Napoli - 13 settembre - INAUGURAZIONE DEL MUSEO ARCHIVIO LABORATORIO PER LE ARTI CONTEMPORANEE HERMANN NITSCH

MUSEO ARCHIVIO LABORATORIO PER LE ARTI CONTEMPORANEE
HERMANN NITSCH
- NAPOLI

INAUGURAZIONE SABATO 13 SETTEMBRE 2008 - ore 19

hermann

Con una conferenza stampa al mattino ed un grande evento serale, apre ufficialmente a Napoli il Museo Archivio Laboratorio per le Arti contemporanee Hermann Nitsch. Uno spazio di documentazione e approfondimento delle tematiche filosofiche, poetiche e visive sviluppate dal grande artista austriaco (Vienna 1938) in oltre trent’anni di attività. Un luogo dove le opere, i relitti delle azioni del celebre OM Theater (das Orgien Mysterien Theater - Teatro delle Orge e dei Misteri) che contraddistinse dagli anni Sessanta l’avventura dell’Azionismo Viennese, i suoi percorsi tra odori e sapori, le escursioni nell’astronomia e nella botanica prendono vita in un percorso aperto alle sperimentazioni. A realizzare il museo, in una ex centrale elettrica ristrutturata nel cuore dell’affascinante quartiere Pontecorvo a due passi da piazza Dante, è Peppe Morra compagno di strada e produttore sin dagli anni Settanta del lavoro di Hermann Nitsch.
Con la sua Fondazione ora celebra questo sodalizio e ne rinnova la missione con uno spazio multifunzionale dedicato alle arti plurime: la Collezione storica dell’opera di Nitsch, le opere della 55.malaktion (azione di pittura) realizzate questo agosto ed esposte nel tunnel che collega la Biblioteca-Mediateca al Museo, il Centro di documentazione/ricerca/formazione sino al Centro per le Arti performative e multimediali che prevede anche la produzione di opere ed eventi. Piattaforme innovative divise in Dipartimenti che si avvarranno di qualificate collaborazioni in ogni settore e disciplina. Tante le iniziative in programma, in un campo aperto che vuol rendere il fruitore protagonista e parte attiva del Laboratorio.
La nuova sede della Fondazione Morra, che dal Palazzo dello Spagnuolo nel quartiere Vergini si trasferisce in Piazza Dante, è collegata al museo da una scala che percorre un dislivello di 35 metri e collega fisicamente ed idealmente i due spazi.
La conferenza stampa avrà luogo alle ore 11.30 nella sala conferenza del Museo. Alle ore 19 interverranno Achille Bonito Oliva, Mario De Cunzo, Nerio Nesi, Hermann Nitsch, Jürgen Schilling e Peppe Morra per presentare il Museo al pubblico e agli ospiti e festeggiare la nascita del nuovo comune progetto che va ad arricchire in modo significativo l’offerta di istituzioni per l’arte contemporanea a Napoli.

il luogo

Una ex centrale elettrica nel centro storico di Napoli, in Vico Lungo Pontecorvo 29/d, la “Stazione Bellini” è il complesso immobiliare di primo Novecento nel quale si è insediato il “Museo Archivio Laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch”, per iniziativa della Fondazione Morra. Vivace approdo di un’amicizia ed una comunione creativa che da oltre trent’anni lega Peppe Morra all’artista austriaco.
Il progetto di ristrutturazione edilizia ha previsto interventi su tre livelli e sarà completato con la realizzazione di uno spettacolare impianto di ascensore esterno in acciaio e vetro. Una scala permette un percorso ascensionale che, coprendo una quota di 35 metri, rivela scorci suggestivi di straordinario paesaggio urbano. L’edificio si colloca infatti tra il centro storico, le colline di Capodimonte e Poggioreale e si inserisce in una asse strategico che include il Museo Archeologico, l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio di san Pietro a Majella, il Museo Madre e la stessa sede della Fondazione Morra.
In questo contesto si articolano le diverse attività e funzioni della nuova istituzione, secondo quattro direttrici: la documentazione, la formazione, la produzione e la diffusione delle esperienze. Nella parte museale sono installati in permanenza i relitti e proiettati a ciclo continuo i video delle azioni di Hermann Nitsch. Il Centro di documentazione, ricerca e formazione promuove sistematici discorsi sulle arti visive a partire dalla metà del XX secolo e l’acquisizione informatica di testi, immagini ed eventi. La Biblioteca-Mediateca provvede alla sistemazione e catalogazione di ogni tipo di materiale documentario a stampa. Una Audioteca di musica contemporanea, un Dipartimento per il Cinema sperimentale indipendente, un Centro per le arti performative e multimediali ed un Laboratorio organizzano azioni, eventi, performances ed happenings. Finalità caratterizzante dell’Istituzione è anche il sostegno alla ricerca dei giovani artisti e intellettuali, non solo campani, e la promozione e tutela della cultura, del suo patrimonio e dei suoi saperi, in una visione di apertura alle ricerche avanzate e alla cultura scientifica: anche in collegamento con una rete di strutture e istituzioni nazionali ed internazionali. Un progetto a tutto campo dunque che supera la concezione statica e i limiti dei musei tradizionali.

