Roma, Teatro Valle- dal 23 febbraio al 7 Marzo- Va in scena L'EBREO di Gianni Clemente

Roma, Teatro Valle

dal 23 febbraio al 7 marzo

Mithos Group Produzioni Teatrali

L’EBREO

di Gianni Clementi

con (in ordine alfabetico) Emilio Bonucci, Ornella Muti, Pino Quartullo

scene Max Nocente

costumi Teresa Acone

musiche Pivio & Aldo De Scalzi

disegno luci Stefano Pirandello

disegno audio Hubert Westkemper

regia Enrico Maria Lamanna


L’EBREO di Gianni Clementi, dramma del cuore di tenebra inscritto nella Storia, che sfrutta le risorse del dialetto romanesco per dare icasticità ad una delle pagine più cupe del nostro recente passato, con la sua scrittura asciutta e un raffinato meccanismo scenico si è aggiudicato «per la simbiosi perfetta fra il tema, storicamente importante, ed il linguaggio teatrale diretto ed efficace, sottolineando la drammatica attualità  dell’argomento» la prima edizione del Premio Siae Agis Eti, dedicato alla drammaturgia contemporanea, nato con l’obiettivo di offrire una concreta opportunità agli autori teatrali,  dalla scrittura di un’opera fino alla sua realizzazione e diffusione.

E L’Ebreo è dunque passato dalla pagina alla scena, trovando la complicità interpretativa di Emilio Bonucci e Pino Quartullo in scena con un’inedita Ornella Muti – al suo debutto in teatro –, diretti da Enrico Maria Lamanna, che ha subito creduto al testo-progetto di Clementi, significativa tappa del percorso artistico di un autore che vanta già fortunate messinscene all’estero.

Nel 1938, con l’entrata in vigore delle leggi razziali, molti ebrei pensarono di mettere al riparo i loro beni intestandoli a fidati prestanome. L’oscuro ragioniere Marcello Consalvi, tra i fortunati beneficiari, ora è ricco e vive con la moglie Immacolata in uno splendido appartamento nel ghetto di Roma. L’agio borghese della coppia è improvvisamente sconvolto quando, dopo tredici anni, il vecchio proprietario torna a bussare alla loro porta. Immacolata decide allora che l’unico modo per porre fine all’incubo è eliminare il vecchio ebreo. Il timore confina però con l’ossessione. Persino quando a bussare alla loro porta sarà la figlia Elena, di ritorno dal viaggio di nozze.





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