serie di videogiochi presenta finte fiabe con finale horror. Ad esempio, Rule of Rose appare all’inizio come una fiaba, e quindi attrae anche bambini di 8/12 anni. Inizia col tradizionale C’era una volta e racconta di una bambina che perde i genitori e si trova da sola ad affrontare le difficoltà della vita. Ma queste difficoltà non sono soltanto persone cattive o strani animali, come nelle fiabe tradizionali, e il lieto fine non c’è. Jennifer, la protagonista, deve affrontare insegnanti pedofili, bambini violenti e malvagi, morti improvvise e oscuri riti mistici. Gli esseri umani, compresi i bambini, vengono mostrati come mostruosamente crudeli. Tutto è psicologicamente destabilizzante e nulla aiuta a equilibrare la paura e l’inquietudine evocata. Rule of Rose è stato vietato negli Usa, ma è in vendita regolarmente in Giappone e in Europa.
[da Bambini psicocomandati di Antonella Randazzo, www.disinformazione.it/bambini_psicoprogrammati.htm]

E nella realtà? Tutti coca, casa e chiesa?
Si è notevolmente abbassata l'età dei ragazzi che fanno uso di droghe: la cocaina e l’hashish (in concentrazioni che arrivano fino al 16% contro il 2% di qualche anno fa!) arrivano già a 11-12 anni, a 15 ci si rivolge ai SerT (Servizio Tossicodipendenze, http://www.sert.it/sert.htm). Nella maggior parte dei casi, ragazzini insospettabili. Che fanno sport, che vanno bene a scuola e che, apparentemente, non hanno comportamenti eccessivi. Spesso si tratta di figli unici di coppie separate o appartenenti a famiglie borghesi coi genitori in carriera. Preferiscono l'uso di ecstasy e hashish, poi vengono alcol e cocaina. Gli spacciatori hanno addirittura creato droghe su misura per loro: prevedendo reazioni che durano al massimo un paio d’ore. Per tornare a casa in tempo e non destare sospetti. E dal costo contenuto, per incrementarne il consumo. Come se non bastasse, hanno lanciato una specie di finanziaria per i piccoli clienti, che gli consente di indebitarsi fino a 1500 euro. Quando si raggiunge il tetto massimo scatta la minaccia e, di fronte alla paura dei genitori, si accetta di tutto: prostituzione compresa.

kids smoking

162mila i bambini italiani soffrono di iperattività e deficit dell'attenzione (ADHD, http://it.wikipedia.org), l'83% dei quali è già in cura con psicofarmaci. Il 25% dei bambini risulta dipendente dal Prozac, ad esempio, già dall’età di 8 anni. Il Ritalin viene somministrato come se si trattasse di vitamine. (Ne aveva già scritto, leggi l'articolo).
E, nonostante l'abuso di psicofarmaci, la percentuale dei piccoli malati in Italia è superiore a quella degli Stati Uniti…

Into the wild: meglio rischiare gli psicofarmaci o un ginocchio sbucciato?


Foto tratta dalla pagina flickr di Enchantre$s
Fotografia tratta dalla pagina Flickr di Enchantr$s

Ma c’è di più. Pare, infatti, che esista persino un Nature Deficit Disorder. Una carenza tutta naturale che, secondo il guru Richard Louv, sarebbe alla base di molti disturbi comportamentali: dalla tanto chiacchierata ADHD all’autismo, passando per l’obesità. Senza dimenticare: ansie, allergie e attacchi d’asma. Louv ha scritto 7 libri di pedagogia, vita familiare ed ecologia sociale, e spiega che i guai arrivano per forza quando un bambino passa il 90 percento del suo tempo seduto: a scuola, davanti ai videogame, sul divano, in macchina nel traffico...
Ricerche condotte da Andrea Farber Taylor, Frances E. Kuo e William C. Sullivan dimostrano che più è naturale l'ambiente quotidiano di un bambino e meglio è, per tutto. Giocare in spazi verdi regala pace, capacità di autocontrollo e autodisciplina nei bambini – ma soprattutto nelle bambine! – di città. (www.grist.org/news/maindish/2006/03/30/louv/)
Da uno studio della Britain Royal Society for the Prevention of Accidents (www.rospa.com/) sembra che la causa di tanta ansiogena sedentarietà dipenda da genitori troppo apprensivi che non permettono ai bambini di giocare come dovrebbero.
I ricercatori britannici hanno provato che il gioco all’aria aperta, anche con la sua parte di rischi e infortuni, è necessario a una crescita armoniosa del bambino, sia perché stimola la socialità e le dinamiche di gruppo, sia perché permette al bambino di acquisire importantissime informazioni sulla sicurezza che gli serviranno da adulto.
Quando un bambino si sporca di fango, si bagna dalla testa ai piedi, si graffia, scivola, cade da un tronco o si fa un livido, spiega infatti Peter Cornall, dirigente RoSPA, impara lezioni molto importanti: cosa è scivoloso, cosa è acuminato, su cosa ci si può arrampicare e su cosa no.
Ma il 43% dei genitori pensa che i bambini non dovrebbero andare all’aperto non accompagnati prima dei 14 anni...

