WORKING LUNCH
Costumi ke cambiano: tra 12 e le 14 le strade d'Europa si inondano di cravatte e tailleur in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti...

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L’economia europea fatica a crescere e nella capitali d’Europa usi e costumi si adeguano allo sforzo di rimanere competitivi. Anche al sud, scompaiono lunghe pause pranzo, siesta o tavolate conviviali: il pranzo è di max 20 minuti.
Tra le 12 e le 2 in tutta Europa le strade si riempiono di cravatte e tailleur alla ricerca di soluzioni nutrienti e veloci. Voglia di tradizione e modernità si mescolano in un caos di marketing e di costumi.

Pochissime ormai le mense, privilegio più che diritto. Le frequentano gli impiegati delle istituzioni europee di Bruxelles, la più popolare quella del Parlamento al piano terra di Rue Wiertz, con vetrate sulla strada per osservare il mondo che passa. Oppure si trovano nascoste nei sotterranei delle grandi banche e studi legali a Londra, Amsterdam o Francoforte. Aperte solo agli impiegati, sostenute da sussidi, si adeguano ai gusti salutisti dell’epoca e offrono verdure alla griglia e insalate piuttosto che tradizionali crauti salsicce e fish&chips. Sono manette dorate, per convincere gli impiegati a allontanarsi dalla scrivania il meno possibile e rimanere nell’edificio per mangiare, andare in palestra, andare dal parrucchiere, dal medico, dal dentista, a volte persino dormire.

Per la maggior parte degli impiegati il pranzo è una ricerca fulminea per le strade del centro. Molte le trovate di successo di questo settore in crescita continua. Per esempio i belgi del Pain Quotidien (www.painquotidien.com), panetteria biologica espansa a bistro, dove si mangiano pani integrali assortiti su tavolate comuni in legno. La catena è popolarissima a Bruxelles e si è ora espansa in tantissime città belghe, francesi, svizzere, in Medio Oriente a Londra, negli USA ed ha anche aperto a Roma in Via Tomacelli 24-25.

Ottima soluzione la zuppa, preferibilmente da mangiare con pane integrale per dare apporto di fibre. I soup bar sono di grande successo nelle capitali dell’est, dove si può mescolare la forte tradizione locale con ricette fusion globalizzate. Di grande successo a Varsavia la catena Marak (www.marak.pl), dove si servono sia zuppe tradizionali polacche, come la popolarissima zuppa estiva di cetrioli, sia ricette internazionali come la zuppa tailandese al cocco o quella norvegese al salmone affumicato.

Da non sottovalutare l’opzione pelmeni, i ravioli russi ripieni di carne, di funghi o di formaggio che si mangiano con la panna acida (o lo yogurt) e le cipolline. O i blini, le frittelle russe, mangiati a pranzo con ripieno di funghi, formaggio, carne, pancetta, cipolle, panna acida, marmellata o cioccolato. Popolassimi per il pranzo a Riga, la capitale lettone, dove si possono comprare a peso per pochi euro in ambienti giovanili e moderni, per esempio da Pelmeni sulla strada Kalku 7, o da Blinoff sul Brivibas Boulevard 30. Si consiglia anche la zuppa fredda estiva lettone, fatta di aneto, yogurt, cetrioli e bietole rosse.

Sempre più comune mangiare sushi per pranzo: moderno, veloce, salutare, bello da guardare. Per chi non ha tempo o voglia di cucinare è anche un apporto dietetico sano, almeno una volta al giorno. Versioni volgarizzate del sushi si trovano in tanti sandwich bar cittadini, ma si consiglia di affidarsi ai giapponesi. Il sushi automatico dove si scelgono i piattini desiderati da un tapis roulant che assomiglia al ritiro bagagli dell’aeroporto si adatta particolarmente al pranzo cittadino solitario e un po’ alienato. Due catene di successo: la Sushi Circle tedesca (www.sushi-circle.de nelle maggiori città tedesche) e la Yo!Sushi (www.yosushi.com, in Inghilterra e a Parigi).

Oltre a zuppe, sushi e ravioli regna sempre più sicuro il panino. Pratico, veloce, si può anche mangiare in piedi, camminando, al parco o alla scrivania, disseminandola di briciole. Dai bocadillos spagnoli di pane bianco con ripieno di frittata, di jamon serrano o anche di calamari fritti, ai chlebicky cechi, fette di pane bianco con appoggiate creazioni estetiche di prosciutto, cetriolini, maionese e gelatina, alla croque monsieur francese, pane tostato con formaggio e prosciutto.

Il sandwich, si dice, è una invenzione inglese (Sandwich è una cittadina del Kent) e il successo di variatissimi e sovra-prezzati sandwich bar a Londra sembra confermare questa leggenda. Fatti per lo più di pane quadrato a fette, ripieni sia con ricette tradizionali (come il ploughman, formaggio cheddar e sottaceti, o il BLT, bacon lettuce and tomato), sia con ricette post-moderne, che tendono a mescolare le salse asiatiche, i formaggi mediterranei, carni, erbe aromatiche e, quasi sempre, maionese. Il più di successo: Pret a Manger (www.pret.com), le cui ricette imperano sulle scrivanie della City, a cominciare dal sandwich senza pane, fatto di solo ripieno per chi fa la dieta Atkins e non vuole mangiare carboidrati. Nel 2001 Pret ha venduto 33% del suo capitale alla McDonald’s con cui si sta espandendo anche in America e in Asia.


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