RIMESCOLAMENTI E LEGGENDE
Dal mito della Street Parade al "peso massimo" dell'elettronica mondiale. Magari passando per qualche festival dalle raffinate commistioni...
STREET PARADE – ZURIGO, SVIZZERA
La madre di tutti i rave, Grande Potnia della techno di massa, massificata lungo le strade che circondano il lago del posto più pacifico del mondo, ovvero Zurigo – Svizzera, la Street Parade è l’evento dove la folla si fa massa uniforme, quasi una corrente lattea e atomica nel battito perpetuo. Duevirgolaquattro chilometri di strada per un milione di persone, il tutto diviso per tonnellate e tonnellate di db riversati dalle Lovemobiles, gli autobus ambulanti che come in un immenso carnevale di Rio pompano battiti per dieci ore. Da 15 anni Street Parade sta alla techno come Italia-Germania 4-3 sta al calcio. 15 anni accomunati dal filo rosso dell’amore, della libertà sessuale, del superamento pacifico di ogni inibizione attraverso il movimento del corpo.
Creata quasi dal nulla nel 1992 da Marek Krynski, uno studente svizzero capace di raccogliere 1000 persone per un evento stravagante, già al secondo anno annoverava 10.000 ravers. In poco tempo è diventato la parade, con una sua radio, una sua compilation e l’interesse di tutti maggiori media svizzeri e tedeschi. Oggi è un’industria che svonvolge il paese della del formaggio, della cioccolata e delle vacche richiamate con lo yodel. Oggi è superamento dell’inibizione e superamento dei limiti angusti ed autoreferenziali del rave party; la Street Parade è diventata evento. Tanto che a volte ci si può perfino scordare che stiamo parlando di una techno parade. Ve lo ricordiamo allora: Street Parade è un rave fatto parade.
9.08 Zurigo, Svizzera

DANCITY
Il festival della sostenibilità elettronica riscopre il 100% del riciclaggio, arte millenaria come poche. Tanto che ci sarebbe da dire che l’arte stessa in Occidente nasce dal più famoso degli imitatori. Quel tale di nome Omero che grazie al tema dell’imitazione, detta anche riciclaggio, ci conduce ad oggi, al coraggio del rimescolamento senza negare le proprie origini. DanCity è questo. Rimescolamento di ambienti e stimolazioni, dal duo avantfolkelectrojazz di Jan Bang e Sidsel Endresen, alle voci aediche dei tappeti danesi di nome Efterklang, a un tanghista redento e pentito da tutto, se non dal suo strumento come Francesco Tristano, passando per l’IDM poppata di Apparat e l’elettronica hip-hoppiana di Chateau Flight. Tante voci, tanti racconti. Elettronica sostenibile, rifiutata, discaricata. Gemma d’imitazione.
24,25,26.07 Foligno (PE)

SOULWAX
Capostipiti sfacciati di una generazione che ha finalmente rinnegato il peccato originale consumato alla fine del precedente millennio. Che ha smesso di separare gli stadi dalle discoteche e ricominciato a mescolare perversamente ed istintivamente nella stessa pentola pop e dance. Una ricetta commerciale di alchimica voglia, una ricetta della pasta asciutta al pomodoro –scontata, ovvia, perfino vista ed ovviamente rivista- ma in un tempo in cui ce ne eravamo quasi dimenticati il gusto. I Soulwax allora prendono il pop, il rock, l’alternative e la dance e li masticano, come fanno gli eschimesi che si passano il boccone fra di loro, per poi regalarne hit commerciali dal sapore genuinamente (sic!) sincero. Dategli in pasto qualunque cosa e la remixeranno: LCD Soundsystem, Klaxons, Gorillaz, Daft Punk. Sfacciati. Fin troppo per non essere rinnegati dal popolo della dance, loro, scherzo del destino –o della gastromusicologia. Nouvelle cuisine dei due chef del peccato, venuti dalla poco culinaria terra belga, rispondenti all’anagrafe ai nomi di David e Stephen Dewaele ed ai moniker di Flying Dewaele Brothers e 2 Many DJs. Passano fra le cucine dei teatri a quelle dei disco club, e da oltre dieci anni fra critiche e clamori deliziano i palati danceroli di mezzo mondo. Sono un po’ come McDonald. A nessuno piace. Ma tutti ci vanno.
17.08 Space Ibiza, Spagna

CARL COX
Mike Tyson e Don King in un solo corpo, se possibile e se umanamente concesso dalle restrittive leggi della fisica, Carl Cox è il peso massimo dell’elettronica mondiale. Produttore invidiabile e macchina sforna live micidiali come pochi. Re del ring della house e dell’hardcore ha vissuto attraverso mille leggende urbane, dai leggendari mix tra tre piastre in contemporanea, l’Angelo dell’Amore è stato nominato The Best DJ degli ultimi 25 anni. Un peso piuma non lo è nel mondo dei DJ, ma la sua capacità di attrarre folle oceaniche è degna di una superstar dei piatti.
18.06 Tenax, Firenze
20.06 Magazzini Outdoor, Milano
21.06 Beach Party, Napoli
11.07 Circo Loco Palazzo dei Congressi, Roma

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