REMO REMOTTI E L'ANDERGRAUND
Attore, pittore, poeta ed umorista: gli 84 anni di un sopravvissuto
La sua icona più celebre resta forse il falso Sigmund Freud interpretato in “Sogni d’oro” di Nanni Moretti che svende la cultura su un banchetto di Roma, mentre la sua “Mamma Roma addio” rimane un inno ancora oggi intatto: eppure Remo Remotti incarna numerosi aspetti tra loro in netto contrasto che solo assieme danno l’idea della vastità del personaggio. Un personaggio (classe 1924) che è passato indenne attraverso diverse decadi di storia del nostro paese, dalle marce dei piccoli Balilla alla nascita del cinema italiano (quello si, il vero miracolo nostrano), dalla Via Veneto Felliniana agli anni di piombo, fino all’immediato presente che lo vede vincitore alla lunga di una partita giocata al rilancio puntando sempre e comunque la medesima posta: Remo Remotti. Un curioso viaggiatore che ha respirato da vicino ogni parabola culturale e movimento artistico che hanno finito per caratterizzare il secolo scorso: i fermenti pittorici di Roma e del bar Jamaica di Milano (da Piero Manzoni a Lucio Fontana), quelli teatrali all’Alberichino di Roma (dove si esibivano allora anche giovani emergenti come Roberto Benigni e Carlo Verdone), il sessantotto a Berlino con le rivolte studentesche ed il Living Teather di Julian Beck, la fuga da Roma e da una madre castrante in Perù per frequentare una scuola di pittura, il manicomio (“solo i grandi vanno in manicomio, ed infatti io ci sono stato tre volte: gli scemi in manicomio non ci vanno mica…”), il teatro e gli esordi nel cinema con Bellocchio e Moretti (di quest’ultimo diventerà l’attore-feticcio dei primi film).
E poi la scrittura, appunti spesso satirici di un “maniaco sessuale di sinistra” che non riesce proprio a prendersi sul serio (“Il ’68 non era servito a niente: il ’69 nemmeno”), e che ha infine deciso di mettere in scena l’opera artistica che da sempre cura con attenzione maniacale: sé stesso.

A tutt’oggi Remotti resta un ponte tra passato e presente, incuriosito e attratto dalle nuove leve di artisti, così come lo era stato per quelli che poi sarebbero diventati punti di riferimento nel cinema e nella pittura. Da tempo additato come il Bukowsky italiano, considerato un “vate underground”, Remo Remotti è stato spesso erroneamente incanalato nella corrente trash capitolina per un esubero che lo porta ad unire aspetti e pratiche contrastanti, dalla meditazione e la ricerca spirituale (nonché quella della propria identità) sotto la guida di Osho, ad una ossessione maniacale per il sesso che lo trattiene in una costante età pre-adolescenziale. Nonché per una forma di insofferenza congenita che lo costringe prima o poi a mettere in scherzo ogni suo slancio più ardito verso l’alto, e prima d’ogni altra cosa la sua stessa persona. E a mettere al centro della propria esistenza e del mondo le donne, e loro soltanto.

BAZAR CONSIGLIA

diario segreto donne

Remo Remotti ha pubblicato diversi libri, e ognuno di questi da una dimensione della vastità di aspetti che il personaggio incarna: Ho rubato la marmellata (autoprodotto), Memorie di un maniaco sessuale di sinistra (Noubs, 1996), Città, donne, segni zodiacali… (Noubs, 1999) segnano l’attività di poeta ed umorista. I successivi Diventiamo Angeli, memorie di un matto di successo (Derive e Approdi, 2001) e Diario segreto di un sopravvissuto (Einaudi, 2006) offrono invece una panoramica sul percorso tragicomico e stralunato di un “ritardatario” vissuto sul bordo delle cose capace di trovare il senso della propria esistenza e reinventarsi una nuova vita a scadenza termine, nel punto in cui la maggior parte delle persone avrebbero accantonato ricerche e curiosità.

Remotti in musica


canottiere1 invoga

I cd Canottiere e In voga (ed. Concertone) raccolgono la sua produzione letteraria messa in musica da numerosi compagni di viaggio che Remotti ha incontrato strada facendo e che, noncurante del tempo, continua ad incontrare. Angeli custodi, come li chiama lui, artisti e gente varia incuriositi e in stupita ammirazione di una celebrazione così prepotente e accesa della vita.

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