Bologna - 26 giugno - Proiezione del film TUTTO SU MIA MADRE in Piazza Maggiore

Proiezione
“Tutto su mia madre”
giovedì 26 giugno
alle ore 22:00 in Piazza Maggiore
SOTTO LE STELLE DEL CINEMA

In occasione del Pride Nazionale di Bologna
la Cineteca di Bologna in collaborazione con il Comitato organizzatore,
danno il via alla lunga estate di proiezioni nella piazza più importante della città.


Giovedì 26 giugno Piazza Maggiore ospita la proiezione del film ”Tutto su mia madre” di Pedro Almodovar che anticipa il ricco programma di  “Sotto le stelle del cinema” , la rassegna estiva della Cineteca di Bologna, che inizierà il prossimo 7 luglio.
Introdurrà la proiezione Gianluca Farinelli – Direttore della Cineteca di Bologna. Subito dopo la parola passerà a Marcella Di Folco – portavoce del Pride nazionale per un breve saluto al pubblico.
Il film, selezionato insieme dal Comitato organizzatore e dalla Cineteca di Bologna è stato scelto per dare vita ad un nuovo momento di visibilità alle tematiche LGBT attraverso il celebre film del 1999 diretto dal regista Pedro Almodovar. Questa proiezione rappresenta il saluto del  pride alla città di Bologna ed esprime il frutto di quella cultura del dialogo e del rispetto tra la comunità omosessuale e a società civile – tutta - che costituisce l'obiettivo culturale e sociale del pride: invitare le città e la società a conoscere la cultura e le istanze del popolo LGBT per lavorare insieme ad una società più rappresentantiva e inclusiva di tutte le soggettività.
In questo film, la trasgressione viene letta e reinterpretata in modo innovativo ed audace. Ogni eccesso viene mostrato al pubblico non più come effetto ultimo di uno squilibrio, ma viene descritto e raccontato nell'istante stesso della sua genesi. In questo modo, partendo dalle cause (e non più dagli effetti) che hanno dato vita a quel comportamento, le conseguenze appaiono più naturali e consonanti con l'identità più profonda dei personaggi. Almodòvar ribalta il modo di leggere ed interpretare le diversità. Lo fa attraverso un'umanizzazione della trasgressione tout-court ed una riabilitazione del vecchio adagio, secondo cui, "non bisogna mai giudicare, ciò che non si riesce a comprendere nella sua interezza".
Emblematica è la dedica con cui Almodovar chiude il film: «A tutte le attrici che hanno fatto le attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre»
«Costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una é più autentica quanto più assomiglia all'idea che si è fatta di se stessa.» (monologo di  Agrado)


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