DOLCEMENTE PERVERSI E CONTRADDITTORI
Tra il fuoco della contraddizione, un po' di spregiudicatezza e qualche favola...
Jovanotti
Nomade intellettuale oltre che corporeo, esponente di un ortodosso coraggio nell’affermare la propria opinione, nel portare avanti le contraddizioni dell’antagonismo, frutto più di un mondo distropico ed allergico a qualunque assiomismo ideologico, che della propria incoerenza. Questo –forse- è Jovanotti. Jovanotti è la mina dal di dentro. E il suo cammino è pericoloso perchè gioca col fuoco della contraddizione. Dagli inizi da importatore di mode americano, da figlio del rap e della discomusic thrashettona (che conia il suo nome) rimane tale e quale mutando se stesso. Il ragazzo che crea le tribù le fa anche coagulare attorno a significati multipli, a una tensione verso il presente disimpegnatamente critica. È la storia del passaggio dal gesto giovanilistico del Dammi il cinque al tribalismo onnideologico di Penso positivo. Per poi assorbire in se il mondo, facendo diventare la sua musica linguaggio idiosincratico per eccellenza. E nel frattempo l’inevitabile impegno politico, la lotta contro tutti i problemi e le contraddizioni del presente. Jovanotti prende forza dalle polemiche perché è lui stesso polemica e contraddizione. Forza creativa in perenne movimento, in perenne contraddizione. Nomade; allora esploratore.

safaritour

10 105 Stadium, Rimini
12 Mandela Forum, Firenze
17 PalaLottomatica, Roma
18 PalaLottomatica, Roma
20 Palasport, Acireale (CT)
22 Palasport, Palermo
24 Palamaggiò, Caserta
27 Palaolimpico Isozaki, Torino
29 DatchForum, Milano
30 DatchForum, Milano

KISS
Si da per scontato che in questo momento che state leggendo queste righe abbiate tutto l’occorrente a casa. Non sta a noi dirvelo, ma il cerone e il ghiaccio secco non sono elementi prescindibili in questo momento. Esercitatevi, vi preghiamo gentilmente, con la lingua di fuori di fronte allo specchio. Fatto questo... andate a buttare al cesso tutte le vostre menate sociologiche che parlano dei punkettari come creatori delle mode. La moda l’hanno creata i Kiss, semmai. Industria di loro stessi, spregiudicato marchio del rock pesante, che si prende anche un pò sottilmente per i fondelli, i quattro inceronati hanno creato un modo di stare sul palco prima che hit da stadio. Non vi potete dimenticare di I was made for lovin’ you baby, ma non vi potrete dimenticare neppure dei loro show leggendari. Sintetizzati nella linguaccia cafona ed irriverente più famosa della musica (con buona pace dei Rolling Stones).

kiss

13 Arena, Verona

MORCHEEBA
Attraverso una dolcemente perversa combinazione di opposti i Morcheeba sono riusciti a cavalcare le onde della grande moda del trip-hop metà anni ’90 pur senza all’anagrafe farne mai parte. Anzi, per dire la verità, neanche il trip-hop dominante spiega il misto di aromi dolcemente pop, gli odori dub ed esotici, misti a una leggerissima sverniciata bluesettara qua e là che caratterizzano il sound innovativo della band. Dall’esordio che li lancia nelle classifiche, si costruiscono l’immagine di un sound che varca territori nuovi e ricerca misture sottili senza compromettere l’originalità, tutte volte a supportare la voce eterea ed argentina di Skye Edwards. Il ritorno trainato dal singolo Rome wasn’t built in a day (2000) è decisamente più orientato al facile successo, ma sempre dimostrazione in un camaleontismo impercettibile, mischiando blues e soul con disco, pop e rap. Una definitiva consacrazione fino all’addio della musa cantante, ed all’aprirsi di nuove strade che proseguono oggi. Senza fretta, delicatamente mescolando.

17 Teatro Sociale, Mantova
18 Auditorium, Roma
19 Teatro Smeraldo, Milano

TARJA TURUNEN
Smontando facili luoghi comuni che vogliono il metal regno tipicamente maschile, un po’ rozzo e sporco, può capitare anche di trovare una voce raffinata e femminea, plasmata da anni di opera lirica e pianoforte. E’ la storia di Tarja Turunen, voce finlandese capace di costruirsi una nicchia di culto attorno alla band Nightwish ed allo stesso tempo cantare canzoni natalizie con l’Opera finlandese. Accade tutto nel 1996, quando Tarja incontra i membri della futura band: il metal è in fase di transizione, nel caos del crossover spuntano le prime voci femminili, i primi occhieggiamenti del metallo al pop. E Tarja diventa un’icona pop del nuovo metal. Da li i primi screzi con la band ed il definitivo addio nel 2005. Tarja poi diventa una celebrità nella terra dei ghiacci, e infine una star da classifica. Quasi una favola di Cenerentola. Una Cenerentola in pelle, però.

21 Alcatraz, Milano


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