PAC, IL MIO PICCOLO PORCELLINO
In tempo di crisi finanziaria, con le più grandi banche americane che crollano come castelli di sabbia, i nostri risparmi diventano sempre più preziosi. Come salvarli?
Chi di noi non ha posseduto da bambino un piccolo salvadanaio a forma di porcellino? E quante volte vi abbiamo infilato le nostre monete, impazienti di riempirlo per poi romperlo? Magari passavano pure dei lunghi periodi prima di potervi mettere qualche altra moneta… E magari molti di voi avranno pure provato a forzarlo con un coltellino per tirare fuori la moneta del gelato, oppure a farla risalire con una calamita opportunamente calata dentro… Ecco i Pac funzionano più o meno così. Ma non vogliamo parlare delle Politiche Agricole Comunitarie. Qui la sigla Pac sta per Piani di Accumulo del Capitale, con i quali è possibile costruire un capitale per il futuro con i nostri risparmi. Qualcuno già avvezzo a certi termini potrebbe chiedere: ma che differenza c’è tra i Pic e i Pac? E qui siamo al punto. Sono entrambi due tipi di investimento in fondi comuni, ma mentre i Pic (piani di investimento capitale) si effettuano in un unico versamento, i Pac sono in pratica investimenti a rate. Con i Pac noi sottoscriviamo un piano di risparmio che possiamo attuare con più versamenti successivi, anche di piccoli importi. Ed è qui l’aspetto interessante. Perchè oggi con la crisi sempre più pressante sono pochi quelli che riescono a risparmiare davvero cifre considerevoli. E allora può rivelarsi più utile versare piccoli, piccolissimi importi con una specie di rateazione. Ma come funziona davvero? Proprio come un salvadanaio: possiamo fare i versamenti quando ci pare, senza date o scadenze e di qualsiasi importo a partire da un minimo di 50 euro. Diciamo subito che se uno sforzo va fatto, questo è tutto all’inizio: perché per attivare un Pac occorre fare subito 12 versamenti. Quindi se l’importo minimo stabilito è di 50 euro, bisogna versare subito 600 euro. Poi però potete anche scordarvi del vostro salvadanaio, e ricordarvene solo quando avrete di nuovo 50 euro che proprio non sapete come spendere. Allora potete versarli nel vostro Pac, che poi potete “rompere” per recuperare i soldi quando e come vi pare. Si insomma… se avete una spesa imprevista e non sapete come affrontarla… potete riprendervi dal vostro porcellino quello che occorre (come facevate con la calamita da ragazzini) e poi magari rimetterceli quando li avrete guadagnati di nuovo. Se invece quegli investimenti versati proprio non vi servono, e li lasciate lì, sappiate che però anche il Pac si riempie, come un vero salvadanaio. Infatti sono possibili versamenti fino a un massimo di 252. Una volta arrivati all’ultimo versamento è necessario aprire il vostro amato “porcellino”.

salvadanaio

Questa modalità di risparmio tra l’altro consente di ammortizzare eventuali periodi di crisi. Infatti chi investe in un’unica soluzione, come con i Pic, in caso di perdite significative in Borsa deve aspettare a lungo prima di tornare al valore iniziale. Chi invece sottoscrive un Pac ed effettua i versamenti un po’ per volta anche mentre la quota perde valore, alla fine si trova comunque un guadagno. Unica pecca… è che le commissioni più alte si pagano soprattutto all’inizio: quindi se poi decidete di sospendere il piano prima di completare tutti i versamenti rischiate di aver pagato troppo in commissioni rispetto all’investimento fatto… Niente è perfetto!
Ma come individuare i Pac più giusti a soddisfare le nostre esigenze di risparmio?
La scelta va fatta in base alla durata che vogliamo dare all’investimento e alla frequenza dei nostri versamenti. Se pensiamo che l’operazione durerà meno di 3 anni, conviene un fondo obbligazionario, con titoli in euro poco rischiosi. Chi vuole rischiare un po’ di più può puntare su un fondo bilanciato (ma deve mettere in conto almeno 5 anni di investimento). I fondi azionari sono i più rischiosi, buona scelta per investimenti di 15 o 20 anni, ma offrono anche i migliori rendimenti.
Una buona opportunità per chi vuole rischiare poco la offre Fineco, con una vasta scelta di prodotti e con solo 0,95 euro di commissione per ogni singolo investimento.

Glossario
fondo comune di investimento: strumento finanziario che raccoglie il denaro di risparmiatori che affidano la gestione dei propri risparmi a una società di gestione con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo.

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