LA NUOVA VITA DEI CENTRI SOCIALI
Da luoghi di soVVersione a laboratori di spErimentAZioni artistiche e culturali

(A cura di Giuseppe Nadir Romano e degli studenti dell'Università La Sapienza di Roma)
RiCicLAtoRi di S p a z i aBBanDoNATi: nelle città, strappati all’orrore del tempo per Ristrutturare, Ricreare, RIvitalizzare, RIciclare

I centri sociali rappresentano oggi un nuovo modo di affrontare il degrado (sociale, urbanistico, politico…) un riscatto evolutivo attraverso la ristrutturazione spazi di socializzazione culturale che nel business del divertimento della notte non trova sfogo, spesso nemmeno in molte iniziative istituzionali. Contenitori di cultura a basso costo, sorti da vecchie fabbriche o edifici in disuso che non hanno trovato fortuna nell’espansione urbana, diventano riciclatori che riossigenano i tessuti socioculturali delle nostre società. Un acquisizione forte che ancora oggi trova la sua unica via nell’occupazione, dato che quasi mai le richieste di spazi vengono ascoltate, o spesso si perdono nel frastuono delle metropoli. Sono tantissimi gli esempi in Italia: dall’A.S.K.191 di Palermo che nasce in uno stabile e un giardino confiscati alla mafia, all’Officina
99 di Napoli che ricicla un vecchio edificio abbandonato, al BrancaLeone di Roma che si appropria di un locale in disuso da 10 anni di proprietà del Comune, al Leoncavallo di Milano che opera nello stabile di via Watteau. Da queste occupazioni nascono nuovi ”luoghi pubblici non statali” che attraverso l’autogestione portano avanti da anni attività che oscillano in continuo sincretismo fra cultura, intrattenimento,
attività sociali e politiche, spesso nelle periferie o in zone di città lasciate a sé stesse dove diventano veri musei contemporanei o tempi della musica underground sperimentale, poli multifunzionali di servizi al cittadino a basso costo (welfare). Gli edifici grigi diventano enormi tele di street-art, i luoghi acusticamente inquinati si trasformano in ventagli di sonorità eclettiche, posti abbandonati dalla gente trovano nuove possibilità per incontrarsi e conoscere realtà artistiche e intellettuali emergenti oltre il muro delle grandi case di produzione legate al grande mercato. Così le architetture industriali si fondono con l’arredamento “Creativo-Popolare” di nuovi designer, le pareti si coprono di immagini, luoghi da esplorare e godere, da attraversare e che attraversano, mentre le sonorità si alternano tra il pop e le avanguardie in una scelta così ampia da abbracciare ogni gusto, musica elettronica, ragga , rock, minimal house, musica popolare, jazz e si
fanno laboratori di ogni tipo (teatro, utilizzo di linux, grafica..) con servizi multiformali (accesso gratuito ad internet, incontri e seminari, cineproiezioni, degustazioni, fiere..).

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Un'offerta globale alla persona, una "casa" dove si trova tutto ciò che riguarda l’esperienza dell’essere umano, una carezza ai 5 sensi che combatte l’ alienazione e la mercificazione del tempo libero, una chiave d’uscita dalla costosa "galera metropolitana". Un’alternativa vera, uno spazio autonomo dove esprimere le intelligenze e le creatività disperse e assoggettate, riscattandole dal ruolo di fattore economico e assumendole a risorse da socializzare in maniera dinamica, rompendo quel meccanismo che vuole una conoscenza ed una intelligenza ufficiale che riconosce chi è legittimato a dispensarla e chi no (Rialto Sant’Ambrogio, Roma).