la Fondazione Morra

Dopo oltre dieci anni nel settecentesco Palazzo dello Spagnuolo si trasferisce nella prestigiosa sede di Palazzo Ruffo di Bagnara - in piazza Dante sempre nel cuore antico di Napoli - la Fondazione Morra che dal 1992 ha raccolto, proseguito e potenziato l’attività dello Studio che Giuseppe Morra fondò nel 1973 (la sede era nel quartiere Chiaia), per seguire e promuovere le neoavanguardie internazionali del suo tempo, in particolare gli esponenti della Body Art, dell’Azionismo viennese, del Lettrismo e della Poesia Visiva, di Fluxus e delle varie espressioni di arte comportamentale e concettuale. Dallo Studio passarono infatti sin dagli anni Settanta artisti come Hermann Nitsch, Günther Brus, Peter Kubelka, Urs Lüthi, Gina Pane, Charlotte Moorman, Marina Abramovic, Joe Jones, Bob Watts. Determinante fu in particolare il sodalizio con Hermann Nitsch: dal 1974 lo Studio Morra divenne la galleria e la casa editrice di riferimento del grande artista viennese.
Seguirono negli Ottanta le esposizioni dedicate a Fluxus, il composito gruppo internazionale che volle rompere ogni barriera fra arte e vita, irrompendo con le sue azioni e i suoi prodotti nella realtà sociale e quotidiana. Nella seconda metà degli Ottanta lo Studio promosse la Poesia Visiva, con i suoi più significativi esponenti, Chopin ed Heidsieck, Carrega, Luigi/LUCA Castellano, Martini, Miccini, Pignotti,.Tola, Totino. La Poesia Visiva - dialogante con Fluxus - praticò in particolare la commistione fra la parola scritta (poesia, letteratura sino ad ogni sorta di messaggio) e l’immagine nelle sue varie forme massmediali, la fotografia, il fumetto, il francobollo… Seguirono nei Novanta mostre di grande richiamo come le “Sculture nella città” di Bruno Munari (1990), i quattro Environments di Allan Kaprow (1992), Living Theatre: Labirinti dell’Immaginario (2003).
Logica espansione in assetto istituzionale della forte presenza dello Studio fu la nascita della Fondazione Morra - Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive. Base statutaria per il nuovo ciclo fu “L’arte per amore della ricerca e della conoscenza”. Da allora la Fondazione Morra, inserita nell’Albo Regionale per la sezione “Alta Cultura”, ha svolto una assidua e qualificata attività di ricerca, documentazione e divulgazione, nella sede barocca progettata dal Sanfelice. Servizio pubblico di cultura alla comunità campana, ma in collegamento operativo con importanti istituzioni italiane ed estere, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e la Fondazione Mudima di Milano al Museum Moderner Kunst Stiftung di Vienna al Al Hansen Archive di North Hollywood, California. E naturalmente in dialogo con istituzioni campane, dall’Università di Salerno al PAN di Napoli. Tutto questo fervore di iniziative assunte in visione di sistema ha portato al progetto di istituzione del Museo Archivio Laboratorio Hermann Nitsch, nel quale alcune delle attività funzionali della Fondazione saranno trasferite e potenziate.


