GLI ESTREMI DELLA MUSICA
Accanto alla discografia ufficiale, decentrati dal resto, mai in asse
Il panorama musicale ha una storia sconfinata: il tragitto di quello ufficiale è stato più volte tracciato seppure spesso con limiti e restrizioni. I margini e gli estremi di questo percorso sono invece sovente ignorati dai più, seppure spesso rivelino zone inesplorate della musica e nicchie degne di nota. Un piccolo sottobosco in grado di sfornare, accanto al peggio della musica mai trasposto su pentagramma, interessanti ed arditi esperimenti capaci a volte di forzare i limiti del mercato discografico ufficiale, altre volte rimasti semplicemente confinati nei sobborghi musicali e rivalutati molti anni più tardi come “antesignani di”. Un sottobosco sopravvissuto in larga parte sui banchi dei mercatini.

Orrore a 33 giri

Addams_Family proiettili

Sul sito “Orrore a 33 giri.com” è possibile (rin)tracciare un percorso musicale ‘altro’ dell’industria discografica nei suoi più larghi estremi: dalla colonna sonora della serie tv “La Famiglia Addams” (curata da Vic Mizzy pubblicata nel 1966 e ristampata nello splendore del vinile venti anni dopo) ad improbabili incursioni nella musica di personaggi armati soltanto di lustrini ed immagini improbabili, fino a rarità come la splendida “Space Oddity” di David Bowie che lo stesso ebbe la malcurata idea di ricantare in italiano nel 1969 (allora l’operazione era abbastanza usuale per molti). Il testo sarà affidato niente meno che a Giulio Rapetti, conosciuto come Mogol, ed il risultato è “Ragazzo solo, ragazza sola”: indubbiamente uno dei testi meno riusciti e più antimusicali del secolo scorso. Curiosità nel sito ce ne sono diverse; una è di sicuro la raccolta “Mondo Hysterico” in tre volumi, dove viene sviscerato tutto l’underground del rock’n’roll italiano, quello che in classifica non è passato praticamente mai, da “Clem Sacco e i suoi califfi” passando per i “Kronos”, “Nando Star” e “Franchino e i dottori” o “Jerry e i Milanisti”. Oppure lavori come “Comrads” del 2008 (prodotto proprio dalla 33 giri productions), una raccolta che include molte versioni cover dell’inno più trafugato di tutti i tempi: quello sovietico. Da qualche parte trovate anche due irriconoscibili Morgan ed Andy ante Bluvertigo che, prima di buttarsi nella fortunata avventura, circolavano come Golden Age, trio new wave che nel 1989 da alle stampe un disco passato inosservato dal titolo “Chains”, uscito su etichetta Polygram. Altra segnalazione riguarda la raccolta “Proiettili Italiani Punk Waves 1977-1987”, che scava nell’underground del punk italiano portando alla luce gruppi difficilmente rintracciabili altrove come i “Sorella maldestra”, “Stigmate”, “Rats” ed “Andy Wharol Banana Technicolor” (dei quali i “Tre allegri ragazzi morti” eseguiranno anni dopo una cover dal titolo “I’m in love with my computer”).

Bazar Consiglia
Stesso discorso di quanto appena detto ma a livello cinematografico, vale la pena una passeggiata nel sito http://odorama.splinder.com/, un viaggio nel “delirante cinema di serie Z” estremamente curato e dettagliato che include molti generi (tra gli altri Gore, Splatter, Horror anni 80, Dark & B-Movies) e una quantità incredibile di pezzi rari.

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