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Foto A.S.K.191 : Dario Gambino

AuToGEsTioNE
L’autogestione è un’esperienza sociale e societaria autonoma al di fuori di ogni partito e organizzazione politica, che nasce dall’esigenza di soddisfare bisogni negati, vivendo con il contributo attivo e propositivo dei frequentatori e degli occupanti del Centro. I pagamenti
agli ingressi sono a prezzo popolare (che vanno dalle offerte libere, ai 3/7 euro per le serate ai 10 euro o più per i grandi eventi musicali ) e la vendita (bevande nei bar, gadget, libri, magliette, prodotti artigianali, prodotti equo/solidari, cucina tradizionale/etnica..) servono per autofinanziarsi e continuare il ciclo di eventi e manutenzione dei centri.
www.leoncavallo.org
www.ask191.org/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1
www.brancaleone.it
www.officina99.it
www.rialtosantambrogio.org

Forte Prenestino a Roma tra coRpo e muSica x tutti

Un esperienza piena, un luogo unico e molteplice, un laboratorio pluridisciplinare, interculturale, multigenerazionale. All’interno della sala da tè “intherferenze” il c.s.o.a. Forte prenestino di Roma offre trattamenti shiatsu attraverso la pratica millenaria dell’arte del contatto: le tecniche Nanikoshi-Masunaka ma anche la riflessologia sono
messe a servizio degli ospiti del centro nel tentativo dicostruire una nuova persona che non sia solo una somma di funzioni e prestazioni ma un intero fatto di corpo, anima, intelletto e sentimento: “Pensiamo – spiegano i trattatori - che invece di preoccuparci solo delle malattie del nostro corpo, sia importante curare la salute complessiva, intraprendendo pratiche di auto-rigenerazione dell’energia che troppo spesso percepiamo solo in termini di dolore.” La durata della seduta è di circa 1 ora e per il singolo trattamento la cifra è di 15 euro ( 60 euro 5 trattamenti).
(www.forteprenestino.net/index.php?option=com_content&task=view&id=45&Itemid=40)

E poi c’è la musica, accessibile a tutti i creativi che desiderano confrontarsi con uno studio di registrazione: Sound Check sala prove offre ai musicofili di tutti i tipi di esercitarsi e registrarsi a un prezzo equo. Con l’obbiettivo di abbattere i limiti imposti dagli alti costi che la musica oggi comporta e rendere quindi più accessibile un percorso che per sua natura è libero, mettendo a disposizione tutti l'amplificazione e una batteria. (Un’ora di prove 8 euro, un’ora di registrazione 10 euro).
www.forteprenestino.net/index.php?option=com_content&task=view&id=44&Itemid=39

Atelier ESC: tempio della street art internazionale
L’attenzione verso la street-art è ormai oggetto di interesse dei più importanti curatori d’arte internazionale proprio grazie ai centri sociali che da tempo la producono e la ospitano. In particolare un ruolo protagonista ce l‘ha Atelier Esc di Roma che da 2 anni ospita l’International Poster Art, curato da 3 giovani artisti ( Sten, Lex e
Lucamaleonte), unica rassegna internazionale dedicata esclusivamente ai poster di strada.
Un’occhiata alle nuove forme d’arte metropolitana che solo in questi tempi sta vedendo legittimato il proprio status artistico, dallo stencil, alla pittura a mano libera, dalla stampa alla serigrafia, pratiche che stanno cambiando le facciate delle nostre città e che
ispirano nuove pratiche artistiche.

EXSNIA VISCOSA: bici per rispeTTo di tuTTi
I centri sociali offrono parecchi servizi di diversa natura sia gratis che a prezzo popolare, alternative concrete al carovita, adatte ai giovani e non solo. La ciclofficina Don Chisciotte, un laboratorio del centro ExSnia Viscosa aperto tutti i giorni dalle 17 in poi, offre la possibilità di costruire, riparare, recuperare biciclette, ma soprattutto di avviare un percorso di riflessione critica sull’uso di questo mezzo, sul riciclo dei materiali. Un percorso di conoscenza meccanica e dell’uso delle attrezzature , del recupero e del riutilizzo delle bici , un laboratorio di riciclaggio pro-ecologico. All’interno non si vendono e non si comprano né bici né pezzi di ricambio, tutto è a disposizione di tutti.
http://ciclofficina.homelinux.org/.