- …lascia questa campana di vetro, non la voglio più.
- ma il vento...
- non sono così raffreddato. l'aria fresca della notte mi farà bene. sono un fiore.
- ma le bestie...
- devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle. se no chi verrà a farmi visita?

[da Il piccolo principe di Antoine De Saint-Exupery]

Il giardino delle vergini suicide? Superato!
Marida Lombardo Pijola nel suo libro «Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano principessa» ha raccontato senza pietà la vita dei piccoli ragazzini di oggi. Ha raccontato di promiscuità che difficilmente riusciremmo a immaginare dietro jeans e zainetti. Ha raccontato delle discoteche pomeridiane e dei loro bagni. Dove, pare, le ragazzine si trasformino. Abbracciando, come in un videogame, esperienze che, probabilmente, senza l’effetto di alcol e droghe, non avrebbero voluto vivere.

Coolest Girl In School, più che un videogame è un simulatore di vita. Un gioco online in cui diventi la ragazza più figa della scuola se prendi droghe, rimani incinta e offendi pesantemente la tua famiglia… www.coolestgirlinschool.com

coolest girl

Si abbassa, così, l’età media in cui gli adolescenti affrontano la prima esperienza sessuale.
E un gruppo di psicologi americani ha effettuato una ricerca secondo cui una sessualità precoce favorirebbe lo sviluppo della depressione tra i minorenni, tesi condivisa in pieno da colleghi russi. Secondo i quali più del 25% delle minorenni attive e circa l’8,3% dei ragazzini (contro il 7,7% e il 3,4% dei coetanei che vivono più tranquillamente) soffre di depressione.
Una percentuale confermata anche per quanto riguarda i suicidi. Secondo gli psicologi americani, la percentuale di suicidi tra le ragazze sessualmente precoci é tre volte superiore rispetto a quella delle loro coetanee che non hanno rapporti sessuali. Mentre i ragazzini sessualmente attivi si suicidano fino a sei volte più spesso. D’altra parte, basta dare uno sguardo alle bambole con cui giocano le bambine di oggi... Sono piene, intrise, di un erotismo e di una sensualità che le nostre non avevano. Oggi le Barbie sponsorizzano i concerti di Cristina Aguilera.

Ti capisco quando dici che rivuoi indietro le tue bambole...
TIKA veste come la donna di un rapper di Harlem e sfoggia trucco pesante e capelli aggressivi. E’ una bambola con gli occhi a mandorla e fa parte del gruppo delle Flavas. Tre femmine e due maschi, creati dalla Mattel per rispondere al successo mondiale delle Bratz. La Barbie più classica appare, ormai, sorpassata: con la sua aria da fatina e i suoi quarantaquattro anni portati bene. Oggi vanno di moda le fashion doll. Come MyScene, molto newyorchese e sexandthecity. O la Lingerie Barbie. O la Barbie Velina. O quella ispirata a Tarina Tarantino (www.barbiecollector.com). O Licca-chan, versione giapponese di Barbie, che è incinta e dotata di una chiave che sgonfia la pancia e regala un bellissimo bambolotto!

Come è bello passeggiar con Mary!

