DISCHI CASALINGHI
Ovvero autoprodotti... dalla creazione alla registrazione!
Music Recording, just do it!
Sempre più spesso si sente parlare di autoproduzioni musicali, di HomeStudio (HS) o più semplicemente di dischi fatti in casa. Il livello qualitativo della musica prodotta in HS è ormai altissimo tant’è che molti grandi studi di registrazione statunitensi cominciano a sentirne la concorrenza e a chiudere. La chiave di volta sta in 3 o 4 concetti fondamentali: digitale, virtuale, economico e libero.
Un HS non fa altro che replicare, virtualizzando attraverso software dedicati, ambienti e apparecchiature hardware dal costo elevatissimo. Un mixer da 60 canali diventa una schermata video, un nastro si trasforma in qualche giga sul nostro HD, un bell’ambiente di registrazione si sostituisce in un plugin di simulazione di reverbi. Costando i computer sempre meno e potendo disporre del proprio spazio casalingo in massima di liberta siamo così liberi di dare sfogo alla nostra creatività senza doverci vendere la madre.
Un progetto musicale può essere scomposto in cinque fasi: composizione, pr
eproduzione, editing, missaggio e mastering.

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Composizione, qui ci vuole la testa
La prima fase è sicuramente quella creativa, c’è chi parte da una melodia o da una base ritmica, da parole o semplicemente da un riff di chitarra. Il punto è registrare l’ispirazione. A parte la risorsa immediata del cellulare, ormai la maggior parte ha la funzione di audio recorder, possiamo spingerci un po’ oltre scegliendo uno strumento dedicato come lo Yamaha Pockettrack 2g o una estensione del nostro ipod come il Belkin TuneTalk
www.yamahasynth.com/products/pocketrak/index.html
http://catalog.belkin.com/IWCatProductPage.process?Product_Id=277661

Preproduzione, facciamo il sound!
Al centro del nostro sistema abbiamo software che virtualizzano lo studio e permettono di registrare sequenze acustiche e non attraverso equalizzatori, effetti ed ambienti simulati. Come un potentissimo registratore multitraccia a nastro, il computer diventa il nostro centro creativo con il quale catturare la propria chitarra, voce o qualunque altro strumento, ma non solo!  Aggiungere una strofa non vuol dire oggi riregistrare obbligatoriamente tutto ma, il più delle volte, copiare semplicemente una parte del’arrangiamento. Un buon polistrumentista è assolutamente autonomo, vedi Lenny Kravitz o il buon vecchio Prince.
I sequenzer, oltre a permettere la gestione dell’audio, consentono anche la registrazione di strumenti MIDI e di accedere a ricche librerie di Virtul Instrument. Il limite del sistema è unicamente determinato dalla capacità di calcolo del computer. Un buon computer può fare miracoli e se muore di fatica possiamo aggiungere RAM o passare a dell’hardware dedicato al calcolo di partilcolari operazioni come gli effetti digitali, i famosi processori DSP.
In evidenza: Digital Performer, Cubase, Logic Audio

www.motu.com/products/software/dp
www.steinberg.net/en/products/musicproduction/cubase4_product.html
www.apple.com/it/logicstudio/

Editing, via i brufoli
Al pari di quello che succede nel cinema o nella fotografia è possibile fare una postproduzione correttiva e creativa del suono in modo da rendere il risultato perfetto. Come togliere un brufolo dal sorriso di una modella così possiamo rendere un cantante intonatissimo o mettere a tempo una batteria. R&B, Pop e Rock ormai passano tutti per questa fase di postproduzione. Per questo i dischi suonano da panico mentre i live lasciano a desiderare. Due strumenti del mestiere indispensabili per intonare le ugole: Autotune e Melodyne.
www.antarestech.com/
www.celemony.com/cms/

Missaggio, non perdiamo la testa!
Equalizzazione, compressione, volumi, campi sonori, delay, automazione. Sostanzialmente si tratta di unire tutte le tracce musicali una traccia stereo LEft e righe (L&R), Detto così sembra molto semplice ma quando iniziamo ad aver a che fare anche con un semplice ensamble rock possiamo veramente sbattere la testa ritrovandoci semplicemente con tutti i volumi al massimo ed un gran casino. Lo standard per la produzione musicale è indubbiamente Pro Tools. http://www.digidesign.com/

Mastering, la spruzzata di vino
L’ultima fase ancora esoterica per i più! Si parte dal L&R del missaggio viene riequalizzato per esaltare o correggere quelle caratteristiche timbriche determinanti per il brano o per la scaletta ed il gioco è fatto. Strumenti utili: Tracks, Oxone
www.t-racks.com/
www.izotope.com/products/audio/ozone/

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