Villaggio globale VS Bed & Breakfast
Al Villaggio Globale (Roma) oltre ai vari corsi di percussioni arabe, sassofono, ceramica (40 ore di corso 2 lezioni alla settimana per 30 euro), le offerte di intrattenimento intelligente si sono allargate anche alla notte realizzando all’interno del centro un bed & breakfast (15 euro a notte).
Non solo, è a disposizione di tutti i frequentatori una camera oscura per lo sviluppo delle fotografie, un ambiente transciplinare che convoglia diverse arti ed esigenze.
www.vglobale.biz/index.php

A cena al Leoncavallo

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A Milano, allo ormai stranoto Centro Sociale Leoncavallo, dal 1994 va avanti la cucina popolare, uno spazio sociale aperto anche a Natale e Pasqua che offre ai frequentatori del centro un pasto salutare. La cucina è PoPolAre per diversi aspetti: è un luogo di socializzazione (grandi tavolate dove la gente si siede e conosce altra gente), di lavoro (ci sono corsi per cuochi e camerieri e si offre lavoro anche a extracomunitari che possono così imparare la lingua), di risparmio (menu differenziati a costi bassissimi, o a sottoscrizione popolare o addirittura gratuiti) ed è occasione per mangiare secondo le proprie esigenze, desideri o tradizioni (pasti per celiaci, vegan, vegetariani, ma anche ipo o iper calorici, etnici, tradizionali, rispettosi delle diete o festività religiose etc..). Molto frequentato anche dagli studenti universitari che trovano o organizzano cene a tema secondo ricorrenze da calendario o iniziative particolari (festa salentina,
Critical Wine)

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Foto Centro Sociale Leoncavallo : Dario Gambino

www.leoncavallo.org/spip/article.php3?id_article=5

ONLUS, ONG, EQUO E SOLIDALE: i centri come tempi etici e critici
Se è vero infatti che in Italia sono ancora pochi i supermercati che ospitano sui loro scaffali i prodotti equosolidali, il nostro paese è, dopo la Germania, la seconda nazione con il numero più alto di botteghe del mondo attive sul territorio. Molte di queste si trovano all’interno dei centri sociali ,come la bottega equoBIO all’interno del Brancaleone a Roma, che oltretutto ospita stand di artigiani da tutto il mondo che
vendono i loro prodotti senza passare per la grande catena distributiva. Diverse sono le manifestazioni, come la fiera “TERRAterra: verso una nuova equonomia” e la “Critical wine”, dove si presentano e gustano prodotti autocertificati dagli agricoltori e la vendita a “prezzo sorgente” per far conoscere una visione critica del consumo; progetto che si lega al “Mercato senza mercati” che si tiene ogni terza domenica
del mese e gestito dagli stessi contadini all interno del romano Forte Prenestino. Molte delle serate dei centri sociali sono legate a programmi di varie organizazioni non governative, dove il ricavato è devoluto per azioni umanitarie (come la serata per il progetto Missione Acqua del gruppo Aleimar per un pozzo all’orfanotrofio di Perna, in
Benin, con il concerto di Eugenio Bennato (Leoncavallo), o come le serate per i diritti umani organizzati dal Brancaleone insieme ad Amnesty International.
www.brancaleone.it
www.equobio.it
www.criticalwine.org
www.forteprenestino.org
www.aleimar.it

Un po' di storia: COrrEvaNo Gli AnNI 70...
Rino Gaetano si classifica terzo a San Remo con “Gianna”, viene approvato il diritto di famiglia che garantisce la tutela della donna e la parità fra sessi, Enrico Berlinguer annuncia il divorzio fra il PCI e l'Unione Sovietica, Si dimette il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon per lo scandalo Watergate e... in Italia nascono i centri sociali
occupati.

In origine sono diretta espressione dei moti di rivolta studentesca e operaia, ma oltre che ai movimenti di sinistra radicale, vi sono formazioni di centri anche di estrema destra. Ma intanto ospitano la nascita e crescita delle prime radio libere e le prime etichette
musicali indipendenti. Nuove sonorità, come il Punk dei Sex Pistols e la musica elettronica dei Kraftwerk sbarcano in Italia diffondendosi proprio nei centri, che diventavano incubatori di nuovi artisti come Paolo Rossi e Salvatores. L’occupazione di spazi privati o pubblici continua a essere illegale, quindi da sempre gli occupanti si devono scontrare con le istituzioni e le forze pubbliche, crescendo con l’ansia di uno sfratto,
che spesso arriva (come nel ’94, nella sede storica del Leoncavallo nella omonima via, e dopo 6 mesi dalla prima in via Salomone, o una serie di bliz, sfratti e irruzioni con i conseguenti incidenti che comportarono).
www.wikipedia.it
www.leoncavallo.it
(Vedi anche “L’aggregazione giovanile” di Roberto Albano, Docente di
Metodologia della Ricerca, Università di Torino).