E tutti a dire che ci vuole maggiore ascolto, che i genitori latitano, che occorrono strutture. Ma con chi passano le giornate i bambini del primo mondo? Fino ai tre anni, dati Istat, più della metà se li tengono i nonni, il 14,3 per cento va al nido privato e il 13,5 per cento a quello pubblico, il 9,2 per cento viene curato da una baby-sitter e appena il 7,3 per cento da un genitore. Infatti, i bambini passano sempre meno tempo con i propri genitori. E questo, a detta di esperti e pediatri, pare che non sia un problema a priori.
Gli psicologi non hanno dubbi: la soluzione ideale, in assenza dei genitori, rimane l’asilo, ma tra nonni e tate, potendo, per l’educazione meglio le seconde. I nonni, si sa, viziano. Così la figura della tata è diventata imprescindibile. Una vera e propria categoria professionale, seppure non ancora pienamente riconosciuta. Supertate a parte, ovviamente. Esiste, infatti, una nicchia di mercato che prevede agenzie per la ricerca della tata perfetta. (Mylene Mignatti a Roma, su tutte.) E garantisce personale qualificato e pieno zeppo di referenze vip, in cambio di circa mille euro al mese. Un lusso. (guarda qui) D’altra parte non è una novità che il calo demografico sia accompagnato da tutto un mondo a dimensione dei più piccoli: studiato, eccessivo, avvolto in un incosciente lusso senza ragione. Un lusso che scimmiotta bisogni e abitudini dei grandi e che poco ha a che fare con l’infanzia come dovrebbe essere.

Piccoli iperlussi crescono: la casa, la cura per il corpo, lo shopping…
• Avete bambini un po’ in sovrappeso e stanchi di venire in vacanza con voi? Esiste un agriturismo di Atri, www.berrettino.ir, dove, da qualche anno, si tiene un campo scuola per bambini in sovrappeso, organizzato dall’ospedale San Liberatore. Qui i bimbi scoprono il piacere del movimento e del gioco di gruppo, allenano sensi e olfatto, cucinano e forse, col tempo, dimagriscono.
• Avete bambini stressati o che non riescono a smaltire gli eccessi delle feste? Esistono delle vere e proprie beauty farm pensate apposta per loro. Con tanto di Stone Massage e pedicure… (www.msnbc.msn.com/id/19510304/)
• La proposta arriva dalla ditta Lilliput Playhouses di Finleyville, a Pasadena, negli Stati Uniti, specializzata nella creazione di casette da gioco. Quelle che l’azienda propone sono vere e proprie villette a dimensione bambino, con tanto di mobilio in miniatura all’interno. Ce n’è per tutti i gusti: dalla casa vittoriana in stile ottocentesco, impreziosita da veranda e torretta, alla villa in stile Tudor, con annesso garage per le macchinine. Se però i vostri bambini preferiscono giocare a pompiere, cavaliere e fruttivendola niente problema: il catalogo offre anche costruzioni a forma di caserma dei pompieri, castello medievale e negozio di frutta e verdura.
Le dimensioni delle villette sono di circa cinque metri di larghezza e tre di altezza, così che i vostri tesorini possano tranquillamente giocarvi all’interno.
I prezzi partono dai 5000 dollari, per i modelli basic, come la baracca ispirata al telefilm Piccole canaglie, e arrivano ai 19.000 della villa vittoriana. Ma questo è solo l’inizio: occorre infatti comprare anche i mobili per arredare l’interno. La Lilliput Playhouses ovviamente fornisce anche questi: tavoli, sedie, credenza e frigorifero per la cucina, tendine e pendola a muro per il salotto e un mini piano a coda per rallegrare l’atmosfera delle stanze. A prezzi che variano tra i 150 e i 500 dollari l’uno. Ancora più chic però è la scelta di farsi realizzare un modello personale. Tra le proposte degli architetti della Lilliput Playhouses c’è quella di costruire un’esatta replica della vostra villa in dimensioni mignon per la gioia dei piccoli. La fantasia dei genitori ricchi è tuttavia inarrestabile: i clienti della ditta hanno fatto realizzare per i propri pargoli un ospedale, una scuola, una casa dei fantasmi e addirittura un municipio cittadino, tutti a misura di bambino.
(www.dispenseronline.rai.t, www.lilliputplayhomes.com)
• Molte griffe si lanciano alla conquista dei più piccoli, i primi a essere smaliziati ed esperti consumatori, ecco dunque la linea di Dolce&Gabbana, che firmarono il corredino della figlia di Madonna, quella di Ferrè, Paciotti, Fila. Ecco il montone ecologico, il cavallino maculato, il chiodo nero per neonati, i pantaloni e le gonne in ecopelle.
Secondo il Los Angeles Times un numero impressionante di bambini si aggira per le boutique a caccia di acquisti griffati…

