Loano - 25 luglio - LUIGI TENCO E LA CANZONE POPOLARE - Arena estiva Giardino del Principe

LUIGI TENCO E LA CANZONE POPOLARE
Il progetto inedito di Luigi Tenco dedicato alla canzone popolare e tradizionale italiana

da un’idea di Enrico de Angelis
Arrangiamento e direzione musicale di ARDECORE

con
ARDECORE,  FARAUALLA,  ELENA LEDDA,
ANTONELLA RUGGIERO, PEPPE VOLTARELLI

Venerdì 25 luglio 2008, 21.30, Arena estiva Giardino del Principe

Il Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana propone per l’edizione 2008 una produzione evento dedicata ad un progetto inedito di Luigi Tenco.
Luigi Tenco lavorava all’idea di un disco dedicato alla canzone popolare e tradizionale italiana. Un progetto che non ha mai portato a compimento, ma di cui è rimasta traccia nei suoi scritti.
Il Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana ha dato corpo all’idea del grande musicista e cantante, unendo, in un evento unico, importanti voci della musica italiana.
L’dea di uno spettacolo così particolare è di Enrico de Angelis, studioso della canzone d’autore e membro del direttivo del Club Tenco.
Attraverso una personale rilettura ed interpretazione dei brani scelti da Tenco, dal vivo sul palco del premio Città di Loano, rivivrà tutta l’energia e la vitalità della canzone popolare.

A dare voce al progetto saranno gli Ardecore - a cui è stata affidata la riscrittura musicale e l’orchestrazione della produzione – Faraualla, Elena Ledda, Antonella Ruggiero e Peppe Voltarelli.

La scelta di affidare agli Ardecore un progetto ambizioso come la serata dedicata a Luigi Tenco” dice John Vignola, direttore artistico del Premio Città di Loano “rappresenta il riconoscimento di un significativo percorso artistico, riuscito, nell'ambito di una musica legata tanto alla consapevolezza delle radici quanto ad un interesse saldo e curioso per la contemporaneità. Non è un caso che il loro “Chimera” abbia vinto lo scorso anno la Targa Tenco per la migliore opera prima originale: dopo aver rovistato nelle storie del passato, gli Ardecore propongono oggi un proprio canzoniere originale, vibrante e magicamente sospeso fra spazio e tempo. Coinvolgerli nel ripercorrere le scarne tracce di un disco ipotetico, a cui Tenco stava lavorando, completamente calato nei suoni della tradizione, è un ulteriore omaggio a una figura cruciale della musica popolare dello scorso secolo. Il senso di avventura e la voglia di non dare nulla per scontato accomunano il cantautore piemontese e la formazione romana; un cortocircuito che mette in contatto le prospettive, ovviamente diverse e in qualche modo complementari.
A loro volta la presenza delle armonie vocali delle Faraualla, il prestigio nell’ambito tradizionale di Elena Ledda, la curiosità culturale e la fama di Antonella Ruggiero e l’estro cantautoriale e artistico di Peppe Voltarelli completano e arricchiscono un’occasione unica per far rivivere tanto la poesia di Tenco quanto le nostre radici sul palco di Loano.”

La produzione-evento ripercorre la tracklist dell’album “folk” immaginato da Tenco. L’artista attinge dalla canzone popolare d’emigrazione del primo Novecento, inserendo nella lista il brano “Merica Merica”, che sarà interpretato da Elena Ledda, e dalla tradizione dei canti alpini della Grande Guerra, indicando brani quali “Monte Canino” che sarà riproposto dagli Ardecore, “La pastora” a cui daranno voce le Faraualla, “Ta pum” che sarà eseguito da Antonella Ruggiero e “Bella ciao”, inno della Resistenza che aveva come  progenitore un canto delle mondine e che sarà riproposto nelle due versioni a più voci.
Tenco inserisce, poi, alcuni dei suoi brani più noti: “La mia valle” che sarà presentata a Loano da Antonella Ruggiero, “Se potessi amore mio” che sarà eseguita dal quartetto polifonico delle Farfalla, “Ciao amore, ciao” cantato dagli Ardecore e “Com’è difficile” nell’interpretazione di Peppe Voltarelli. La scaletta include, infine, “Sei rimasta sola”, successo di Celentano, su testo di Micky Del Prete e musica di Ricky Gianco, che vedrà nuovamente sulla scena Voltarelli e “Amore mio non piangere”, nota canzone popolare padana, che sarà interpretata da Elena Ledda.


Nota di Enrico de Angelis
La storia di un cantautore eclettico e curioso come Luigi Tenco viaggia comunque tra alcuni punti fermi come paracarri, che sono i suoi riferimenti alla musica popolare italiana. La campagna che canta nella sua ultima canzone, Ciao amore ciao, è quella contadina della sua infanzia a Ricaldone, e si sa come in Italia sia stata la società rurale a tramandare il patrimonio folclorico. Quando nel 1962 Tenco pubblica il suo primo album, scrive in copertina: “Le mie canzoni vanno viste non tanto nel quadro della musica leggera o da ballo, quanto in quello della musica popolare (…) io penso che la musica popolare resti pur sempre il mezzo più valido per esprimere reazioni e sentimenti in modo schietto, sincero e immediato”. E poco prima di morire dichiarerà: “I giovani ignorano le canzoni italiane più belle, quelle popolari, i canti alpini. Io farò capire loro quanto siano belle.”
Non era una dichiarazione d’intenti velleitaria e astratta, aveva perfettamente in testa come fare. La prova del nove è un foglio a righe con i margini, il cosiddetto formato “protocollo”, che ci ha lasciato, con una serie di titoli scritti di suo pugno in stampatello, suddivisi in 2 blocchi da 6, contrassegnati con A e B. Le facciate classiche di un longplaying a 33 giri. Era il suo prossimo progetto discografico. Tre canzoni sue, già note: Se potessi amore mio, Com’è difficile e naturalmente Ciao amore ciao (è quindi un progetto dei suoi ultimi mesi di vita). Una canzone sua a metà: La mia valle, scritta sulla melodia popolare utilizzata da Ciaikovski per il suo “Capriccio italiano”. Poi una canzone, curiosamente, del repertorio di Celentano: Sei rimasta sola. E soprattutto canzoni di tradizione anonima: Monte Canino (Tenco usa la grafia corrotta Camino), canto alpino della Grande Guerra; La pastora, antica ballata popolare presente in tutta l’Italia settentrionale, ma pure in questo caso Tenco si riferiva probabilmente a un canto adottato dagli alpini durante la Grande Guerra, noto anche come E lassù su la montagna, che Pasolini titolò appunto La pastora; Bella ciao, la famosa canzone di risaia trasformatasi poi nella canzone della Resistenza per antonomasia; Ta pum, un altro canto militare della Grande Guerra; America America, o più precisamente Merica Merica, canzone d’emigrazione del primo Novecento; Bambina mia non piangere, che è probabilmente Amore mio non piangere, canzone popolare padana resa memorabile dall’esecuzione della grande Giovanna Daffini. Infine un titolo sibillino, Se nascerò, che resta per ora l’unico titolo incomprensibile.
Tenco non fece in tempo a realizzare il progetto. È rimasto un sogno manoscritto sulla carta. A cui però il Premio Città di Loano per la musica tradizionale ha inteso dar corpo realizzandolo quanto meno dal vivo, organizzando cioè una serata che riprodurrà virtualmente l’album vagheggiato da Tenco. A voci diverse, tra folk, pop e rock, come si conviene a quella musica senza frontiere che oggi sicuramente Luigi avrebbe amato.


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