PROSCIUTTO CRUDO!
Avvolgente, seducente, erotico. Femmineo. Come amano dire gli spagnoli a una bella donna “Jamon!”.. Appunto, Prosciutto!
Nord
Rifugio milanese

Cascina Corba
Via dei Gigli 14, Milano 02 4158977
Aperto no domenica sera e lunedì
Spesa media 50 – 70 euro
Dimenticarsi il caos-città. Quello di Milano, poi, difficile. A volte capita, però.
A Cascina Corba. A soli 15 minuti dal centro, in quello che una volta era un oratorio e un luogo di culto con annessa chiesetta del XVII secolo, oggi c’è una cascina rustica dall’aria elegante con due sale vista giardino. Generosa la carta, vi si annoverano almeno tre selezioni di prosciutto: Iberico Patanegra Jabugo Bellota, toscano al coltello e Parma DOC. Imperdibile il crostone di prosciutto, funghi e salsa di acciughe.

Centro
L’angoletto delle meraviglie

Ristorante Il Tino
Via dei Lucilli 17/19, Lido di Ostia (RM) 06 5622778
Aperto no lunedì
Spesa media 50 – 70 euro
È un po’ nascosto, si fatica a trovarlo. Di certo non ci caschi dentro. Tanto appartato quanto straordinario: Il Tino, sobrio ristorantino in quel di Ostia. Finalmente una vera scoperta: tre talenti a gestirlo, i due Daniele e Claudio, capaci di rimettere in moto con creatività e gusto un locale più volte passato di mano. Riflessiva la carta, seducenti i tre menù degustazione, didascalica e impressionante la carta dei vini. Prosciutto d’oca con insalatina di sedano e riduzione di “Morsi di Luce 2004”, accompagnato da un calice di vino in abbinamento.

Sud
Alla tavola del popolo guerriero

Locanda della Pacchiana
Viale Minieri 30, Telese Terme (BN) 0824 976093
Aperto no domenica sera e lunedì a pranzo
Spesa media 30 – 40 euro
La storia d’Italia è costellata di particolarismi, di secessioni richieste o presunte, di popoli diversi accomunati da un’unica corona. Il Sannio e la sua gente, rincorsero fino al XIX secolo l’idea di essere un popolo a sè. Ancora oggi, atavicamente attaccati alla loro tradizione di 2000 anni, conservano usi e costumi gastronomici straordinari come il prosciutto di Pietraroja, della cui alta rappresentanza la Locanda della Pacchiana si fa paladina. In uno dei locali più frequentati del sud d’Italia, ogni giorno rivive la storia di un popolo guerriero che osò sfidare i Romani e i Savoia. Memorabili le chitarrine fatte a mano, pomodorini, ricotta e cubetti di prosciutto di Pietraroja.

I Magnifici 7 di BaZar

Design
Santa Tecla Cafè
Via Santa Tecla 3, Milano 02 8901582
Aperto no domenica a pranzo e martedì sera
Tipo di cucina nazionale
Specialità del locale insalata calda di orzo, funghi e cipolle
Spesa media 20 – 30 euro
Dolci al cucchiaio
Vino 200 etichette
Piatti dietetici per fruttariani
Numero coperti 100
Carte di credito tutte
Musica live e ballabile
Servizi per disabili si
Illuminazione lampade a braccio e al soffitto
Sala Fumatori nel dehor
Particolarità il mitico locale che ha dato i natali artistici a Giorgio Gaber, Luigi Tenco e Enzo Jannacci

Tradizionale
Taverna dello Spuntino
Via Cicerone 22, Grottaferrata (RM), 06 94315985
Aperto no martedì
Tipo di cucina regionale
Specialità del locale primo misto
Spesa media 38 – 50 euro
Dolci homemade
Vino 200 etichette
Piatti dietetici no
Numero coperti 100
Carte di credito tutte
Musica no
Servizi per disabili si
Illuminazione lampadari
Sala Fumatori no
Particolarità prosciutti e bouquet di peperoncini che penzolano dal soffitto

Natural
L’isola- Naturist Club
Via della Vite 14, Roma 06 6792509
Aperto no domenica
Tipo di cucina biologica, macrobiotica
Specialità del locale zuppa di miglio, avena, orzo ed erbe aromatiche
Spesa media 25 – 35 euro
Dolci homemade
Vino 60 etichette
Piatti dietetici per vegani
Numero coperti 70
Carte di credito no AE e DC
Musica no
Servizi per disabili si
Illuminazione faretti
Sala Fumatori no
Particolarità possiede la più antica bottega macrobiotica di Roma

New Entry
L’altro Gusto

altro gusto

Via Lungomare Duca degli Abbruzzi 84, Ostia (RM) 335 755527
Aperto no lunedì
Tipo di cucina nazionale
Specialità del locale tonnarelli radicchio, luganica e pecorino di fossa
Spesa media 30 – 40 euro
Dolci homemade
Vino 150 etichette
Piatti dietetici no
Numero coperti 80
Carte di credito tutte
Musica di sottofondo
Servizi per disabili si
Illuminazione lampadari
Sala Fumatori fuori
Particolarità il locale è sito nel porto di Ostia

Etnico
Rangoli
Via T. Aspetti 116, Padova 049 605964
Aperto no domenica sera
Tipo di cucina indiana
Specialità del locale tandoori chicken
Spesa media 35 – 45 euro
Dolci gelati e torte indiane homemade
Vino solo qualche liquore indiano nel tea
Piatti dietetici ayurvedici
Numero coperti 80
Carte di credito tutte
Musica di sottofondo
Servizi per disabili si
Illuminazione faretti
Sala Fumatori no
Particolarità tre menù degustazione

