E ALLORA AFF(L)IGGIMI
Le nuove frontiere della pubblicità, dai cartelloni alle fronti a noleggio, tutto quello che serve per farsi notare…
Connect your mind!
(A cura di Antonella Andriuolo)

Ironica, divertente, accattivante: sono come tu mi vuoi.
Sintonizzati sulle mie onde, e ti saprò stupire, ingannare, ammaliare…sedurre.
Il nuovo marketing sfodera tutte le sue armi in fatto di pubblicità; dai salatini all’abbigliamento, dai detersivi alla cosmesi, lo spettatore è catturato, fedele ormai solo alla Triade dell’abile: tutto è indispensabile, desiderabile ma, soprattutto, tutto è acquistabile. Non teme sfide e si insinua nel quotidiano esplorando spazi, un tempo preclusi, pioniere e artefice delle strategie comunicative più anticonformiste. Aumentano i bisogni, aumentano i prodotti. I modi di propinarli sono infiniti, come la quantità di oggetti che ci servono, perché… “Io valgo”. Ed è proprio questo il punto: il “valgo” del “volgo”.

Arrivano i marziani? No, Bra Invasion! Immaginate la faccia di un impiegato che sta andando a lavoro mentre guarda attonito, nella metro di Milano, un gruppo di volontarie appendere, qua e là, in giro per il vagone, reggiseni di varie fattezze e misure. Stessa scena nella città capitolina. Opera di un club di rivendicazione femminile? Nient’affatto. Si tratta, invece, di una “genialata” pubblicitaria (che pare non faccia capo a nessuna agenzia) per il lancio del nuovo telefilm Californication (www.californication.italiansubs.net/).

1 immagine laboratori

Ad accompagnare la promozione anche una serie di cartelloni dagli slogan enigmatici e misteriosi: “Da X Files a XXXFiles” o, ancora, “non ne poteva più di farsela con gli alieni”. David Duchovny, infatti, interprete del famosissimo serial su paranormale, si reinventa oggi con Hank Moody, scrittore sull’orlo di una crisi, dedito all’alcool, alle donne e alle faccende promiscue. Non ci credete?! Visitate allora www.dgmag.it/televisione/reggiseni e vedrete, con i vostri occhi, la campagna “di petto” del canale satellitare Jimmy.
Welcome into the Jungle!

Capitolo 2: la politica della porta accanto. Ragazze belle, sexy e… impegnate!
In America le elezioni per le presidenziali hanno visto combattere a colpi di tacchi a spillo avvenenti fanciulle, nelle (S)vesti di sostenitrici per Hillary o Obama. “Adoro i suoi capelli”, dichiara una hillarygirl mentre, sul versante opposto, una bella balla per Obama. La pubblicità serve anche a questo: sdrammatizza, intrattiene e dà visibilità. Niente di strano, dunque, se a questo scopo viene sacrificata un po’ di serietà. Sacrificata, nel vero senso della parola, nel dissacrante sketch (disponibile, appunto, su www.dissacration.it) in cui un ragazzo con una pistola in mano, indeciso sul chi fare fuori tra se stesso e il fratello, chiede a quest’ultimo di prendere la scelta definitiva. C’è da chiederselo? Il potenziale omicida viene spinto a puntarsi contro l’arma e…bang! “Some decisions are hard, some don’t have to be” recita, sullo sfondo di una foto di Obama, la scritta finale dello spot.

Ma non è sempre guerra, e i 2, questa volta immersi nelle tipiche atmosfere anni '70, ballano sui ritmi della disco music (www.youtube.com), verosimilmente abbigliati con pantaloni a zampa e camicette psichedeliche, in quella che il popolo del web ha già ribattezzato la “Obama and Hilary Disco”. Ancora forte l’influenza musicale, dunque, nel mondo del “Ti vendo tutto quello che voglio”, ma non basta.

Televisione, Radio e Stampa, da sempre canali fertili del mondo pubblicitario, sono oggi affiancati dalla diffusione globale del web
Veloce e immediato si presta, infatti, a essere un valido strumento lavorativo nel campo del marketing. In crescente aumento il fatturato dell’e-commerce e lo scambio dei Banner, vale a dire la cornice di “finestre” e pubblicità che orna un gran numero di siti, e che concretamente si traduce in riconoscibilità per l’azienda e sostentamento finanziario per il gestore del dominio. Time is Money…

A proposito di inglese…
Do you speak English? Inutile negarlo, ormai è un dato di fatto: l’impero dell’advertisinG è anglofono. Termini come account director, advertiser, below the line, case history, direct mail, mark-up, markdown e packaging, sono entrati di diritto nel linguaggio delle aziende nostrane che reclutano, attraverso Internet, figure professionali sempre più specializzate. Don’t you understand? No panic, in rete moltissimi glossari pronti a venirci in soccorso (www.clubpmi.it/comunicazione/contenuti_marketing/marketing_glossario.asp), oppure(www.makkie.it/Utility_glossario_marketing_pubblicita.aspx) e ancora (www.egovista.it/glossario.html).

