CONTRAPPUNTI URBANI
Ogni città esprime le sue voci musicali, indipendenti nel ritmo ma interdipendenti nell'armonia. Così Padova, Milano, Roma e Firenze creano simultanee organizzazioni di differenti eventi... tutti imperdibili!
Nu Fest a Padova
Mimetismo puro. Come il beat innato che si nasconde sotto la pelle, nella cavità toracica, battendo i bpm che pompano sangue nelle vene dell’uomo. Mimetismo corporeo. Alla stessa maniera ciò che sembra non è poi così nella realtà. Sembra un festival jazz, ma non lo è, la NU FEST di Padova, per 3 venerdi del mese. Sembra allora un festival dance nei teatri; e poi non è neanche quello. C’è poca dance, molta elettronica e tanta manipolazione audiovisiva nell’arte performativa di Alva Noto, meglio conosciuto come Carsten Nicolai, che il 15 insieme a Frank Bretschneider e Olaf Bender, fondatori e menti dell’etichetta tedesca Raster Noton, costruiscono il progetto Signal.

alva noto 2
Alva Noto

Future funky ciccione e grasso, subwoofer a manetta da entrare dritti dritti al pulsare corporeo, sovrapponendosi, governandolo. La performatività totale dell’arte di Alva Noto è come il battito: serie di polarità contrapposte, bianchi e neri. Ad aprire il festival però sono i glitch demoniaci di Thomas Brinkmann nello showcase della Traum che si terrà l’8: dai dischi minimali in rigorose misure di tempo e di beat di cageiana memoria, alle ricerche definitive di Klick e Tokyo +1 in mezzo a vinili stuprati, rigati, glitchati in qualunque maniera possibile.

dj spooky
Dj Spooky

E poi la chiusura con DJ Spooky il 22 in doppia veste di scrittore/performer: un’ambientazione sonora su base di film, quasi una passeggiata per chi ha già all’attivo collaborazioni con Steve Reich, Philip Glass, Ryuichi Sakamoto tra gli altri, performance audio/visual nei più importanti musei del mondo e due lauree. A fare da spalle nelle serate, e che spalle, la underground techno di Colonia di Triple R, l’ipnotico dub ambient di Deadbeat ed il mix di house e techno immediato di Sasha Funke.
www.myspace.com/nu_fest

Milano: TUnnel Club
Nel cartellone del Tunnel club la fa da padrone il marchio da esportazione della house londinese anni ’90 Ben Sims, che sarà ai vinili –e non provate a dirgli di usare altro che vi farà passare un brutto quarto d’ora- il 24. Un curriculum da vero housofilo: cresciuto nell’underground londinese dei primi anni ’90 dei party illegali, fino all’approdo alla scuderia berlinese Dy-Na-Mix e long-running nights come The Orbit, Voodoo and House of God. Dj da esportazione che sa trovare un equilibrio insospettabile tra la precisione chirurgica in chiave house e il funk di Chicago, loop ultrafiltrati e un sound dark tribale. Sempre a cavallo tra house e techno, il primo vero hit lo ottiene nel 1998 con Killabite che diventa un cult per parecchi colleghi tra cui mostri sacri quali Jeff Mills e Carl Cox.
www.myspace.com/movementmilano
www.myspace.com/tunnelmilano

Roma: 2 date da NON perdere
Scavato tra le grotte, più che capannone, spazio stretto per il sudore dei corpi piuttosto che per le grandi piste, il Neo Club romano è l’altra parte della Roma fagocitatrice di grandi masse. Le due serate D-SIDE la fanno da padrone nel mese con Claudio Fabrianesi (Còclea Music) e Semi il 23, ma soprattutto il marchio di fabbrica dell’underground Made in Italy Lory D il 9. Antesignano della consolle nella Roma dei fine anni ’80 dove ha accresciuto la sua fama importando la acid house e l’hardcore permeandole di influenze intellettuali di Aphex Twin, Suicide, Drexciya, Spk, Ligeti, Frankie Bones, The Mover e Underground Resistance. Una leggenda urbana, sotterranea sarebbe da dire che ha svezzato il clubbing romano.
www.myspace.com/neoclub

Firenze è ViPer

Spazio poliedrico e multiforme, il Viper si divide tra pubblici il più possibile eterogenei e una programmazione mai attaccata alle caste. E così tra una serata indie e una garage spunta DJ Chaim nella serata Progetto 33 il 9. Una piccola gemma della scuderia Cocoon di Sven Vath, che viene dal fervido panorama isareliano. Per confermare che le zone di collasso e di incontro/scontro, anche dietro le consolle, producono idee e battiti -magari solo quelli!. Dal dottor.Jekyll al Mr.Hyde: To Rococo Rot è la faccia IDM dell’elettronica che incontra il krautrock. Ipnosi pura, trip onirico, orgia di suoni perfettamente cesellati e incastonati dentro un ritmo dolcemente ingabbiante. Architetture gelide capaci di riscaldare. I fratelli Lippok accompagnati da Stefan Scheider hanno unito magistralmente da più di un decennio le due sacre e profanate parole: ‘minimale’ e ‘elettronico’. Una declinazione assolutamente unica. E decisamente poco dancefloor, anche se oggi sembrerebbe impossibile. Da riascoltare il 15 al Covo Club di Bologna e il 16 allo Spazio211 di Torino.
www.viperclub.eu

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