CoRRe l’AnNo 2007: da luoghi trasgressivi a poli d'avanGuardie
Ennio Morricone vince l’Oscar alla carriera, si festeggia il Family day, è il quarantesimo anno dalla morte di Ernesto Guevara, si fonda il Partito Democratico, il gaelico viene ufficialmente riconosciuto come una delle lingue ufficiali dell'UE, e...
i centri sociali e le istituzioni non hanno ancora trovato un accordo su scala nazionale (ogni comune e le rispettive prefetture gestiscono il rapporto con i centri autonomamente: ad esempio a Roma attraverso una delibera popolare, proposta da almeno 5000 persone, si è ottenuta la “delibera 26” dove il comune riconosce i centri sociali occupati in
cambio di un affitto pari al 30% del valore dell immobile sul mercato): continuano gli sfratti (il 12 luglio è scaduto l’ultimo avviso per il Leoncavallo che continua con il suo grido ”qui siamo e qui restiamo” e all’Atelier e.s.c. il 30 gennaio alle 7 del mattino la polizia sgombera gli occupanti e sigilla le entrate, mentre al Comune discutono proprietario e occupanti raggiungendo poi un accordo che però poco dopo viene nuovamente trasgredito con una nuova occupazione dello spazio...)
Anche all’Ask di Palermo continuano le incursioni della polizia e addirittura il primo marzo una piccola bomba carta fa saltare parte dell’ala centrale accompagnata dalla scritta “10,100,1000 centri sociali eliminati”.

Ma intanto Sgarbi difende il Leoncavallo proteggendo quelle mura piene di opere di (street)arte andando contro la sua stessa Giunta e inserendone alcune opere nel programma della Giornata dell’ Arte Contemporanea del 14 ottobre; Bebo Storti (attore nei film di Salvatores e comico in “Mai dire gol” ) produce un documentario “Altri Sociali”
girato da La banca che è un occhio sul mondo alternativo a “quello degli
aperitivi”, scegliendo di distribuirlo gratuitamente via web (www.bebostorti.it ): “Una scelta – ha detto – per farlo girare il più possibile. Mi aspetto che lo scarichino in molti e vorrei che finisse in mano anche a parti avverse, a chi si è sempre battuto contro i centri sociali. Perché troppo spesso se ne parla basandosi su stereotipi,
mentre invece queste realtà sono una voce "altra" indispensabile, c’è
molta più cultura lì che nei luoghi istituzionali”.
Non è un caso se artisti come Skin (ex Skunk Anansie), White Stripes, Prodigy, Elio e le storie tese, Sonic Youth, Afterhours, Blonde red head e altri abbiano scelto i centri sociali per esibirsi (d’altra parte quest’attrito politica/centri sociali si fa più misterioso quando un leoncavallino storico come Daniele Farina viene eletto vice della
commissione giustizia della camera...)
www.wikipedia.it
www.brancaleone.it
www.escatelier.net
www.ask191.org
www.leoncavallo.org/spip/article.php3?id_article=1341

Una testimonianza leonCavallina

LoRe, giovane artista di 25 anni, ha vissuto per 2 anni all’ interno del centro sociale occupato Ex carcere di Palermo: “ l'età degli occupanti oscillava dai 17 ai 28 anni, pochi in verità, le camere erano molto grandi quasi dei saloni da benestante, ma con le sbarre alle finestre. Le mansioni erano distribuite senza gerarchia, dall’organizzazione teatrale alla gestione del bar,dagli incontri culturali alle mostre, dalla pulizia al volantinaggio notturno spesso abusivo. Al bar si ruotavano i turni e la spesa si faceva solitamente poche ore prima della serata, i soldi erano tenuti in una cassa comune gestita da chi abitava dentro il centro. Le spese erano molte e a volte ci si arrangiava. Le feste serali si separavano per giorni, il giovedì o il venerdì solitamente musica reggae e il sabato gruppi dal vivo scelti per amicizia o per disponibilità monetaria. Lo spazio per le serate era enorme, con un giardino e una cucina popolare funzionante con prodotti locali. Vivere e gestire il centro era molto faticoso sia a livello di tempo che fisico, c era sempre qualcosa da fare per offrire ai frequentatori proposte gradevoli. A differenza dello spazio per i
“visitatori” nelle stanze l’acqua per lavarsi era gelida d’inverno, non c era nessun tipo di riscaldamento e la luce veniva presa in “prestito” dal comune, alla fine queste condizioni ti facevano ricordare cosa era storicamente quel posto, un carcere, ma il calore umano degli abitanti e dei frequentatori alleviava questa fredda facciata esteriore”.