Vademecum del principiante, i modi di dire degli addetti ai lavori
Account director: la figura che in un’agenzia ha la responsabilità del servizio clienti.
Advertiser: persona o impresa che investe in pubblicità.
Below the line: forme di comunicazione diverse della pubblicità. Le principali sono il direct marketing, le promozioni, le sponsorizzazioni e le pubbliche relazioni.
Direct mail: invio di materiale informativo, promozionale e pubblicitario, tramite posta, al recapito del cliente potenziale.
Mark-up: margine che viene sommato ai costi di produzione per determinare un prezzo di vendita che consenta la realizzazione di un profitto. Viene espresso come percentuale sul costo.
Markdown: ribasso del prezzo.
Packaging: confezione o studio della confezione.
Elemento di estrema importanza per la differenziazione e la personalizzazione del prodotto, oltre che per la sua distribuzione e la sua esposizione nei punti vendita.

L’occasione fa l’uomo insegna
Pubblicitaria, of course, e sempre più international. “Offro la mia spaziosa fronte al migliore offerente per limitati periodi di tempo, durante i quali porterò in giro il logo o la reclame aziendale”. Chissà se Luca Melilli, giovane intraprendente di origine palermitana, scrivendo qualche anno fa questo annuncio su ebay, avrebbe mai immaginato di dare il via al fenomeno della pubblicità corporale. Nel nuovo business, anatomicamente operativo, l’uomo oggetto è sorpassato, sostituito in maniera definitiva dall’uomo Manifesto. Fate della vostra calvizie un punto di forza! “Più spazio c’è meglio è”, parola degli head hunter (nel senso più letterale del termine)…

La morte ti fa bella…
Cimiteri e dintorni. Chioma bionda, sorriso suadente, volto sereno… eternamente sereno. Numerose le possibilità di scelta: noce, radica, ciliegio, spesa sostenuta o low budget.
Questa, la nuova campagna di un'agenzia di pompe funebri (http://mattinopadova.repubblica.it/multimedia/home/1784539) che ha pensato di rendere più interessante la dipartita del congiunto, attraverso una vera e propria operazione di mercato. Non solo aspiranti starlette televisive a illustrare pregi di lapidi&Co, ma anche un vasto assortimento di gadget, pronti a ricordarvi che questo è un settore che non muore mai.

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Verrebbe da pensare che si tratti di qualche stramberia d’oltreoceano, ma la macabra iniziativa è intuizione della Crivellari, azienda del padovano che ha voluto dare un’impronta, quantomeno originale, al negozio di famiglia. La gamma dei “servizi” offerti (consultabile su www.paginegialle.it/crivellaripd) si articola sotto il segno del motto impresso sulle magliette: “Il nostro compito è di farvi riposare bene”. Dopo le prevedibili polemiche sono arrivate, però, adesioni da parte di alcuni colleghi, desiderosi anche loro di svecchiare il repertorio. Bisogna arruolare ragazze con sguardi che stendono. Della serie: del doman non v’è certezza.

Très, Très Chic! Perché, non dimentichiamolo, la pubblicità è donna
Dallo sfogliamento selvaggio di riviste patinate, alla certosina consultazione di servizi fotografici, riusciamo a captare tutte le ultime tendenze, arricchendo il nostro vocabolario di neologismi modaioli e gergali. Da esperte del fashion system, sappiamo ormai che non si dice stile sportivo, ma sporty, che qualcosa che costa poco non è economica, ma cheap, che non stiamo sfoggiando una borsetta piccola, ma una ben più gratificante pochette (vuoi mettere?!).

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Appurata la realtà, è molto più semplice ammettere che, quelle immagini così sofisticate, eleganti, quasi elitarie, solitamente immerse in quell’atmosfera soffusa e cipriata che le contraddistingue, ci arrivano dritte al cuore per passare poi, in una fase a questa strettamente connessa, al portafoglio.
L’abito, il rossetto o, addirittura l’impalpabile consistenza di un profumo, magari sponsorizzato da una griffe prestigiosa, può diventare l’atteso pretesto per attribuirci uno di quegli aggettivi che ci piacciono tanto: bon ton, up-to-date, preppy, upper class, urban, sixties, minimal chic. Di minimal, a questo punto, resta ben poco, ma l’effetto finale è sicuramente glam!

