IRANIANE, ROCKSTAR E ALTRI CULTI

 

Anno bisestile uguale Febbraio memorabile. Tra grandi e piccole attese, poche le delusioni, in quello che si candida a uno dei periodi migliori della stagione.

 

J.J. Abrams è sicuramente una delle figure più affascinanti del panorama hollywoodiano contemporaneo. Influente come pochi altri, eppure fuori da ogni schema. Ha re-inventato (con Alias e Lost) il modo di fare televisione, travestendo da grande sala il piccolo schermo. I suoi fan (milioni e milioni) lo adorano. Geniale nel mescolare le carte in tavola, è abilissimo nello sfruttare ogni media per creare un alone di mistero intorno a tutto ciò a cui lavora, come il progetto Cloverfield (1 Febbraio). Kolossal catastrofico, ambientato a New York, distribuito dalla Universal: ecco tutto ciò che si sa.


Cloverfield

Cloverfield

Con uno stile inconfondibile, che ha saputo sedurre un’enorme fetta di pubblico fin dagli esordi, Tim Burton è forse uno degli autori più originali dell’ultimo ventennio. Un piccolo genio che ha confermato le sue doti da regista “vero”, film dopo film, da Edward a La Sposa Cadavere, passando per Big Fish.

 

E Sweeney Todd (22 Febbraio), in cui torna a lavorare con l’alter ego Johnny Depp nei panni di un (presunto) barbiere sanguinario, rientrerà, indubbiamente, tra gli indispensabili del 2008.


Sweeney Todd_web

Sweeney Todd

Paul Thomas Anderson ha stupito più di uno spettatore con la pioggia di batraci che chiude Magnolia. Ma il vero oggetto di culto, in questo caso, è certamente Daniel Day Lewis, uno di quei professionisti maniacali, per i quali ogni personaggio richiede una preparazione stremante e uno studio da storico della Grande Guerra. Di quelli della scuola Marlon Brando o Sterling Hayden, per intenderci.

In There Will Be Blood (15 Febbraio) Lewis interpreta un petroliere avido e spietato, che si conquista il diritto di sfruttamento di alcuni pozzi della California meridionale. Inevitabile il paragone con Bill il Macellaio di Gangs of New York e ottime possibilità per gli Academy Awards.


There will Be Blood

There Will Be Blood


Se Art Spiegelman, grazie a Maus, ha il titolo di re indiscusso della graphic novel impegnata, l’iraniana Marjane Satrapi merita quello di regina.

 

La trasposizione animata del suo Persepolis (22 Febbraio), cruda com’è sulla carta e rigorosamente in bianco e nero gli è valsa una pioggia di applausi a Cannes.

 

Persepolis

Persepolis



(Video)Camere in Corsia

Di solito i malati, i medici e gli ospedali, al cinema, sono sinonimo di film confezionati appositamente per l’oscar, mediamente noiosi e nove volte su dieci troppo patinati per essere davvero angoscianti. Eccezioni di qualità se ne sono viste (Scorsese docet) e il pittore Julian Schnabel, occasionalmente anche regista, con il suo Lo Scafandro e la Farfalla (8 Febbraio) rientra nella categoria. La soggettiva di un singolo occhio, l’unico organo scampato alla paralisi, ricostruisce la tragica storia di un giornalista. La scena in cui detta il suo ultimo libro, battendo la palpebra per ciascuna lettera di ogni parola è raccapricciante, ma assolutamente vera.


Lo Scafandro e La Balena_web

Lo Scafandro e la Farfalla


 

Lontano da lei (15 Febbraio), esordio alla regia di Sarah Polley, tratto da un racconto breve di Alice Munro (anche sceneggiatrice) è invece una riflessione sulle conseguenze che può avere una malattia (in questo caso l’Alzheimer) su una storia d’amore. Eccedendo più in tenerezza che in retorica, la Polley riesce a raffigurare il dolore senza renderlo un grido che riempie lo schermo e stordisce lo spettatore.


Away From Her
Lontano da lei



 

Lost control

Chissà perchè, un certo tipo di film musicali, specie se inglesi, nelle nostre sale non arriva. Più fortunati gli americani, anche se indipendenti, come il Van Sant di Last Days.

I Joy Division, poi, non sembrano simpatici a nessuno. Anche 24 Hours Party People di Michael Winterbottom, film dedicato alla Factory Records, l’etichetta che li produceva, non si è visto nemmeno nei cineclub. Sarà perchè da noi (ma solo da noi ) i Joy Division sono relegati nella piccola e mal nutrita scena gothic rock (etichetta che tra l’altro Ian Curtis avrebbe certamente contestato). Control, di Anton Corbjin, biografia dello storico leader della band, morto suicida nel maggio del 1980, è in qualche modo più fortunato del suo predecessore. Perduta l’occasione di vederlo nel circuito delle sale, potremo almeno consolarci con il DVD.


Control


Control, DVD Warner, Euro 19,90, Disponibile dall’11 Febbraio

 

Con la collaborazione di MARCO PISONI

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