C'E' SEMPRE QUALCOSA DI NUOVO DA DIRE
Declinando l'uomo antico attraverso la macchina moderna. Mischiando elettronica e ballabilità. Contaminando techno house con melodie carezzanti
Autreche tra analogico e digitale. Da seguire lungo lo stivale!
La sottile leggerezza del paradosso intellettuale di rivoluzionare il battito ha a volte le vie del pensiero selvaggiamente postmoderno. Il gioco è semplice: declinare l’uomo antico attraverso la macchina moderna, e viceversa. L’effetto Autreche è dirompente sin dal 1987 ovvero quando Rob Brown e Sean Booth studiano, quasi a tavolino, la violenza dadaistica del consumo del beat. Un percorso di sperimentazione come ideologia, estremizzata, quasi deturpata nel suo estremismo intellettuale.
L’intellighenzia della IDM partorisce monumenti-capolavoro come “Amber”, “Chiastic Slide” o “Draft 7:30”. Spiazzamento da circo dello spettatore. Il sottile inseguimento tra analogico e digitale divinizzato da Autreche diventa celebrazione del postmovimento. Tra architetture sonore, squarciate improvvisamente da rimandi jazz, conturbazioni funk, inquietanti ambient è lo spettatore a masticare costantemente il suo stesso shock.
Il luogo diventa celebrazione di questo rito analogicamente moderno: le Officine Marconi di Roma si risemantizzano attraverso il culto dadaistico del paradosso, per diventare sede ideale dell’incontro tra ossimori, per diventare dancefloor. Quasi una scelta scontata, come teatro per l’incontro-scontro tra suono analogico e suono digitale. E se proprio lo perdete potete consumare lo shock il giorno prima a Torino o quello dopo a Bologna.
www.myspace.com/myslb
14 Hiroshima, Torino
15 Officine Marconi, Roma
16 Kindergarten, Bologna

Bergamo: Flightcrank
Nascosto dai capelli verdi di Keith Flint e dalla fama di ballerino di uno dei fenomeni più dirompenti degli anni ’90, ovvero i Prodigy, Leeroy Thornhill ha avuto il coraggio di abbandonare il Titanic prima che affondasse. L’ancora di salvezza è stata la consolle ovviamente, e la dimostrazione che il figliol prodigo poteva sopravvivere anche senza il cordone ombelicale. La creatura che ne è nata è stata Flightcrank: una ricetta a base mix di breaks, old skool ed electro conosciuta come "Miami Bass" che si esibisce il 15 al Bolgia di Bergamo. Sede anche di un’altra serata on the spot il primo del mese: Les de Pigalle Party, cocktail tradizionale di house, ma decisamente di classe. Ospite e presentatore Claudio di Rocco, un’autorità della consolle, con all’attivo la presenza certificata ai maggiori locali della penisola, oltre che il diploma al Ministry of Sound. Come dire, un pedigree di razza per una serata dal sound decisamente glamour. Insieme a lui Giusy Consoli, il 50% de Le Folies con Giuliano Bavutti con i resident 3 Monkey Lovers.
www.bolgia.it

Il duo Musetta
Finita la stagione del trip-hop e del downtempo sembra impossibile dire qualcosa di nuovo. Eppure Musetta, duo composto da Matteo Curcio e Marinella Mastrosimone, riesce a tracciare nuovi percorsi, a trovare una genuinità che sembrava persa. Il background del gruppo ne è la prova: un misto di elettronica, jazz, perfino indie e musica indiana (!) maturato nei quasi dieci anni che separano da oggi l’incontro tra i due. La voce femminile che sembra riecheggiare le tonalità suadenti di Louise Rhodes dei Lamb e il polistrumentismo elettroanalogico di Curcio. Ne nasce un ibrido tra ballabilità e musica da film, atmosfera e beat leggero che si incontrano con sincerità producendo un sound capace di nascondersi dalla facile archeologia delle influenze. (Vedi anche la recensione di Fabio Murru nella rubrica Suoni-recensioni di questo numero).
www.musetta.co.uk

musetta

12 FEM Florence Electronic Movement, Firenze
14 Modo, Roma
21 Blue Dahlia, Marina di Gioiosa Jonica (RC)

Reggio Emilia: Howie B
Alcuni costruiscono la propria fama suonando accanto alle più importanti star internazionali. Altri danno fama alle star internazionali offrendo i loro servigi sonori. Nell’ultima, più delicata categoria degli Dei entra quasi ad honorem Howie B che ha dato lustro nella sua carriera a U2, Sinead O'Connor, Everything But The Girl, Massive Attack, Bjork. Frutto di una carriera mitologica partita dalla Grande Potnia dell’elettronica moderna, Brian Eno, e che nell’ambient ha mischiato dub, jazz, hip-hop definendo uno style elettronico per antonomasia.
Il ritorno all’Olimpo ha come platea il Maffia Club di Reggio Emilia il 1 del mese; e tre settimane più tardi (21) stessa platea uno dei più interessanti enfant prodige della nuova scena israeliana. Guy Gerber è un mix di trascinante techno house fatta di bassi che arrivano come mazzate e melodie carezzanti, ossimorico incontro capace di devastare qualunque live show. Se ne sono accorti, non a caso, gente come Carl Cox Josh Wink, John Digweed e Sasha che gli ha regalato la closing track da Ibiza.
www.maffia.it

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