CINA SEMPRE + VICINA
Nella buona e nella cattiva sorte...
Prima le vicende drammatiche legate al Tibet e la delicata questione dei giochi olimpici. Poi il dramma del terremoto nel Sichuan. Infine il festival monografico organizzato dall’Auditorium di Roma e dedicato interamente alla cultura cinese, in programma fino all’8 giugno. La nostra vita è ormai sempre più “impregnata” di cultura cinese, nel bene e nel male. Prima infatti si parlava di Cina solo in relazione alla loro manodopera a basso costo usata dalle aziende di moda, poi in relazione alla loro capacità di produrre tecnologia sempre più evoluta. Ora non si contano più i campi in cui la Cina comincia a far sentire il suo peso.

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Ma se la Cina è così vicina e così quotidiana ormai nei nostri pensieri e nelle nostre azioni, in così tanti settori della nostra vita, dall’arte alla cronaca, dalla moda alla tecnologia… non lo sarà anche nella finanza?
Ebbene si. Basti pensare al fondo Mandarin Capital Partners (fondato da Alberto Forchielli) lanciato da Intesa San Paolo in collaborazione con due banche cinesi, la China Development Bank e la China Exim Bank. Si tratta di un progetto che intende costituire una entità di private equity, cioè un’entità istituzionale in grado di fornire capitali a società che ne hanno bisogno. Apparentemente i fondi di private equity sembrano operare come le banche di investimento.
Ma c’è una differenza sostanziale: mentre queste ultime collocano sul mercato azioni e obbligazioni emesse dalle società, i fondi di private equity mettono i loro stessi soldi nelle aziende e in cambio ne diventano soci. Certo non si tratta di beneficenza, è ovvio che i fondi di private equity ne ricevono un loro tornaconto: infatti in genere i fondi di private equity investono in aziende in difficoltà e riescono a rimetterle in pista per poi rivendersi la propria quota realizzando così una plusvalenza. Ma tutto questo non fa che portare benessere alla società in difficoltà e generare profitto.

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Il nuovo fondo Mandarin Capital Partners dunque intende lanciare un ponte sull’asse Italia-Cina, un asse che sempre più sta diventando importante nei rapporti economici tra i due paesi. Infatti solo pochi giorni fa, il 23 maggio, è stato siglato un nuovo accordo a Bangkok tra l’Associazione degli Industriali di Vicenza e Osmep (associazione piccola e media impresa Thailandese). L’accordo prevede lo sviluppo reciproco dell'internazionalizzazione delle aziende nei settori agroalimentare e gioielleria, tra i più sviluppati della provincia veneta. E se parliamo di gioielleria, non possiamo dimenticare la grande presenza di griffe italiane nella catena di gioiellerie Chow Tai Fook (molto nota a Hong Kong e in tutta la Cina) dove sono recentemente stati aggiunti anche i marchi Talento, Luca Carati e Anzelmo & Bruni. E che dire di Bulgari che continua ad aprire Twin-stores in Cina? L’ultimo è stato inaugurato all’interno di Pacific Place, il prestigioso centro commerciale di Hong Kong.
E neanche il wellness resta fuori da questa idilliaca storia d’amore tra Italia e Cina: di recente è stata inaugurata a Pechino la prima palestra Corporate. Sapete chi faceva gli onori di casa? Il presidente dell’italiana Technogym Nerio Alessandri che ha tagliato il nastro della nuova palestra insieme all’ambasciatore d’Italia Riccardo Sessa e alla stilista ed ex modella cinese Ma Yan Li.

Ma non è solo la Cina ad attrarre capitali esteri: anche altri paesi orientali come il Vietnam, per esempio, allettano molte aziende straniere. Il Vietnam è oggi una delle più dinamiche frontiere di sviluppo per chi è alla ricerca di nuove possibilità di investimento. La sua crescita economica in Asia Orientale si è rivelata seconda solo alla Cina. Ad oggi sono attivi in Vietnam più di tremila progetti finanziati da investitori esteri provenienti da 70 diverse nazioni. Al momento l'Italia non rappresenta una delle nazioni in testa alla lista dei principali investitori in questo paese. Ma poiché la cooperazione tra Italia e Vietnam ha finora prodotto risultati significativi in diversi settori, vale forse la pena di interessarsi un po’ di più a questo mercato, soprattutto per chi opera nel campo degli strumenti di precisione, per i quali il Vietnam esprime molto interesse.

E per tutti gli imprenditori che hanno voglia di lanciarsi nella sfida dell’Estremo Oriente arriva l’Executive Training Programme (EPT) che nasce con l’obiettivo di aiutare i manager europei a sfondare nei mercati giapponese e coreano. Un programma annuale di sviluppo professionale che offre alle aziende europee la conoscenza e gli elementi necessari per sfondare in questi mercati. (Info: www.etp.org).

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