La speranza. How Proust can change your life

I bambini non leggono più, non leggono mai, non leggono niente. Così il Daily Telegraph ci riprova: i 100 libri che ogni bambino dovrebbe leggere. (www.telegraph.co.uk e http://www.repubblica.it)
Fare una lista dei libri che un ragazzo dovrebbe leggere per imparare ad amare la lettura è il sistema migliore per scoraggiare l'amore della lettura, parola dello scrittore Nick Hornby. Pretendere che i bambini e i ragazzi di oggi s'innamorino degli stessi libri di cui ci siamo innamorati noi, loro genitori, quarant'anni fa, è altrettanto assurdo. Che leggano quello che vogliono. L'importante è che ricevano stimoli sufficienti per farlo, in famiglia e a scuola, scegliendo liberamente, senza un cammino predeterminato, per giunta predeterminato da adulti che del loro mondo, ormai, conoscono sempre meno.

La malinconia
Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.
Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.
Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.
Quando il bambino era bambino, era l'epoca di queste domande: perché io sono io, e perché non sei tu? Perché sono qui, e perché non sono lí? Quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio? La vita sotto il sole, é forse solo un sogno? Non é solo l'apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro? C'é veramente il male? É gente veramente cattiva? Come può essere che io, che sono io, non c'ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono?
Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora così.
Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed é ancora così. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora così. A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta, e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una città ancora più grande. E questo, é ancora così. Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com'é ancora oggi. Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne. Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino, lanciava contro l'albero un bastone, come fosse una lancia. E ancora continua a vibrare.
[Lied Vom Kindsein di Peter Handke dal film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders]

Per saperne di più
• www.ftc.gov/bcp/edu/pubs/consumer/tech/tec14.shtm, alcune regole per assicurarsi la sicurezza dei più piccoli su internet
• www.perchenonaccada.org/, contro la medicalizzazione della vivacità dei bambini
• www.giulemanidaibambini.org/, focus sui disagi dell’infanzia
• www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1153, per aiutare i bambini invisibili
• www.msnbc.msn.com/id/17821247/, stiamo crescendo un mondo di egomaniaci?
• www.msnbc.msn.com/id/19618047/, dobbiamo capire meglio cos’è la bellezza…
• http://www.savethechildren.it/2003/index.asp

E se tuo figlio fosse un genio?
Un bambino precoce è innanzitutto un bambino. E’ questa la prima regola da non dimenticare quando pure si scoprono doti eccezionali nei propri figli. Ma come riconoscerle? Come distinguere la semplice precocità dalla genialità? Come comportarsi in modo adeguato perché il bambino precoce non prenda mai il sopravvento sul bambino? Questo libro, forse, può aiutare a trovare le risposte: Riconoscere e aiutare i bambini precoci, Jean-Marc Louis, Edizioni Magi.

Non farmi camminare con i tacchi alti, Lucia Attolico, FrancoAngeli Edizioni, 2003
The Last Child in The Woods: Saving Our Children from Nature-Deficit Disorder, Richard Louv, www.amazon.com/Last-Child-Woods-Children-Nature-Deficit/dp/1565123913
How Proust can change your life, Alain De Botton, www.alaindebotton.com/literature.asp
Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano Principessa, Marida Lombardo Pijola, Bompiani, 2007, www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=11226
 
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The Best of March 2008
di Guido Dolara

CuLt - Marzo 2008


 

Laboratori: studenti sotto inkiesta
 
 
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