Hermann Nitsch

Hermann Nitsch (Vienna 1938) è uno dei maggiori protagonisti dell’arte internazionale dalla seconda metà del Novecento. Esponente massimo del Wiener Aktionismus, il movimento che intorno agli anni Sessanta rappresenta (con Günther Brus, Rudolf Schwarzkogler e Otto Mühl) la massima tensione espressiva della Body Art europea. Già dal 1957-60 peraltro Nitsch elabora la sua idea di Orgien Mysterien Theater (Teatro delle Orge e dei Misteri): esperienza di arte totale o Gesamtkunstwerk legata al concetto psicanalitico di Abreaktion, ovvero la scarica emozionale che consente ad un soggetto di rimuovere gli effetti di accadimenti drammatici. L’esecuzione di atti orgiastici e onanistici insieme con la messinscena di riti sacrificali (con memorie di misteri pagani e di Passione cristiana) deve consentire la liberazione catartica da tabù religiosi, moralistici, sessuali. Nel frattempo - diplomatosi all’Istituto grafico sperimentale di Vienna - Nitsch dipinge nell’ambito del tachisme: il movimento che interpreta la cultura dell’Informale esaltando l’immediatezza del gesto che riversa o schizza colori sulla tela, anche usando direttamente le mani. Dal 1961 si intensificano le azioni nel corso delle quali si procede al dilaniamento di un agnello, il cui sangue viene usato come colore. Dal 1962 è coinvolto un uomo come attore-passivo che viene “crocifisso” e cosparso di sangue. Crescono nel corso degli anni Sessanta gli spettatori - attori, si moltiplicano i materiali usati (come le interiora degli animali) e gli apparati scenici. La provocazione si fa sempre più spinta (nel ’65 andrà in carcere per 14 giorni), si allarga il giro delle relazioni internazionali, specie con la Germania (Beuys, Vostell) e gli Stati Uniti (Kaprow, gruppo Fluxus). Nel 1971 acquista il castello di Prinzendorf, a 50 km. da Vienna, che diviene la sede del suo das Orgien Mysterien Theater, le cui azioni si susseguono a partire dalla domenica di Pentecoste del 1973. Nel 1974 entra in contatto a Napoli con Peppe Morra e il suo Studio, compie la 45.azione per la quale viene espulso dall’Italia. Ma nello stesso anno Peppe Morra organizza in Germania, a Düsseldorf, una sua monumentale azione durata ininterrottamente per quattro giorni. Lo Studio Morra diviene la sua galleria di riferimento e il suo editore: pubblica fra l’altro la sua opera teorica fondamentale, l’O.M. Theater 2. Nel 1977, morta tragicamente la moglie Beate, la commemora con una azione (la 56.ma) nella chiesa di Santa Lucia a Bologna; lo spartito musicale del Requiem è edito da Morra. Nel 1979 si trasferisce per un periodo in Campania in una casa di pescatori vicina all’area archeologica di Cuma presso Napoli, ci era già stato anni prima con Peppe Morra e la moglie Beate. Il luogo è di grande ispirazione, ideale per ambientare una nuova azione, “Cuma könig oidipus III.fest”. L’amico Peppe lo invita a scriverne lo spartito. Il lavoro sarà completato e pubblicato dopo undici anni (nel 1988). Nel corso degli anni Settanta-Ottanta si intensificano le partecipazioni alle grandi rassegne internazionali, gli interventi in prestigiosi musei, le conferenze e le esecuzioni musicali.
Nel luglio del 1984 la sua 80.ma azione dura tre giorni e tre notti intere (la partitura integrale dell’azione sarà pubblicata nel volume “Hermann Nitsch” edito dallo Studio Morra nel 1994, con testi di Achille Bonito Oliva, Jürgen Schilling, Angelo Trimarco, Libero De Cunzo, Vincenzo Trione, e dello stesso artista).
Dagli anni Novanta prevalgono in tutto il mondo le esposizioni (mostre personali e collettive) dotate di forte energia espressiva, in cui Nitsch installa i relitti, gli oggetti, le installazioni, i materiali, le grandi tele, le partiture, i progetti grafici che hanno dato vita alla sua singolare esperienza di arte, nella quale confluiscono teatro, pittura, musica, fotografia, video, performance.
La creazione del Museo Archivio Laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch a Napoli in coincidenza con il suo settantesimo compleanno, assume così il significato di celebrazione critica di una personalità che rappresenta ad alto livello tensioni, problematiche ed istanze della società contemporanea.

Vico Lungo Pontecorvo 29D
Fax +39 081 454064 - Tel. +39 081 4420923
fondazione@fondazionemorra.org
www.museonitsch.org


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