Cividale del Friuli - 19 / 27 luglio - MITTELFEST ‘08 - COSTRUIRE IL TEMPO

MITTELFEST ‘08
COSTRUIRE IL TEMPO
Cividale del Friuli, 19 / 27 luglio 2008


Presidente: Prof. Furio Honsell, Direzione Artistica: Moni Ovadia

ATTESA A MITTELFEST 2008 PER L’EVENTO ESCLUSIVO “PROGETTO CANTACRONACHE”, REALIZZATO CON MITTELFEST, NOTA E CLUB TENCO CHE RIUNIRA’ SUL PALCO NUMEROSI ARTISTI COME FAUSTO AMODEI, BANDA OSIRIS, GUALTIERO BERTELLI, CAPAREZZA, GINEVRA DI MARCO,
GRAZIA DI MICHELE, FRANKIE HI NRG,
KOSOVNI ODPAKI, ALESSIO LEGA, GIOVANNA MARINI, MONI OVADIA, YO YO MUNDI.
PRESENTE IN VIDEO ANCHE DARIO FO

C’era una volta Cantacronache, un gruppo di artisti (musicisti, ma non solo) che narravano in parole e musica i problemi di un'Italia ancora in cerca di stabilità e di identità dopo la devastazione della guerra. Un  sodalizio troppo presto interrotto, da cui però scaturirono esperienze importanti come quella del Nuovo Canzoniere Italiano promotore di un importante revival della canzone popolare e dello sviluppo della canzone politica negli anni Sessanta e inizi Settanta.
Mercoledì 23 luglio è di scena a Mittelfest l’evento speciale, in esclusiva per il festival di Cividale del Friuli diretto da Moni Ovadia, PROGETTO CANTACRONACHE, ideato da Valter Colle, Enrico de Angelis e lo stesso Moni Ovadia che riunisce come produttori Nota, Club Tenco e Mittelfest.
Nella suggestiva location di pietra della Cava di Tarpezzo – scenario naturale di grande impatto visivo e suggestione a pochi chilometri da Cividale - un'intera serata ricorda come, alla fine degli anni Cinquanta, Cantacronache anticipasse già le successive stagioni della musica impegnata.
Sorto a Torino nel 1957/58 e coagulatosi attorno alle figure di Sergio Liberovici, Emilio Jona, Michele Straniero, Giorgio De Maria e Fausto Amodei, il gruppo  Cantacronache vide di volta in volta la partecipazione di scrittori come Calvino, Fortini, Rodari, Eco, cantanti e attori come Margot, Edmonda Aldini, Duilio Del Prete, Giustino Durano e altri. Cantacronache rappresentò una novità in quel panorama musicale: l’attività del gruppo era orientata in due direzioni: da una parte il recupero della canzone sociale, politica e della Resistenza, e dall’altra l’introduzione di testi che parlavano di una realtà molto diversa da quella fotografata dalla canzone italiana di allora e dall’industria discografica.
Parola d’ordine “evadere dall’evasione”, “dichiarare guerra alla luna e cantare gli sposi infelici”, ossia contrapporre una canzone in certo qual modo neorealista alla melensaggine da cartolina illustrata e all’artificiosità delle canzonette di moda. Il gruppo contribuirà a modificare il gusto popolare nobilitando il genere-canzone, da sempre considerato un sottoprodotto culturale. Le armi saranno in un certo senso le stesse della canzonetta d’evasione: linguaggio piano e accessibile, forme metriche tradizionali, una musica melodica ed immediatamente emotiva.

L’esperienza scaturita dall’incontro di poeti, uomini di lettere e musica, che diedero vita a quella felice, straordinaria stagione sarà rievocata e riproposta in una serata-evento creata appositamente per Mittelfest che vedrà riuniti attorno ad uno dei fondatori, Fausto Amodei, artisti che per storia personale e sensibilità artistica hanno aderito al progetto per far rivivere per una lunga serata quelle importanti pagine della nostra storia musicale e culturale, e sono: Giovanna Marini, Gualtiero Bertelli, Ginevra Di Marco, Kosovni Odpadki, Caparezza, Banda Osiris, Moni Ovadia, Grazia Di Michele, Yo Yo Mundi, Alessio Lega, Frankie Hi Nrg. ATTESO IL CONTRIBUTO IN VIDEO DEL PREMIO NOBEL DARIO FO. “Fu una sorpresa anche per me scoprire che la cultura cantata, il canto popolare, aveva radici e valori propri e che addirittura anche nella gestualità denunciava il fatto di essere non semplice conseguenza, ma addirittura ragione dello sviluppo delle chiavi, delle ritmiche e della composizione musicale”, racconta Fo. “Fu proprio in questo periodo che cominciarono le prime indagini sul canto popolare e queste indagini portarono a una scoperta straordinaria, non solo in termini quantitativi ma soprattutto in termini di valore. Non si trattava semplicemente di ricercare canti che erano spariti o non si conoscevano più, la cosa importante era andare a ritrovarli e riscoprirli nella loro funzione originale, nella loro gestualità”. “Era necessario – racconta ancora il Premio Nobel -  ricostruirli e riappropriarsene per poter comprendere a cosa originariamente servissero”. ”Ho avuto la grande fortuna di conoscere Roberto Leydi, il gruppo di Cantacronache e altri ancora in un momento importante per il nostro lavoro, momento nel quale mettevo già in scena con altri giovani come me degli spettacoli basati su quelle esperienze musicali”. “Lo spettacolo “Ci ragiono e canto”  - conclude Dario Fo – “è stato certamente il frutto delle esperienze maturate prima con Leydi, Liberovici e i tanti ricercatori, musicisti e gruppi che si muovevano in questa direzione da tutta Italia”.


Programma e vendita biglietti su:

www.mittelfest.org


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