LA GRANDE SFIDA
Radio VS web. Scontro tra titani a ritmo di contenuti...
Fare, non ascoltare: radio2.0
Modulazione di frequenza, ascolto dell’universo, trasmissione, richiesta di attenzione, sottofondo, suono, emozione. Tutto nasce da un esperimento di un certo Marconi nel lontano 1895. La trasmissione audio, una tecnologia sviluppata nel secolo scorso, è sopravvissuta al cinema e alla televisione ed è approdata, qualche anno fa, all’ultima grande sfida: il world wide web.
Non è tanto sull’evoluzione tecnologica della trasmissione, dalla modulazione di frequenza (FM) alle tecnologie di streaming e agli adorati podcast, che si basa lo scontro, quanto sulla dinamica della creazione dei contenuti. Oggi il driver principale della radio 2.0 è partecipare, diventare il webdj della stazione, eliminare l’intermediazione focalizzando l’attenzione su utenti e condivisione.
Come testimonia Dan Gillmor nel suo We the Media, “Call them newsmakers, call them sources, call them subjects –- and sometime, in their view, the unwilling victims – of journalism”.
Molti sono i network convenzionali che da subito hanno capito la potenza di internet. Malgrado alcuni limiti dovuti alla banda di trasmissione avere una radio internet significa superare le barriere territoriali della trasmissione a modulazione di frequenza e confrontarsi direttamente con l’intero globo.

My Old Radio - Valerio De Cecio
Fotografia di Valerio De Cecio

Webradio da 1.0 a 2.0
Nella maggior parte dei casi i progetti di radio online si sono concretizzati in un flusso di streaming disponibile al pubblico con l’aggiunta di una webcam per la diretta dallo studio. Un valore aggiunto alquanto basso e poco sexy per posizionare diversamente il prodotto. In questa migrazione dall’etere al web sono mancati tutti i servizi di ascolto on-demand, di selezione del palinsesto e condivisione di ricchezza che hanno reso tanta fortuna ai dominatori del web 2.0, i vari Youtube, Flicker o Myspace. In Italia solo recentemante alcuni gruppi editoriali si sono mossi verso esperienze più coraggiose, fra questi il gruppo RCS e La Repubblica. Di fatto sul mondo del web hanno preso piede start up di nuova generazione completamente autonome da gruppi precostituiti e soprattutto iniziative estere. Strano no ?
I player principali sono LAUNCH CAST di YAHOO!, Last.fm, Pandora e Mercora, vediamo cosa fanno.

Launch Cast, l’idea di Yahoo
Il primo progetto LAUNCH CAST propone una piattaforma in grado di creare radio personalizzate utilizzando una libreria di brani condivisa. Gli utenti selezionando una playlist di base attivano una radio personale che si popola di nuovi brani in base alla selezione manuale. Un sistema di rating consente di indicare le preferenze. Il contro della soluzione è che la trasmissione dei brani è a discrezione della piattaforma e quindi non c’è modo di sapere né l’ordine del palinsesto creato né l’orario di trasmissione del singolo brano. Un sistema di abbonamento a pagamento elimina alcuni limiti del servizio come pubblicità e numero di brani riproducibili mensilmente.
http://music.yahoo.com/launchcast/

Last fm, condivisione e vicinato
Last.fm, attraverso un servizio gratuito, permette agli utenti di condividere la libreria dei brani riprodotti dal proprio computer o iPod. Le liste di brani possono essere condivise all’interno di gruppo di utenti “vicinati” accumunati da preferenze musicali simili, un sistema di voting permette ad utenti di bannare brani non graditi e pilotare il flusso di stream generato. Di base i brani ascoltati non provengono dai computer degli utenti ma dai sistemi di Last.fm; di conseguenza, pur selezionando un brano desiderato, questo non viene riproposto nello stream perché inesistente sull’archivio centrale.
http://www.lastfm.it/

Pandora e Mercora, Music Genome e P2P
Pandora propone un ascolto dinamico in base ad una preferenza iniziale. Sulla base del progetto “Music Genome” da un singolo brano viene riproposto un cammino musicale dinamico. Sui brani, come sugli altri sistemi, è possibile esprimere dei pareri e correggere il sentiero di ascolto. Se il brano iniziale è caratterizzato da chitarre distorte e tempi sostenuti è probabile che l’intera trasmissione sia assolutamente “heavy”, in ogni caso è sempre possibile scartare brani non graditi esattamente come su Last.fm.
www.lastfm.it
Mercora, attraverso un sistema P2P che sfrutta per lo streaming la banda degli stessi utenti, si distingue perché consente di condividere delle playlist selezionate dagli utenti. Il sistema, nato per lanciare nuove proposte e portare all’ascolto novità musicali, utilizza una piattaforma a tecnologia mista fra streaming e podcasting.
www.mercora.com

Dove vogliamo andare?
In tutti questi progetti le barriere globali della lingua sono state superate dall’universalità del messaggio musicale. L’advertising interruttivo è assolutamente ridotto ed è morto il ruolo del DJ, l’intermediazione come al solito su internet è la prima a sparire.
Rimane il fatto che si tratta sempre ed unicamente di trasmissioni non LIVE e che, a meno di non poter caricare dei contenuti sui server centrali, in pochissimi casi è possibile mettere a disposizione nuova musica, estranea al mainstream discografico. Manca ancora quest’aspetto della valorizzazione della persona e della sua partecipazione diretta al progetto. I limiti più che progettuali sono ad oggi tecnologici. La radio dà la possibilità di essere protagonisti e tramite la propria voce e le proprie idee stimolare il pubblico creando suggestioni negli spazi e nelle situazioni. A differenza di Youtube, raccontato spesso in terza persona dal popolo dei videomaker, la radio consente di essere protagonisti creando un vero avatar della nostra web personality. Forse il futuro della web radio sta proprio lì.

AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node