L'ALTRO GIORNALISMO
Come, nell’epoca delle riviste-contenitore e delle tv commerciali, il trash si affiancò al giornalismo tradizionale
A cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 proliferano, oltre a numerose riviste a fumetti note al grande pubblico (alcune delle quali già trattate in precedenza in questa rubrica come Linus, Frigidaire, Frizzer, Il Male e Alter), anche riviste cosiddette ‘contenitore’ dove venivano mescolati non solo autori di varie nazionalità con stili molto diversi fra loro, ma anche impostazioni editoriali e tematiche disparate. Alcuni di questi, come “Skorpio”, “Lanciostory” e “Lando” riuscivano ad integrare contenuti a volte più spiccioli ed un dubbio erotismo con intelligenti intuizioni, oppure ad alternare lo stile della rivista oscillando tra ‘alto’ e ‘basso’ in maniera spericolata e noncurante. Si deve a Lanciostory, ad esempio, la pubblicazione di storie a fumetti di autori latino americani da noi all’epoca poco noti: “L’eternauta”, capolavoro futuristico di Héctor Oesterheld e Francisco Solano Lopez che anticipa in maniera impressionante il dramma dei desaparecidos, è solo uno dei molti personaggi presentati all’interno della testata. Ed è di Stelio Rizzo, direttore della testata, l’intuizione di una rubrica postale (4 chiacchiere tra noi) dove i lettori discutevano dei temi più disparati in una logica molto vicina a quella degli odierni blog.

skorpio

Il trash e il giornalismo gridato: le riviste e il caso Cronaca Vera
Nel proliferare dei mass media e nel cambiamento dei modi di comunicazione imposto dall’uniformarsi alla logica delle tv commerciali si moltiplicano non solo le testate ed i rotocalchi, ma l’impostazione sensazionalistica e gridata delle notizie diventa il motore principale di molti giornali. Accanto a testate di spettacolo come “Tv Radiocorriere”, “Tv sorrisi e canzoni”, o di ‘costume’ più o meno scollacciate (“Grand’Hotel”, “Novella 2000”, “Eva Express”) nascono veri e propri capolavori capaci di assegnare a fatti di cronaca lo statuto di leggenda metropolitana. Il più noto tra tutti resta di fatto “Cronaca Vera”. Fondata dall'imprenditore Sergio Garassini (che parallelamente era editore di “Kent”, un mensile erotico) e affidato da questi ad Antonio Perria (caporedattore di ABC ed ex inviato di cronaca nera de L'Unità, oltre che affermato autore di gialli), la rivista è un capolavoro dell’improbabile che a tratti rasenta l’auto-parodia: titoli come “Il bidet della morte: anziano scivola nel bagno e muore” lo rendono praticamente da subito oggetto da collezione. Allo stile “gridato” si affiancano paure ataviche e xenofobe sulle quali molti titoli fanno leva. I racconti privati dei lettori fanno il resto, anticipando Maria de Filippi di vari lustri. La rivista conosce un successo commerciale enorme: nel corso degli anni ’70 “Cronaca Vera” arriva a vendere fino a 600.000 copie a numero. La capacità dei media di fare morale incarnando al contempo il suo opposto nasce proprio in quel periodo. Così commenta Tommaso Labranca, autore di “Andy Warhol era un coatto”: “Il percorso di Cronaca Vera era tortuoso: mostrando le tette diceva nel contempo ‘che schifo queste ragazze senza dignità’. Settimanali come “Dipiù” sono la versione patinata di Cronaca Vera: ancora tette condite di miracoli, padripii, propensione al pulp (micidiale la serie di servizi sulle mestruazioni delle vip). Rispetto agli anni d’oro dei Cronaca Vera il popolo neoproletario ha sviluppato due nuovi fenomeni: una curiosità sempre più morbosa verso personaggi sempre meno interessanti e la convinzione di poter essere protagonista di questo grande spettacolo”.

cronaca vera

Dopo un periodo di relativo superamento di certi toni, a tutt’oggi nel nostro paese l’informazione conosce un brusco passo indietro: nei tg si è arrivati a parlare di ronde, gli stranieri tornano ad essere una minaccia e quasi mai una risorsa, i toni sensazionalistici prevalgono spesso sulla effettiva veridicità della notizia. E se i tempi di Cronaca Vera sembravano oramai lontani basterà provare (parola di Labranca) a dare un’occhiata a “La Padania” o a “Libero”.

BAZAR CONSIGLIA
Sul sito www.neurocomix.it/Articolo.ASP?sez=8&sez1=&sez2=&pag=790 un articolo di Alex Tirana traccia una sorta di cronistoria delle riviste a fumetti. Su  www.euraeditoriale.it/ è invece possibile trovare raccolte ed arretrati di personaggi presentati direttamente su Lanciostory.

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