CANDIDATI AFFACCENDATI
Obama impegnato a far dimenticare il colore della sua pelle. Hillary concentrata sul suo profilo dignitoso e competente. Mc Cain interessato a far percepire la sua esperienza di militare... Chi vincerà?

Chissà chi vincerà le prossime elezioni presidenziali del novembre 2008. Ma, chiunque le vinca, sarà sicuramente meglio di Bush. Non perché Bush sia conservatore (i conservatori sono competenti quanto i progressisti), ma perché Bush ha mostrato in più occasioni di non essere all'altezza dei suoi compiti di leader del paese più potente del mondo. In politica estera non ha migliorato da nessuna parte le condizioni dei conflitti e anzi ne ha favorito il peggioramento; in politica interna ha esacerbato le contrapposizioni, e alla fine ha provocato una perdita di consenso del partito repubblicano.
E McCain? E Obama? E la Clinton? Che pensano di fare? Chi sono?

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Di Obama ho scritto su Bazar nell'ottobre 2005. E' il mio candidato preferito: una persona intelligente, colta, moderata, coraggiosa, liberal. L'ho sentito parlare a Chicago, l'11 settembre 2005 nell'anniversario dell'attacco alle torri gemelle, leggere e recitare Lincoln mentre la Symphony Orchestra eseguiva il Ritratto di Lincoln di Aaron Copland (un grande musicista americano) e ho immaginato che, se si fosse mai candidato, sarebbe stato un buon presidente. Era riuscito in un compito quasi impossibile: col suo nome e il colore della sua pelle aveva vinto le elezioni col 70% dei voti in uno Stato (l'Illinois) a maggioranza repubblicana. Ora, nella sua campagna presidenziale, è riuscito a mobilitare i cittadini, a ridare passione per la politica senza scomodare la religione: contrasterà le lobbies dell'industria privata e delle assicurazioni che hanno spadroneggiato a Washington negli ultimi otto anni; farà probabilmente pagare un po' più tasse e cercherà di migliorare il sistema scolastico, sarà un misurato paladino dei diritti civili e cercherà di riformare i servizi sociali, che in America sono quasi inesistenti.

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Lo stesso - cosa più, cosa meno – farà Hillary Clinton. Ma con la differenza che la sua inossidabile esperienza non entusiasma. O almeno non entusiasma strati nuovi della popolazione. Pesca nel tradizionale elettorato democratico e il suo passato di first lady non le è di alcun aiuto, anzi. Certo, molti ricordano la serietà della sua tentata riforma sanitaria, e la sua capacità di mantenere un profilo dignitoso e competente nella sua lunga carriera politica. Ma la voglia di cambiamento fra i democratici sembra lavorare per Obama.

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McCain è un conservatore pragmatico che si distingue dalla retorica religiosa di Bush. Dice che se sarà eletto presidente il periodo della contrapposizione politica permanente finirà e che comincerà una stagione di “problem solving” (soluzione dei problemi). Il suo programma propone una visione dei problemi non distante da quella di Bush. Sul tema dell'aborto, ad esempio, McCain vorrebbe contrastare la decisione della Corte suprema che dal 1973 garantisce libertà di scelta. Sull'Iraq, intende proseguire l'impegno americano rivolto a sostenere la formazione di un esercito e di una polizia iracheni competenti e (in prospettiva) autosufficienti. Al suo profilo conservatore deve essere aggiunta la sua esperienza di militare rispettato e coraggioso: i cittadini e i mass media lo percepiscono come un uomo leale e onesto. Anche lui, come Obama, è estraneo a quel mondo di mastini della politica di professione che è la capitale americana.

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Che succederà ora?
McCain vola verso la nomina a candidato repubblicano alla Convention del suo partito ai primi di settembre. E' allora che sarà scelto il candidato per la vicepresidenza, e comincerà l'ultimo stadio della campagna presidenziale, quello fra i due opposti tickets (candidato alla presidenza e candidato alla vicepresidenza). I democratici stanno ancora combattendo fra loro nelle ultime primarie: Obama ha circa 1900 delegati e Hillary circa 1700: per vincere, ne occorrono 2025. Le ultime primarie si tengono il 20 maggio in Oregon e Kentucky, mentre il 1° e il 3 giugno ci saranno quelle di Portorico, Montana e South Dakota. La battaglia è fino all'ultimo voto. La Convention democratica si riunirà alla fine di agosto. Ma prima della festa nazionale del 4 luglio, tutti dicono che i giochi saranno fatti.
Si vota il 4 novembre.

PS. Ci sarà anche Ralph Nader, candidato indipendente, radicale, ambientalista, paladino dei consumatori, colui che riuscì a rendere obbligatorio l'uso delle cinture di sicurezza. Nelle presidenziali è famoso per aver sottratto ad Al Gore nel 2000 quelle poche centinaia di voti in Florida e New Hampshire che avrebbero consentito al candidato democratico di sconfiggere Bush. Famoso anche per aver detto che Gore e Bush erano simili come due gemelli.


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