Enoteca
Sparafucile Hostaria Enoteca
Via Piazzetta Duomo 30, Foligno (PG) 0742 342602
Aperto no lunedì, solo sera
Tipo di cucina regionale
Specialità del locale piccioni all’uso di Foligno
Spesa media 20 – 40 euro
Dolci homemade
Vino 150 etichette, umbre e francesi
Piatti dietetici no
Numero coperti 40
Carte di credito tutte
Musica di sottofondo
Servizi per disabili si
Illuminazione faretti
Sala Fumatori fuori d’estate
Particolarità organizza degustazioni

BaZar all’estero
Sant’Abbondio
Via Fomelino 10, Lugano, Svizzera
+ 41 (0) 91 9932388
Giusto dall’altra parte del Lago Maggiore. Dove l’aria sa ancora un po’ di Italia, ma è già Svizzera. Lugano, città finanziaria, metà turistica antica e moderna, luogo di rifugio dei grandi esiliati d’Italia: Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo, mantiene ancora una sua italianità. Il locale di Martin Dalsass, chef del Sud Tirolo, ne è un esempio: il Sant’Abbondio spazia tra atmosfere mediterranee, italianissime, echi francesi e voglia di internazionalità, che si sa, va sempre di moda. Il miglior piatto, resta il timballo di triglia bretone nel guazzetto di molluschi. Merita sempre una nostrana “scarpetta”!

Eat & Go
Caffè fiorentino

osteria caffè italiano

Seducente location per una delle osterie più rinomate del capoluogo fiorentino: Osteria del Caffè Italiano. All’interno del trecentesco Palazzo Salviati, il locale è meta di turisti e habitué nostrani, tutti intenditori. L’osteria si presta ad aperitivi, cene a due, alla degustazione di vini, e perché no, al pranzo leggero e veloce. Un must l’antipasto di salumi toscani, la minestra di pane e la torta al cioccolato.
Info: Osteria del Caffè Italiano
Via Isola delle Stinche 11/13r Firenze, 055 289368

Gastrotendenza
Ritorno alle origini

A dispetto di quel che sembra e di quel che si dice, nonostante la “de-strutturazione” e la “ricomposizione emozionale” del cibo, sebbene il bel paese assorba come una spugna ogni singolo lancio di tendenza o strappo di moda, ebbene questa volta è la riscossa della tradizione. Quella vera.
Stando a un rapporto dell’Accademia Italiana della Cucina e del Censis 2007, gli italiani stanno scoprendo il loro fianco più tradizionalista, con un 15% della popolazione meno propensa al cambiamento degli stili alimentari (che la porta all’ultimo posto) rispetto al 22% degli altri europei.
E per una volta c’è di che rallegrarsi perché si va incontro a quello che gli chef nostrani chiamano “rinascimento gastronomico”: guardare al passato per trovare il futuro. E così fior fiore di ristoratori hanno riscoperto il piacere di un piatto antico, medievale, dantesco: il bollito. E ne hanno creato un’associazione, la Confraternita del bollito, che discute animatamente di tagli di carne (più di 12 tagli diversi) e salse, chiamando a raccolta in 6 anni d’attività più di 30 ristoranti del Nord. E se è vero che testina e cappelli da prete si consumano per lo più nel cosiddetto triangolo nordico (Il Sambuco a Milano, Locanda Da Lino a Solighetto di Treviso e Leon d’Oro di Parma) nel resto d’Italia il bollito diviene una entrée di gran pregio, uno di quegli omaggi ai commensali che fa guadagnare bonus nelle guide gastronomiche. Pratica invernale e succulenta per la Locanda dell’Interprete e il GalloBrillo a Roma. E non manca la tradizione meridionale: Dal Maestro del Brodo a Palermo, all’ingresso della Vucciria, il bollito con patate e zafferano è il principe della tavola.
Il Sambuco – Hotel Hermitage – Via Messina 10, Milano 02 33610333
Locanda da Lino, Via Brandolini 31, Solighetto (TV) 0438 842377
Leon D’oro, Viale Fratti 4, Parma 0521 773182
Locanda dell’Interprete, Via del Pigneto 207, Roma 334 3923468
Gallo Brillo, Via delle Milizie 116, Roma 06 3724088
Maestro del Brodo, Via Panieri 7, Palermo 091 329523

Il vino del mese
Un giovane amabile vecchio

Coltiva vitigni da due secoli, ma vinifica solo da poche vendemmie. Eppure quel che ne vien fuori è uno dei vini principe della tradizione trentina: il teroldego.
Più di 500 anni e il teroldego non ha perso il suo prestigio di sapore e consistenza, anche perché la famiglia De Vescovi Ulzbach, che lo produce in due versioni (riserva e “base”), non smette mai di rinnestarlo con cloni più antichi. Il teroldego è un vitigno a bacca rossa che ha trovato nel “giardino vitato” rotaliano il suo naturale sito di coltivazione. Di colore rubino scuro, il Teroldego Rotaliano DOC Vigilius Riserva 2004 ha un bouquet intenso balsamico e speziato, tra il Lagrein e lo Syrah, ma ha un’impronta più emozionante; invecchia 24 mesi ma ha soli 12 gradi, ed è di beva praticamente compulsiva.
Info: Azienda Agricola de Vescovi Ulzbach
Piazza Garibaldi 12, Mezzocorona (TN) 0461 605648 www.devescoviulzbach.it

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