COCCO FRESCO COCCO BUONO
Notti genuine, saporite, fresche, in cui l'arte è giocosa e straniata, ed è facile superare ogni confine...
ROMAEUROPA
Immaginate che un immenso buco nero ci abbia inghiottiti. Immaginate che tutto il mondo abbia finalmente estinto le sue ansie represse di un escatologismo divoratore e Madre Natura abbia pigramente deciso di alzare un dito per vendicarsi di noi. Il collasso. Ecco. Questo è il senso di affascinante straniamento portato all’ennesima potenza di Romaeuropa. Dove l’elettronica diventa quasi gemma tra le gemme, arte nel senso più popolare –diffuso e diffusivo- del termine. Ecco allora che il marasma collettivo trasmigra nelle immagini di un’arte giocosa e straniata, divisa tra teatro indiano e musiche di Gershwin, tra Pappano e i Plaid. In mezzo si trovano assiepati e sparsi il ritorno sul desk di Nathan Fake e quello in carne e ossa di Juliette Binoche, la chitarra dronica di Fennesz sfumata dagli echi di Brian Eno provenienti dai Bang on a Can a loro volta devastati dal violino di Eva Bittova definitivamente imploso nel silenzio devastante delle coreografie mute di Emanuel Gat. Se non vi fosse bastato Dave Clark. O Rijoj Ikeda. Se ancora non siete stati risucchiati dal buco nero: Akouphen e Missil, Anish Kapoor, 2000&one e Sonic Acts. Chiudete gli occhi. Contate il battito. Fatevi collassare dal buco nero. Questo è Sensoralia. Questo è RomaEuropa.

locandina romaeuropa

Sensoralia, Brancaleone, Roma
04.10 Nathan Fake
11.10 Akouphen + Missil
25.10 Plaid + Bob Jaroc
14.11 Dave Clark
22.11 Boys Noize
29.11 2000&one + Sonic Acts

Palladium, Roma
13,14.10 Bang on a Can

PUNKT @ LONDON
Dall’Europa ai confini dell’Europa. Dove ci si scorda di essere europei, e si è Qualcos’altro. Se avete perso la seconda patria italiana, la città del Big Ben ovvio, potete andare a trovarla trovando assieme pure la Norvegia. Il confine, il liminare, l’aurora boreale dell’estremismo concettuale si condensa nella stanza magica dell’Alpha Room del Punkt che si trasferisce in trasferta dalla Kristiansand, sede abituale di questo festival che sta rivoluzionando il confine tra elettronica, jazz, musica tradizionale e improvvisazione, per arrivare nella piovosa Londra. L’Alpha Room è il portale della transustanziazione del corpo del battito fatto hertz in Qualcos’altro. Un imprevedibile remixing di ciò che si è appena sentito qualche ora prima. Le atmosfere commistionate di elettronica della tromba evocatrice di Nils Petter Molvaer e di Arve Henriksen, della chitarra eterea e sfuggente di Eivind Aarset, il piano intriso di nu jazz di Bugge Wesseltoft. E subito dopo il tutto remixato -quasi una differita televisiva- dal talento geniale di Jan Bang ed Erik Honorè. Una trasferta verso i confini, verso il confine. Elettronicamente liminare.

London Jazz Festival

20,21,22.11 London Jazz Festival, Londra (UK)

CECILLE NIGHT @ KAMA KAMA
Nell’eventualità ancora voleste migrare dalle gelide terre nordiche, il turismo da dancefloor è a vostra disposizione. L’estate dei Righeira è finita da un bel pezzo, ma la house music continua ad imperare, senza paura, onnipotente mostro onnivoro di se stesso. Il Kama Kama è praticamente la tana della house italiana. Come la grotta dalla quale Prometeo ha scoperto il fuoco, così il battito house è uscito all’inizio della gloriosa stagione anni ’90 da questa grotta rosa, un misto di shockismo e trendysmo -perfetto mix declinabile, dolcissima declinazione pop-olare- che ha fatto epoca sulla riviera versiliese. E oggi se la gode con due calibri come Robert Dietz e Markus Fix per lo showcase della tedesca Cecille. Il primo partito dalla techno, il secondo dalla dance music e dai Kraftwerk, per poi ritrovarsi entrambi come resident di spessore nella scena di Francoforte, accomunati da una declinazione di classe del trinomio perfetto house-deep-minimal.
29.11 Kama Kama, Camaiore (LU)

MINIMONO @ TENAX
Sfatti, distrutti e devastati bisogna ogni tanto trovare il ritmo per fermarsi. No. O almeno rilassarsi. Neanche. Allora prendiamoci con più tranquillità. Ma va va. Allora vabbè che sia funky. Minimono, come una buona marca da aperitivo da happy hour, è il connubio che volevate tra house, techno e funky. Decisamente fresco, neanche troppo inflazionato come il mojito, decisamente nuovo. Alle spalle un po’ di storia, nato inizialmente come progetto multimediale, performativo, teatrale, ha poi conquistato negli ultimi due anni anche le platee londinesi, pubblicato un LP prodotto dal Tenax e conquistato la fedele riproduzione nella playlist di gente come Jay Haze, Argy, John Acquaviva e Daniel Bell. Insomma a noi non va di fermarci. Ma neanche a loro.
22.11 Tenax, Firenze


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