LA RIVALSA DEL REGNO UNITO
(Con la collaborazione di Marco Pisoni)

Da Anna Bolena ai Rolling Stones, impazza la vecchia Inghilterra, vera fucina di star e di storie per una Hollywood stanca e a corto di idee
Il Rock è Morto. Viva il Rock!

shine a light poster 

Per la prima volta, parlando di un film di Scorsese, non è l’abilità stilistica del vecchio maestro il primo degli argomenti. Come diceva Christopher Walken in Prova a Prendermi: “Sai perché gli Yankees vincono sempre? Perché gli avversari non riescono a staccare gli occhi dalle strisce sulle magliette”.

shine a light 2

Sul palco i Rolling Stones generano un effetto molto simile. Shine a Light (11 Aprile), pur essendo un documentario essenzialmente incentrato sulla live performance, ha l’ambizioso proposito di svelare ogni angolo del fenomeno Stones. In un primo momento si potrebbe pensare a un elegia per leggende sulla via del tramonto. La faccia di Jagger, per quanta energia possa sprigionare, è pur sempre quella di un sessantenne sopravvissuto a trent’anni di droghe ed eccessi. Ma bastano dieci minuti a capire che Scorsese non insegue un peana conclusivo, né l’esaltazione del rock come forma di vita (il concerto si svolge al Beacon Theater di New York e tra gli ospiti, anche i coniugi Clinton), ma gli Stones come “esperienza”. Pochissimi infatti i primi piani, praticamente assenti gli zoom. Le 16 macchine da presa scrutano il palco da ogni possibile angolazione, con il non facile proposito di catturare tutto il visibile. Se vi sembra poco, provate a guardare.

This WAS England

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Negli ultimi 2 anni i polpettoni storici d’ambientazione “strictly british” hanno avuto un inaspettato successo. I responsabili principali di questo piccolo fenomeno cinematografico si chiamano Micheal Hirst e Peter Morgan, due sceneggiatori londinesi. Il primo è l’autore dei due Elizabeth, nonché l’ideatore della fortunata serie The Tudors, prodotta dall’americana Showtime. Il secondo invece ha scritto prima The Queen e ora L’Altra Donna del Re (24 Aprile), una rivisitazione romanzesca del triangolo amoroso tra Enrico VIII, Caterina d’Aragona e Anna Bolena, qui interpretati rispettivamente da Eric Bana, Scarlett Johansson e Natalie Portman. Confezione di lusso (i costumi sono di Sandy Powell, Oscar per The Aviator) e un certo senso del ritmo rendono il film almeno tollerabile. Se Hirst è più bravo, Morgan - almeno in questo film - si dà meno arie.

Relax! DON’T do it

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Atteso al varco per la terza prova da regista, Clooney non corre rischi e fa del suo meglio per compiacere soprattutto i compatrioti: In Amore Niente Regole (11 Aprile) è un prodotto fatto su misura per il pubblico americano e lo si capisce già dal tema, il football. Ma non si tratta di un ennesimo film sullo sport. Per dirla tutta, la definizione corretta è: commedia romantica. Non solo: Clooney stavolta veste i panni del protagonista, John “Dodge” Connolly, capitano di una squadra di scapestrati. I riferimenti all’epoca d’oro degli studios non sono pochi (a partire dall’ambientazione nei roaring twenties) e Clooney si atteggia a nuovo Cary Grant. Ma la scuola, tra i Coen e Soderbergh, ha dato i suoi frutti e il film non delude.

JunoPoster

Jason Reitman, dopo l’inatteso successo di Thank You For Smoking, torna alla carica con Juno (4 Aprile), con l’obiettivo di affrontare uno dopo l’altro i temi più invisi a Hollywood. Dopo le sigarette è il turno delle gravidanze indesiderate e dell’affidamento dei figli. Sebbene qualcuno sostenga che l’anticonformismo di Reitman sia un pò sbrigativo e ipocrita (in Thank You For Smoking non si vede mai una sigaretta accesa) è vero che il giovane regista è dotato di un’ironia intelligente e genuina. Se è un bluff, lo nasconde con leggerezza.

shotemup

Per chiudere, Shoot’em Up (11 Aprile) è senza dubbio il miglior videogioco prodotto negli ultimi dieci anni. Unica pecca: non è interattivo, trattandosi di un film. L’intrattenimento è all’insegna della bulimia: valanghe di adrenalina, violenza (fasulla, è evidentissimo) a non finire e humor nero. Clive Owen è perfetto per il ruolo (mai un sorriso, mai!) e Paul Giamatti sembra uscito da un cartone di Tex Avery. A molti basta.

Il Settimo Volto di Kurosawa

vivere

Akira Kurosawa viene ricordato soprattutto per i film sui samurai e per aver involontariamente ispirato dozzine di film Western. Ma tra i suoi capolavori c’è senza dubbio Vivere, con una delle sequenze iniziali più belle della storia del cinema, l’inquadratura di una radiografia e una voce fuori campo che diagnostica il cancro al paziente. Una riflessione sulla consapevolezza della morte e il bilancio di una vita, dove il protagonista muore a metà film e viene raccontato dalle voci di chi lo aveva conosciuto nei suoi ultimi giorni da filantropo. In questa edizione, oltre a uno speciale sul cinema di Kurosawa, un libro dedicato al maestro: “Tenno, l’imperatore”.
Vivere, DVD Mondo Home Entertainment, Euro 17,9, disponibile dal 15 Aprile

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