Roma - 4 e 5 giugno - IOEIO al Teatro Quirino Vittorio Gassman

Roma, Teatro Quirino Vittorio Gassman

4 e 5 giugno 2008 ore 20:45

Saggio di diploma del III anno di recitazione

IOEIO
di Else Lasker Schüler

traduzione, adattamento e regia
Cesare Lievi

scene
Bruno Buonincontri

costumi
Marina Luxardo

luci
Sergio Ciattaglia

consulenza musicale
Paolo Terni

preparazione al canto
Claudia Martino Aschelter

accompagnatore al pianoforte
Patrizia Troiani

coreografia
Monica Vannucchi

L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico in collaborazione con la Provincia di Roma e l’Ente Teatrale Italiano presenta al Teatro Quirino di Roma il 4 e 5 giugno 2008 alle ore 20.45, il saggio di diploma del III anno di recitazione con la rappresentazione di IOEIO di Else Lasker-Schùler per la regia di Cesare Lievi, scene di Bruno Buonincontri, costumi di Marina Luxardo.
Else Lasker-Schùler (1869-1945) oggi unanimemente considerata una delle più grandi poetesse della letteratura tedesca del secolo appena trascorso, nei primi decenni suscitava tra pubblico e critica reazioni molto discordi, Karl Kraus, parlava di lei come del ”più forte e impervio fenomeno lirico della Germania moderna”. Else Lasker-Schùler amava recitare in pubblico i suoi versi provocando spesso scandalo e proteste, mentre su riviste e giornali si alternavano critiche osannanti e stroncature violente. Costretta nella miseria, visse di aiuti (Wittgenstein fu tra i suoi benefattori). Nel 1932 le fu conferito il premio Kleist, ma l’anno dopo, il nazismo la costringeva all’esilio e metteva al bando la sua opera. Dopo un breve soggiorno in Svizzera, raggiunse Gerusalemme. L'interesse per questa poetessa fu tenuto vivo da una piccola cerchia di devoti, tra cui Paul Celan e, nel 1990 il film dell’israeliano Amos Gitai, Berlin Jerusalem, ne ha rievocato la figura leggendaria, consentendo l’inizio di una revisione critica della sua figura.
Nell'anno 1941 in un teatro - cabaret di Gerusalemme, alla presenza del famoso regista Max Reinhardt e di altre stars come i  Brothers Ritz, una poetessa (specchio dell'autrice Else Lasker-Schùler) presenta il suo ultimo lavoro: lOElO.
Quando il sipario si apre Mefistofele e Faust (che nel corso dello spettacolo si identificherà sempre più con il suo autore: Wolfgang Goethe) sono all'inferno. Faust è preoccupato per la condizione in cui i nazisti hanno ridotto la Germania e gran parte dell'Europa, ma Mefistofele sembra minimizzare con sarcastica ironia tali preoccupazioni. La relazione tra i due si fa più tesa quando giungono all'inferno gerarchi nazisti, inviati da Hitler, a chiedere all'autorità infernale petrolio per la guerra. Mefistofele glielo concede, ma assai presto nota nel loro atteggiamento intenzioni aggressive che non tardano a diventare realtà: le truppe tedesche e Hitler in persona marciano contro l'inferno e a Mefistofele non rimane che sterminarle annegandole in un fiume di lava. Il diavolo e Faust si ricongiungono; di fronte al pericolo nazista ritrovano se stessi, il loro essere una cosa sola. Il loro io diviso si ricompone e si trasfigura. A entrambi si apre il paradiso.



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