La PaRola Ai NuMeRi: due ricerche del Leoncavallo
..e non esistono più le mezze stagioni... e la cioccolata la confeziona la marmotta... e i giovani non vogliono più diventare adulti... e nei centri sociali ci vanno solo gli sbandati… Luohi comuni... o forse no???
Dalle due ricerche condotte al Leoncovallo rispettivamente nel 1994 e
nel 2001 emergono dei dati che fanno rivedere un po’ di preconcetti che spesso girano intorno all’immagine dei centri.
A livello generazionale emerge dai dati una spiccata componente giovanile 18-35 nella prima ricerca e 25-29 anni nel 2001: gli “anziani” sono quelli più attivi all interno del centro. La dominanza di genere è sensibilmente maschile per quanto il divario sia diminuito dal ‘95 (27donne/100) al 2001 (38donne/100).
Nel ‘95 il titolo di studio più rappresentato era il diploma superiore, 30,5%, seguito da alcuni anni di università, 26,4 %, e dal diploma di scuola media, 19,9%. Nel 2001 oltre all’alzarsi dell’istruzione media si ha un maggior numero di laureati, un terzo in totale ha studiato almeno per alcuni anni all’ università mentre il 24, 17 % è laureato (erano il
7,9% nel ‘95).
Le condizioni lavorative dei frequentatori si distaccano nettamente dalla raffigurazione del tipico ragazzo/a del centro sociale. Quasi la metà dei lavoratori ha infatti una condizione lavorativa stabile in prevalenza nell’ area di lavoro dipendente, il 30,8% nel 1995 e 48,6 % nel 2001. Dagli studi effettuati sul reddito si è attestata la maggiore presenza di classe media. La maggioranza di persone vivono in casa di proprietà (loro o dei genitori), il 58,70%; in affitto vive il 32,86% e soltanto lo 0,7 percento in abitazioni abusive.
I dati sulla frequentazione dei centri sono salienti per la differenza fra attivisti e frequentatori... Solo il 3,45 % delle persone intervistate frequenta ogni giorno il centro sociale... a fronte di un 45,5% che dichiara una frequentazione saltuaria e l’11,4 % lo fa una o 2 volte a settimana. La maggior parte dunque è costituita da persone che si recano al Leoncavallo saltuariamente, in particolari eventi o per la prima volta per la curiosità di conoscerlo.
Le motivazioni di andare al centro sociale sono: la dimensione di socialità e dello stare insieme agli altri, 43,6 %, cui seguono la condivisione di fini politici, 32,8%, e le
iniziative musicali, 28,6%. La voglia di socialità è nettamente il primo motivo, e le credenze politiche non sembrano un fattore primario ma anzi sembrano rappresentare un fattore di complemento. L’involucro politico sembra non essere abbastanza ampio da abbracciare la visione sociale che sta dietro alle molteplici attività dei centri (non che non esista più una pulsione politica.. ma che questa si sia trasformata in una politica pragmatica e concreta, un modo attivo di fare società?).

Autogestione finanziaria
Dati ricavati dal Bilancio Sociale 2005/2006 Leoncavallo Milano

FONTI
Andrea Membretti: "Leoncavallo: un'impresa per la qualità sociale. Culture e pratiche al servizio di un welfare civile", tesi di dottorato in sociologia 2000, 2001 (Università di Pavia)
Consorzio Aaster: centro sociale cox18, centro sociale Leoncavallo.
Primo Moroni: "centri sociali : Geografie del desiderio" Milano shake edizioni 1996.
www.leoncavallo.org/spip/IMG/pdf/BilancioSociale06-2.pdf

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