Sono solo canzonette
Bennato docet: alla radio passano quasi inosservate, indenni alle regole del tartassamento mediatico ma, una volta inserite nel meccanismo televisivo, le ultime hit sono destinate ad approdare con successo nella routine di tutti i giorni.
“Dove l’ho sentita?”; è a questa domanda che scatta la ricerca al brano che abbiamo imparato ad associare a un determinato prodotto. Intensità e identificabilità sono i parametri che rendono vincente una campagna pubblicitaria che fa della musica il suo punto di forza. Canzoni non solo riprese dal passato (più o meno recente, come dimostra l’avvenuta ribalta degli anni Ottanta) ma, anche, reinterpretazioni di testi già conosciuti, che traggono nuova linfa da una diversa lettura (orientata, nella, maggior parte dei casi, verso un genere comico ed umoristico che sembra riscuotere un certo consenso di pubblico). Tuttavia, colpevoli i pochi secondi dello spot, e la scarsa attenzione con cui seguiamo il momento di break che il palinsesto ci impone, spesso non riusciamo proprio a ricordare quel motivetto.
Come rintracciarlo, allora, per dare una risposta significativa a queste petulanti incertezze? www.musicsite.it/spot/?cat=cerca&tipo=spot, è un motore di ricerca in grado di selezionare, tra moltissime voci, quella di nostro interesse e di fornire, in tempo reale, un responso sul titolo del brano e le rispettive generalità dell’interprete. Se, invece, siete animati da un forte spirito patriottico e disdegnate le produzioni musicali straniere, www.netmusicitalia.it/spot/hotspotarc.html fa al caso vostro: artisti, pubblicità, spot e musiche rigorosamente made in Italy.
Desiderio di espandersi? Se sei una giovane azienda, puoi rivolgerti a numerose società che comporranno per te e per la tua squadra la giusta colonna sonora, capace di rendere al meglio la filosofia, l’etica e gli obiettivi del tuo gruppo di lavoro (tutto su www.bintmusic.it/spot.htm).

Non mi guardi? Allora ti shockko!
Scalpore e polemiche, qualche mese fa, per la campagna no-anorexia di Oliviero Toscani (http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=13607&fromplayer=13607). Critiche, oggi rinvigorite, alla luce della nuova campagna shock del fotografo, questa volta contro la violenza sulle donne, in cui un bambino e una bambina vengono rispettivamente etichettati con la scritta “carnefice” e “vittima”. In una intervista, Toscani dichiara di voler mettere in risalto, attraverso l’impatto forte dell’immagine, l’importanza del ruolo ricoperto dai genitori nell’educazione dei figli: l’identità futura, di un giovane uomo o di una giovane donna, è destinata a essere marcata in modo indelebile dai valori e dai principi appresi durante l’infanzia. D’altra parte l’artista è avvezzo alle provocazioni, consultabili su www.olivierotoscanistudio.com, archivio aggiornato e completo di tutte le sue foto, recenti e passate. Tra le ultime novità, anche una sezione speciale www.lasterpaia.it, zona “spinosa” del web, dove è disponibile, in video, anche la chiacchierata politica al programma di la7 Markette (puntata speciale del 18marzo 2008), tra il ribelle fotografo e un più prudenziale Chiambretti, in tema di parcondicio e grafica elettorale. Ma anche all’estero, in quanto a provocazioni, non si fanno mancare niente. Si va dai cartelloni promossi da un comitato studentesco francese per denunciare il caro-case (http://spotx.blogosfere.it/2008/02/studenti-e-affitti-salati-pubblicita-shock-in-francia.html), che ritraggono una giovane coppia intenta ad avere rapporti nel lettone dei genitori, fino alla campagna, più datata e ritenuta di pessimo gusto, di una ditta di calzature in Guatemala(www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/campagna-shock/1.html), le cui scarpe venivano indossate da una donna morta. Insomma, l’importante è che se ne parli. Sempre.

Consigli per gli acquisti
http://spotlandia.leonardo.it/topspot.html tutto quello che avreste voluto sapere sulla pubblicità ma non avete mai osato chiedere;
Il nuovo Libro della pubblicità, di Louis Bassat, indagini e analisi sul mondo della comunicazione (Ed. Il sole 24 ore, Milano);
http://digilander.libero.it/mogent1/cm2/temi/8pubblicita/index.htm, un percorso storico attraverso le tappe che hanno segnato l’iter e lo sviluppo del marketing.
E se il marketing è il tuo futuro…
www.stogea.com, presenta scuole specifiche di formazione pre e post laurea; www.ipsoa.it/newformazione/master_marketing_management_mi.asp dispone, invece, per il piano 2007/2008, di master di approfondimento volti a consolidare conoscenze precedentemente acquisite, nelle tematiche del business, dell’economia e, più in generale, della comunicazione; www.unibocconi.it/index.php?proc_id=10&nav_level1=3544&nav_level2=3551&nav_level3=0&documento=0&procedura=0&sub_action=0&sub_param=&sub_function_title=, bandito dall’università Bocconi, è un corso in marketing management, per gestire, variare e pianificare l’organizzazione di un brand; validissimi anche i master inseriti nel quadro dell’offerta formativa dell’Istituto Europeo di Design, da sempre punto di riferimento per tutti coloro che sono attratti dagli aspetti più affascinanti dell’arte grafica. Tutte le info su: www.iedmaster.it/it/aree/schedamaster.aspx?cmscatid=14&cmscontid=61&cmslangid=it.
Sono a casa seduto davanti alla TV quando il telefono suona, e una voce dall'altra parte dice: "Le piacerebbe essere l'uomo vodka di quest'anno?", io rispondo: "No, sono un artista, e non faccio pubblicità, non sono un ruffiano, non bevo vodka e se lo facessi non berrei la vostra!". E lui: "Peccato, paghiamo 5 milioni di dollari...". E io: "Attenda in linea, per favore. Le passo il signor Allen".
Woody Allen

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