CERVELLO TAGLIA 38?
E' ancora questo lo stereotipo femminile italiano? Putroppo si, ma c'è anche quello della donna in carriera e cattiva, oppure affermata sul lavoro ma fallita nel privato. Eppure la donna è altro...
Qualcuno si chiederà come mai abbiamo voluto organizzare per il 3 marzo un convegno sugli stereotipi femminili nei media, con la preziosa collaborazione di una prestigiosa Università come la Bocconi di Milano.
Il motivo è che dal rapporto sull’avanzamento dello Stato italiano rispetto alla strategia di Lisbona, pubblicato lo scorso novembre, emerge il ritratto di un paese che compete senza prendere in seria considerazione metà del suo potenziale: le donne. 7milioni di donne in età lavorativa sono fuori dal mercato del lavoro. L’occupazione femminile è ferma al 46,3%, ben lontana dall’obiettivo europeo del 60% entro il 2010.
A Nord, anche se l’occupazione femminile raggiunge livelli in linea con la media dell’Ue a 27 (57,2%), la percentuale di donne nei Cda delle aziende quotate è irrilevante (5%) e ancora i soffitti più che di cristallo sembrano di cemento armato.
Una situazione che richiede una terapia choc, un autentico “cambio di passo” su tre fronti: le politiche per il lavoro e l’impresa femminile, il sistema di welfare e, non meno importanti iniziative culturali per fare evolvere un contesto sociale che assegna ancora tutte le attività di cura alla donna ed è ancora pesantemente influenzato da stereotipi femminili segreganti.
Il Governo aveva messo a piano e parzialmente attivato un programma di interventi, ma non c’è dubbio che tutto ciò dovrà essere una priorità strategica di qualunque Governo sia in carica tra qualche mese, se l’Italia non vuole rinunciare a competere con gli altri paesi sviluppati.
Il ruolo delle donne nella crescita economica del Paese va non solo rilanciato, ma deve entrare a far parte della consapevolezza comune, deve cioè essere interiorizzato sia dagli uomini che dalle donne italiane. Per questo occorre allargare il dibattito, con eventi pubblici nelle università e nelle sedi imprenditoriali, sulle possibili soluzioni di carattere sociale ed economico e sulle implicazioni culturali che questo cambiamento radicale richiede.

HappyWoman

Due convegni dedicati a questi temi
A questi temi erano stati quindi dedicati due convegni, in collaborazione con due Università: il primo si è svolto a Catania l’11 febbraio, come i lettori di Bazar hanno avuto modo di sapere, e il secondo a Milano, il 3 marzo, sarà dedicato agli stereotipi femminili nei media.
Milano ci vedrà dell’Università Bocconi, dove parleremo degli stereotipi di genere e di come questi siano ancora confermati nei media, nella pubblicità, nella fiction, nell’entertainment in generale.
Il contesto culturale italiano è ancora gravato da modelli femminili obsoleti che non si coniugano più con il nostro mondo e se i media continuano a ribadire l’immagine della donna oca, con il cervello taglia 38, oppure della donna affermata cattiva e con una vita privata disastrosa, lo stereotipo non resta dentro la TV, ma si trasferisce nella nostra testa, nella mentalità dei nostri colleghi, nei sogni delle nostre bambine e lo incontriamo quindi anche in casa, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni.
Concludo dicendo che mi dispiace che questo programma subirà qualche rallentamento dovuto all’attuale situazione politica e mi auguro che non perda slancio e che nella prossima legislatura venga ripreso e sorretto.

L'appuntamento
Milano, 3 marzo Università Bocconi, via Sarfatti 25.
Info
Bocconi: tel. 0248616610
www.emmabonino.it

AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node