TI SERVE UN PUNTERUOLO DA GHIACCIO
Perchè al cinema l’inverno arriva davvero, gelido e crudele. Poche le consolazioni, freddo e pessimismo ovunque. Non ci resta che scegliere la misura del punteruolo da ghiaccio con cui entrare in sala.
Al suo quarto film, Sean Penn fugge dalla provincia e si spinge con Into the Wild (25 gennaio) fino alle steppe dell’Alaska, dove cerca di cristallizzare tutta la malinconia e la solitudine della vita contemplativa. La storia è quella (vera) di Christopher McCandless, giovane della Virginia che si mette in viaggio per gli Usa alla ricerca della sua personale felicità, lontana dal materialismo gretto e volgare della società borghese in cui è cresciuto.

into the wild
Immagine tratta dal film: Into the Wild

Da vero outsider, McCandless (come Penn) non desidera alcun ritorno, vuole soltanto raggiungere un altrove autentico. Il suo è un viaggio senza evoluzioni o continuità ma pieno di strappi e deviazioni e la regia lo rappresenta impeccabilmente, scegliendo di elidere in modo arbitrario intere parti del racconto o dilatando a dismisura la durata di alcune tappe. Diventerà un cult movie.
Ridley Scott e Woody Allen nonostante l’oceano di differenze che li separa hanno qualcosa in comune: devono riscattare la gelida accoglienza con cui la critica ha liquidato i loro ultimi film.

Il Sogno di Cassandra (11 gennaio) chiude la trilogia londinese inaugurata da Allen con lo splendido Match Point. Dopo il fallimento di Scoop, il regista si affida nuovamente a due ottimi interpreti, Colin Farrel e Ewan McGregor, fratelli nella perfezione e nella perfidia, ma cerca di rilanciarsi con un’altra variazione dostoevskijana sul tema della colpa e del delitto impunito.

cassandra dream


Anche Scott ha bisogno di nuove sicurezze e, per redimersi dall’eccessiva esilità di Un’ottima annata, in American Gangster (18 Gennaio) si affida di nuovo a Crowe, stavolta però in versione virile, e agli affianca Denzel Washington. Il campo di battaglia per lo scontro tra i due giganti (boss nero versus poliziotto della narcotici) è la New York degli anni settanta e Scott, per l’occasione, sfoggia il meglio del suo repertorio: i fumetti e la letteratura hard-boiled (Black Rain), la paura del diverso (Alien), il barocchismo architettonico (Blade Runner), l’odio e l’attrazione tra i due nemici (I Duellanti). Ne esce un thriller tradizionale ma ben confezionato che rischia di vincere un po’ di Oscar.

american gangster


Remake da urlo
Rifare i classici è sempre stato uno degli sport preferiti della Hollywood moderna. Negli ultimi anni, però, è la definizione stessa di “classico” a essere stata rimessa in discussione. L’eccentricità dei due remake in uscita è più eloquente di qualsiasi saggio in merito. Il kolossal del mese, Io Sono Leggenda (11 Gennaio) è la terza trasposizione dell’omonimo romanzo di Richard Matheson, dopo l’italianissimo L’Ultimo Uomo della Terra di Ubaldo Ragona e 1973: Occhi Bianchi sul pianeta Terra di Boris Sagal. Basta poco per capire che ci troviamo di fronte a un film che quantomeno merita di essere visto: 100cinquanta milioni di dollari per raccontare la storia dell’ultimo sopravvissuto della razza umana, in una New York completamente deserta, avvolta nel silenzio totale per tre quarti del film. L’unica voce è quella di Smith, che ripete disperato alla radio: “Sono un sopravvissuto e vivo a New York. Sto trasmettendo su tutte le frequenze. Se siete là fuori. Se c'è qualcuno là fuori. Vi prego. Non siete soli”.

i am a legend


Rob Zombie, già noto come rockstar e goloso di viscere animali, negli ultimi anni si è scoperto essere anche un discreto filmmaker. Dopo le due Case (quella dei Mille Corpi e quella del Diavolo), ha girato l’ambizioso prequel-remake di Halloween (4 Gennaio). Almeno le buone intenzioni sono da apprezzare, perché Zombie ha deciso di intraprendere una strada opposta a quella del maestro: se Carpenter preferiva alludere, lui ha deciso di dirci tutto chiaro e tondo. Ecco quindi sviscerata al dettaglio l’infanzia infame di Michael Myers, maschera simbolo dell’horror urbano. Niente a che vedere con il prototipo ma nemmeno con la modestia degli emuli: un omaggio dignitoso, che riesce a rendere nuovamente inquietanti quelle soggettive che fecero di Carpenter un guru del genere.

halloween


Storie di Fantasmi Giapponesi

film 1

A pochi anni dall’ondata new horror orientale, che tanto ha colpito gli americani, al punto da convincerli a produrre il ciclo dei “THE” (The Ring, The Eye, The Grudge, ecc.) è finalmente giunto il momento di scoprire (o ri-scoprire) da dove ebbe origine questa tendenza. Un ottimo punto di partenza, direttamente dagli anni sessanta, potrebbe essere Kwaidan di Masaki Kobayashi, un capolavoro che oscilla tra la ghost story e il film d’arte. Riproposto, ovviamente, dalla Rarovideo.
Kwaidan, RaroVideo, Euro 19,90, Disponibile dall’11 Gennaio.

(Con la collaborazione di Marco Pisoni)

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