APOCALITTICI E APODITTICI
Ovvero eventi che valgono come dimostrazione artistica in forza di evidenza...
Roma: DisSonanze

dissonanze Roma

Le tavole della legge del battito vengono editte. Lo spazio diventa potenza in nuce, pronta a esplodere dall’altare del profeta. Si separano le acque nella pista, divisa nel triangolo romano che va dall’Auditorium all’Ara Pacis fino al Palazzo dei Congressi. Il rito annuale dell’elettronica è Dissonanze, i profeti del battito moltiplicano le loro voci. Il messicano Murcof, aruspice dell’avvento di un minimalismo clubbistico capace di incontrare, senza iconoclasmi, la musica sacra di Arvo Part. Dai Supersilent a Bach, insomma. Gli arcangeli Cobblestone Jazz, apocalittico mix di improvvisazione jazz e glitch house che hanno solcato le platee dei più sacri festival del mondo. Perfino i settari Yacht, incredibile mix di indie-elettronica o gli scomunicati Zu, orgia dissacrante di improvvisazione di derivazione avantgarde newyorkese. E poi i profeti del foro come Carl Craig, Prefuse 73, discopolo dell’IDM, Deadbeat, annunciatore della ambient dub e Rioji Ikeda, confessore dell’audiovisualità. Tutto lascia spazio all’avvento della parola che diventa suono cibernetico. Una Pasqua del battito, in ritardo. Anzi, in sacro delay.
9,10 Palazzo dei Congressi, Auditorium, Ara Pacis, Roma

Rovereto: fuTuro preSente
Ossessionanti ossimori. Giochi perversi, mix letali, acidi intellettuali che mischiano pesanti suoni artificiali al mondo organico. Opposizione come suo scavalcamento. Da queste idee nasce un calderone primigenio fatto di dibattiti, arti visuali, performance artistiche e onde elettroniche. Questo è Futuro Presente. Un connettivismo postumano che accomuna l’uomo in quanto macchina, il suono in quanto prodotto artificiale, la performance in quanto happening collettivo. Da Derrick de Kerckhove a Studio Azzurro, da Klaus Obermeier a Rioji Ikeda. Fino a Fennesz. Figlio della chitarra, figlio pentito e iconoclasta capace di muoversi nell’orizzonte incerto che va da Brian Eno alla musica concreta. Suoni artificialmente umani, depravazioni concettuali partoritrici di rara bellezza. I droni chitarristici del musicista austriaco sono deviati da risemantizzazioni di laptop che ne rendono impercettibile la provenienza, che creano paesaggi fantascientifici, quanto dolcemente infantili. Sia quando richiamano il free-noise di Merzbow, sia quando si rifanno alle radici più new age dell’ambient. La compensazione è il suono che si fa numero. Ryoji Ikeda trasforma il flusso del reale in un racconto di matrixiana memoria, devastazione orgiastica di numeri e glitch capaci di portare ai limiti la percezione umana in Datamatics [ver 2.0]. Non mancano neanche i beat clubbistici, pur affidati ad un maestro della consolle house di scuola berlinese come Vladislav Delay. Ma il dj finlandese, tra dub, house, e soundscape alieni è avvezzo a giochi sperimentali, turbe liminari tra pista e tecno art. Dove l’elettronica diventa limite.
5-10 Rovereto (BO)

Erik Morillo - Milano
Se Madonna è la regina del pop, piena e unica incarnatrice della parola, Erik Morillo è il re delle dancefloor. Il ragazzo colombiano cresciuto a New York è diventato ben presto il figlio adottivo di Ibiza, star incontrastata della Stonehenge magica della dance. Inizio di tutto è I like to move it sotto il moniker di Reel 2 Reel che avvia una carriera da remixer delle star più importanti del pop: da Mariah Carey a Puff Daddy, dai Basement Jaxx a Macy Gray. Un’industria dello show vivente, che crea hit da classifica, alimentando il suo mito tra i Sessions party di New York, i suoi resident set al Ministry of Sound (praticamente uno dei pochissimi stranieri nel Tempio della house) ed infine gli annuali Subliminal Sessions party a Miami. E proprio dal 1997 la sua nuova avventura, la Subliminal Sound che conferma la sua voracità musicale capace di trasformare in oro tutto quello che tocca. Da vero Re Mida della dancefloor.
9 Magazzini Generali, Milano

Random techno night - Bologna
Violenza selvaggia e battito nudo e crudo, questa la sintesi devastante di Felix Krocher, enfant prodige della terra teutonica e top della scena techno oramai che dall’età di 18 ha iniziato ad attirare su di sé l’attenzione degli addetti ai lavori. Prima di solcare i più importanti festival mondiali come "Natur One", "Time Warp", "I Love Techno", "Love Parade" e il giapponese "Wire". E diventare un punto di riferimento indiscutibile della scena. Accompagnato in questo rave da Randy, Fabio Mc, Giacomo Loff e Matteo Arthemalle.
24 Kindergarten, Bologna

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