Capalbio - 26 luglio - UNO SCRITTORE UN’ESTATE - Con la Nuvoletti i gamberi

UNO SCRITTORE UN’ESTATE

Con la Nuvoletti i gamberi 

Sabato 26 luglio ore 17.30 Ultima Spiaggia - Capalbio
La penna alle donne: Giovanna Nuvoletti


Dopo le anteprime delle scorse settimane parte ufficialmente sabato la settima edizione di “Uno scrittore, un’estate”.

Nessuna crisi del settimo anno, anzi, la rassegna quest’anno è ancora in crescita con 20 giornate e più di 30 presentazioni di libri. Inoltre da quest’anno i confini della Maremma vengono superati grazie a una collaborazione con RAISAT UNINETTUNO che manderà in onda - in satellite e in chiaro - gli autori in rassegna per presentare i loro libri.

Giovanna Nuvoletti chiude gli appuntamenti di luglio all’Ultima Spiaggia sabato 26 alle ore 17.30, con il suo “Dove i gamberi d’acqua dolce non nuotano più” (Fazi editore). Insieme a lei parteciperanno il senatore Furio Colombo e Chicco Testa.

L’attrice e neoscrittrice Eliana Miglio, dopo aver aperto la rassegna con il successo della presentazione del 12 luglio, torna all’Ultima Spiaggia per interpretare i brani del libro dell’amica Giovanna Nuvoletti.

Il romanzo racconta, attraverso le parole dei protagonisti, i miti nati in uno dei luoghi simbolo degli anni Cinquanta e Sessanta, La Capannina, locale della costa versiliana, osservatorio di lusso sulla storia e sul costume italiani in cui si compì il definitivo passaggio di consegne dalla vecchia, altissima aristocrazia alla nuova sfacciata ricchezza della borghesia imprenditoriale.

Giovanna Nuvoletti è nata a Milano nel 1942. Giornalista, fotografa di pubblicità e cronaca, i suoi articoli di costume sono apparsi su «Marie Claire», «Linus», «King» e vari altri periodici. Tiene una rubrica sul mensile «Rolling Stone». Ha tre figli e sei nipotini.

La serata fa parte della rassegna Uno Scrittore un’Estate ed è a cura della Fondazione Epoké e del Comune di Capalbio, sotto il patrocinio della Provincia di Grosseto, con il contributo della Banca della Costa d’Argento.

Giovanna Nuvoletti

Dove i gamberi d'acqua dolce non nuotano più

Collana: Le vele
pp. 290 - euro 16,00
ISBN: 978-88-8112-934-8

In libreria: 27 giugno 2008

Il romanzo racconta, attraverso le parole dei protagonisti, i miti nati in uno dei luoghi simbolo degli anni Cinquanta e Sessanta, La Capannina, locale della costa versiliana, osservatorio di lusso sulla storia e sul costume italiani in cui si compì il definitivo passaggio di consegne dalla vecchia, altissima aristocrazia alla nuova sfacciata ricchezza della borghesia imprenditoriale.

Il conte Giovanni Nuvoletti Perdomini, amava raccontare a sua figlia le storie meravigliose e a volte maliziose di una volta, quando l'eleganza era eleganza vera, gli aristocratici erano il massimo dell'umanità, e le signore erano assai capricciose. Un mondo che ora non c'è più, ma rivive nelle pagine di questo romanzo. Dove, spesso sullo sfondo della Capannina, rifugio esclusivo della crème della società italiana degli anni '30, cominciano a intrecciarsi le storie dell'irresistibile Nicolas dagli occhi turchesi, amico intimo di Edda Ciano e di Umberto di Savoia, dell'ingenua e bellissima principessa Stefanella, della potente Andreola, della cinica e perfida Olimpia, simboli irraggiungibili di un privilegio ormai impensabile. Nel frattempo, i giovani Agnelli cominciano a mostrare la loro intraprendenza, e Italo Balbo si lascia scioccamente involare un'amante. Più avanti, nei vitalissimi anni '50 e '60, quando ancora i sarti non sono stilisti e le signore vestono Tizzoni, Curiel e Marucelli, l'incontrastata regina delle feste è la stupenda Adriana, moglie separata di Nicolas, circondata da amiche folli e raffinate quanto lei, e da una profusione di innamorati ricchi e potenti. Tradimenti, scandali, grandi divertimenti e atroci tragedie. Finché toccherà a Flora, figlia di Nicolas e Adriana, incontrarsi e scontrarsi coi resti di un'eleganza che man mano sparisce. Il fascismo e il dopoguerra, il boom e il '68, il rampantismo e il nichilismo odierno scorrono come davanti a una cinepresa, sull'onda di una scrittura  ironica ma insieme intrisa di nostalgia, che ricostruisce alla perfezione le voci , i tic, le debolezze, i modi di dire dei protagonisti delle varie epoche, fino ad arrivare ai radical chic e agli intellettuali della Capalbio di oggi.


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